Mafia: i commercianti di Palermo si ribellano al pizzo, 20 fermi al Borgo Vecchio :ilSicilia.it
Palermo

l'operazione denominata "Resilienza"

Mafia: i commercianti di Palermo si ribellano al pizzo, 20 fermi al Borgo Vecchio

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13 Ottobre 2020

Dopo anni di silenzio i commercianti del quartiere Borgo Vecchio di Palermo si sono ribellati al racket e hanno denunciato gli estortori mafiosi: 20 tra boss, gregari ed esattori del clan sono stati fermati dai carabinieri. Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, ai furti e alla ricettazione, tentato omicidio aggravato, estorsioni e danneggiamenti.

Oltre 20 le estorsioni accertate nel corso dell’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia guidata dal Procuratore Francesco Lo Voi, 13 delle quali scoperte grazie alle denunce spontanee delle vittime. In 5 casi, invece, i commercianti hanno ammesso di pagare dopo essere stati convocati dagli inquirenti. Un risultato straordinario in un quartiere in cui la paura consente a Cosa nostra di controllare capillarmente le attività commerciali.

L’indagine che ha portato ai fermi è la prosecuzione di inchieste passate sul mandamento mafioso di Porta Nuova e, in particolare, sulla famiglia mafiosa di Borgo Vecchio.

“Noi carabinieri di Palermo vorremmo ringraziare quegli imprenditori che si sono fidati di noi. Molti sono venuti spontaneamente a denunciare. Ci hanno messo la faccia e noi li abbiamo tutelati. E’ questo il messaggio che vogliamo dare alla città e a questa collettività. Si deve dire basta al pizzo. Noi siamo a fianco di chi denuncia”. Lo ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Palermo, Arturo Guarino, commentando il blitz contro il clan mafioso del Borgo Vecchio, reso possibile anche dalle denunce delle vittime del racket.

“L’operazione condotta dai carabinieri e coordinata dalla Procura della Repubblica con grande professionalità dimostra come sia necessario non abbassare la guardia contro una vitalità mai sopita delle cosche. Dimostra anche che lo Stato può essere in grado ed è in grado di proteggere chi decide di ribellarsi al pizzo e alla violenza. Che, come giustamente sottolineato dai vertici dei carabinieri, lo Stato sa tutelare chi decide di esporsi contro il ricatto mafioso”. Lo dice il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, commentando l’operazione antimafia che ha portato a venti persone fermate.

Due buone notizie, di quelle che rendono migliore la nostra terra: da un lato il coraggio dei commercianti che hanno infranto il muro dell’omerta’, dall’altro la brillante operazione dei carabinieri che ha colpito il clan di estortori. A loro sento di rivolgere, a nome di tutti i siciliani, un sentimento di profonda gratitudine perche’ oggi ci riappropriamo idealmente di un altro frammento di quella liberta’ che la mafia in tanti anni ha sottratto all’intera collettivita’“. Cosi’ il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha commentato l’arresto, nel quartiere Borgo Vecchio di Palermo, di venti persone – tra boss, gregari ed esattori del clan – accusate di associazione mafiosa, traffico di droga, furti, ricettazione, tentato omicidio aggravato, estorsioni e danneggiamenti ai danni di diversi negozianti che li hanno denunciati.

 

 

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