Malesseri psicologici: i sintomi vanno ascoltati, educati, sublimati e compensati :ilSicilia.it

Lo psicologo è come un medico di base

Malesseri psicologici: i sintomi vanno ascoltati, educati, sublimati e compensati

di
13 Febbraio 2020

Buongiorno, miei cari lettori, Liberi Nobili, ci tengo tanto a ringraziarvi per tutti i consensi che ricevo, i messaggi, le conferme, le condivisioni. So di non utilizzare un linguaggio semplice e di scegliere argomenti che non sono fruibili da tutti e, anche se ancora siete pochi, siete in crescita e, di questo, vi ringrazio tantissimo! La mia rubrica esiste anche grazie a voi, veri Editori di Laura Valenti e, spero, possa crescere e acquisire una maggiore visibilità non per acritico eccesso di benevolenza nei miei confronti ma perché è un onore fare parte del tutto e contribuire, nel mio piccolo, a sollecitare l’evoluzione e il giusto approccio alla salute mentale, fisica e relazionale.

Oggi farò un breve accenno a tutti quei malesseri psicologici che portano l’individuo alla sensazione di impasse emotivo, con la conseguente paura di perdere il controllo della mente. A questi soggetti mi preme dire che si tratta di una prova evolutiva molto importante per cui vale la pena resistere, perseverare e vincere, grazie anche alla figura di un esperto del settore che non abbia solo un ascendente su quello specifico individuo ma che sia anche preparato cognitivamente ed emotivamente a farsi carico di una simile responsabilità.

SublimazioneC’è un solo modo per guarire da ogni male ed è sintetizzabile in un verbo che comprende tante diverse azioni: fare!

La prima cosa da fare è ascoltare i sintomi, parlarne con lo psicologo. Non bisogna solo raccontare le esperienze e i vissuti che sono impressi nella mente ma descrivere tutti i sintomi psico-fisici attraverso i quali si può arrivare a comprendere cosa e dove non funziona, quali messaggi il corpo invia e che parlano nitidamente e con pathos di quello che fa soffrire di più l’individuo. Il paziente ha una memoria emotiva che viene manifestata attraverso il dolore e il disagio che si avvertono in una determinata e non casuale parte del corpo. Ovviamente io mi occupo di analizzare e comprendere il perché, l’origine, il come fare per sbloccare la situazione ma i sintomi fisici vanno attenzionati, in parallelo, da un medico con una specifica specializzazione. Lo Psicologo è come un medico di base, ha e deve avere le competenze, le capacità, la sensibilità e i contatti per orientare e direzionare correttamente i pazienti, non soltanto emotivamente, dunque. Se mi manca un contatto, se non comprendo a quale medico inviare il paziente con dei sintomi che, secondo me, non vanno trascurati, chiamo uno dei colleghi medici di mia fiducia, descrivo il caso e mi faccio dare un nominativo adeguato. Tac: il paziente è soddisfatto, rassicurato e ben curato!

La medicina è arteCome spiego, spesso, a coloro che hanno paura del proprio lato oscuro, fatto di ossessioni e compulsioni, di manie dalle quali non riescono a liberarsi, io tendo a spiegare alcuni concetti fondamentali, che se fanno propri, se riescono a interiorizzarli, li aiutano molto. Come ho detto, si tratta di un discorso evolutivo, voluto dall’alto, da un lato, e causato da noi e dall’ambiente in cui viviamo, dall’altro. Non bisogna soccombere alla “patologia” ma opporsi, resistere, imparare a gestirla e controllarla. Il mio compito è proprio quello di comprenderne il funzionamento e l’attivazione, in modo da suggerire il miglior percorso di guarigione o variazione armonica della personalità. Un sintomo, quindi, non va represso ma ascoltato, prima, ed educato, controllato, reso produttivo, dopo.

Ci sono tre passaggi importanti che ho individuato e che voglio condividere con voi, sperando di potervi aiutare anche se non siete miei pazienti e sono:

  1. Imporsi delle regole/divieti;
  2. Compensare il sintomo e questo è possibile dopo aver agito un lavoro psicoanalitico e neuroscientifico, anche grazie alle tecniche di disvelamento ipnotiche;
  3. Sublimare, trasformare in positivo, canalizzare le energie in circolo, rendere produttivo il sintomo.

