15 Settembre 2019 - Ultimo aggiornamento alle 17.31

L'INTERVISTA

Maiolini: “Banche regionali in crisi, sull’Irfis il problema è la politica” | VIDEO

5 Maggio 2018

 

Crisi delle banche e accorpamento delle società finanziarie della Regione Siciliana. Sono questi i due temi sui quali abbiamo chiesto il parere di un manager esperto come Francesco Maiolini, già direttore di Banca Nuova, oggi di Banca Igea, e presidente dell’Irfis per un paio di anni durante i governi Lombardo e Crocetta. Dati recenti della Banca d’Italia, infatti, ci dicono che negli ultimi due anni sono stati persi 333 posti di lavoro e sono state chiuse 145 filiali, mentre è all’ordine del giorno dell’Assemblea regionale, che in questi giorni si appresta a votare il collegato alla finanziaria, il progetto di fusione tra Irfis, Crias e Ircac.

Per Maiolini la liquidità che in passato era un fattore di forza degli istituti di credito siciliani oggi, invece, non lo è più. Inoltre, spiega il manager, “le banche regionali hanno anche un forte ritardo negli investimenti tecnologici. A livello internazionale e nel Paese si sta sviluppando una forma di mercato diverso, ovvero della ‘non banca’, delle piattaforme che erogano credito attraverso il canale digitale. Si sta sempre più ridimensionando la rilevanza della rete fisica, cioè delle filiali. In tutta Europa ma già negli Stati Uniti c’è chi prevede che tra dieci anni il modello no branches, cioè di banche senza filiali, diventerà addirittura prevalente rispetto all’attuale”.

Infine, un altro elemento di difficoltà, secondo Maiolini, è la loro scarsa capacità di rispettare i requisiti patrimoniali imposti dagli organi di vigilanza nazionali ed internazionali.

Sull’accorpamento di Irfis, Crias e Ircac Maiolini non usa giri di parole. “Il problema – spiega – è sempre stato uno e uno solo: la politica. Purtroppo quando la politica si è avvicinata a finanziarie, banche … i risultati sono sempre stati estremamente negativi, perchè le logiche della politica sono antitetiche rispetto alle logiche di una conduzione sana di impresa. La verità è che se guardassimo le cose dall’alto ci chiederemmo: ma la Sicilia può sostenere una finanziaria? Con difficoltà, tre assolutamente no”.

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