Mafia: ritorna in carcere il boss "spazzino" vicino ai Santapaola :ilSicilia.it
Catania

15 arresti del "gruppo di Belpasso" per diffuso condizionamento illecito dell'economia locale

Mafia, ritorna in carcere il boss “spazzino” vicino ai Santapaola

di
4 Maggio 2017
I Carabinieri del Comando provinciale di Catania hanno eseguito un provvedimento cautelare emesso dal Gip del Tribunale etneo nei confronti di 15 persone, ritenute appartenenti al “gruppo di Belpasso”, affiliato ai Santapaola-Ercolano. Gli indagati devono rispondere di associazione mafiosa, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, rapina, sequestro di persona, danneggiamento seguito da incendio e riciclaggio. Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, avrebbero consentito di ricostruire l’organigramma del clan e di individuarne capi e gregari.

Mafia, ritorna in carcere il boss
Carmelo Aldo Navarria

Gli investigatori hanno documentato un ingente volume di affari illegali, “riscontrato – come sottolineano – un diffuso condizionamento illecito dell’economia locale” e fatta luce sul sistema di gestione dello spaccio di cocaina e marijuana. Acquisiti elementi su estorsioni ai danni di imprenditori locali e su rapine ai danni di autotrasportatori. A capo del gruppo, fanno sapere gli inquirenti, ci sarebbe stato Carmelo Aldo Navarria, scarcerato nel 2014 dopo 26 anni di reclusione per sei omicidi.

Questi gli arrestati: Gaetano Doria, cl. 1969, già detenuto a Siracusa; Michele La Rosa, cl. 1971; Rosario La Rosa, cl. 1978; Carmelo Aldo Navarria, cl. 1962, già detenuto a Siracusa; Patrizia Paratore, cl. 1966; Gianluca Presti, cl. 1981, già detenuto a Catania-Bicocca; Mirko Presti, cl. 1987, già detenuto a Siracusa; Antonino Prezzavento, cl. 1970, già detenuto a Siracusa; Stefano Prezzavento, cl. 1985, già detenuto a Siracusa. Gli altri indagati sono stati sottoposti all’obbligo di presentazione alla P.G.

Negli anni Ottanta – spiegano i carabinieri – Navarria era considerato lo ‘spazzino’, colui che faceva sparire i cadaveri, del clan Malpassotu, braccio armato di Nitto Santapaola”.

 

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