Parto dal principio che la mente non vuole farci del male ma che è solo attraverso il dolore che possiamo evolvere. Nel caso in cui il soggetto è affetto da una dipendenza da cellulari e social network, per esempio, grazie alle tecniche di rilassamento WILDE SYSTEM il paziente ha ricordato un evento traumatico legato a questi oggetti e servizi di rete sociale e che ha a che fare con delle ferite relazionali inferte da coetanei. La soluzione è, quindi, da un lato, costruire relazioni stabili, sicure e intime, tagliare i rami secchi, fare pulizia vibrazionale.

Dall’altro, però, ho rilevato delle capacità inaudite riferite all’uso e alla comprensione delle applicazioni così gli ho suggerito di idearne una o di lavorare nel settore della telefonia o dei social. Penso a tanti geni della letteratura e della scienza che sono stati chiusi per ore nel loro laboratorio a creare utili e valori che sono rimasti eccellenti, irripetibili e diuturni di generazione in generazione. La domanda che mi faccio sempre è, cioè: e se la mente volesse a tutti i costi vivere un potenziale e noi stessimo lì a perdere tempo prezioso per capire come reprimere una necessità evolutiva piuttosto che come sublimarla e compensarla?

© Riproduzione Riservata
Tag:
Epruno - Il meglio della vita
di Renzo Botindari

Il Gatto Obeso e le ZTL

Il gatto obeso e sazio non avrà mai stimoli a sforzarsi per andare a cercare i topi. Quindi non ho aspettative da “nuovi soldati”, sono siciliano e vivo a Palermo e dietro a nuovi volti mi farò la domanda più importante: “a cu appartieni?”
Come se fosse Antani
di Giovanna Di Marco

La ddraunàra: i racconti di Silvana Grasso

È disponibile dal 16 luglio La ddraunàra, la raccolta di racconti di Silvana Grasso, a cura di Gandolfo Cascio ed edita da Marsilio che ripubblica così due opere, Nebbie di ddraunàra (Le Tartarughe 1993) e Pazza è la luna (Einaudi 2007).

I giannizzeri

A partire soprattutto dal 1850, il controllo del territorio in Sicilia diviene sempre più arduo per la gendarmeria borbonica. Gruppi armati dediti al malaffare, bande e banditi, nonostante l’inasprimento delle pene – il ricorso all’esecuzione diretta era prassi ordinaria - percorrevano senza molti contrasti le campagne siciliane e rendevano difficile garantire la sicurezza.
. Rosso & Nero .
di Elio Sanfilippo

Palermo fa acqua da tutte le parti, Orlando cambi tutto o si dimetta

I cittadini sono sommersi dall'immondizia, intere zone trasformate in discariche, lavori stradali che non finiscono mai, servizi pubblici che non funzionano, fino allo scandalo dei cimiteri dove non si capisce perché non si sono avviate le procedure per la costruzione del nuovo cimitero previsto dal piano regolatore.
Segreti e non misteri
di Alberto Di Pisa

Mafia e antimafia

Dovendo parlare di mafia ed antimafia non si può non andare con la mente al 10 gennaio 1987 allorquando Leonardo Sciascia rilasciò una intervista al Corriere della Sera parlando di professionisti dell’antimafia
Wanted
di Ludovico Gippetto

L’archeologia del “Do not cross” come tutela

Rubare nei siti archeologici è gravissimo. Un argomento molto caro all’archeologo Sebastiano Tusa, fermo sostenitore del principio del "Do not cross". Dove gli oggetti antichi vanno guardati ma non decontestualizzati rispetto all’ambiente di provenienza.
CapitaleMessina
di Gianfranco Salmeri

Dopo la pandemia non sarà mai come prima

Dopo una crisi così devastante come quella che stiamo superando, le cose non potranno tornare mai come prima, e non è neanche bene che ciò avvenga. Una riflessione sulla fase 2 dell'emergenza coronavirus di Gianfranco Salmeri.