Marcello Tricoli passa a Fratelli d'Italia: "Scusate il ritardo. Il mio è un ritorno a casa" |L'intervista :ilSicilia.it

L'intervista a l'ex presidente del consiglio provinciale di Palermo

Marcello Tricoli passa a Fratelli d’Italia: “Scusate il ritardo. Il mio è un ritorno a casa” |L’intervista

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9 Luglio 2019

Scusate il ritardo”. Queste le prime parole per il ritorno a ‘casa’ di Marcello Tricoli. L’ex presidente del Consiglio provinciale di Palermo ha ufficializzato il passaggio nel partito di Fratelli di Italia. Anche l’ex dirigente di An segue quindi le adesioni di Basilio Catanoso, Salvo Pogliese e di tutto il gruppo di “Muoviti Italia”. Lo ‘sposalizio’ politico avverrà ufficialmente giovedì 11 luglio (ore 18) presso lo Sheraton Hotel di Catania dove sarà presente anche il leader nazionale del partito Giorgia Meloni.

Il prof. Pippo Tricoli

Marcello Tricoli appartiene a una delle famiglie più rappresentative della destra siciliana. Suo padre, Pippo Tricoli, docente di Storia Moderna e Contemporanea presso l’università di Palermo, è stato deputato regionale del Msi-Dn per quattro legislature (dal ‘71 al ‘91). Componente della Segreteria nazionale del partito, guidato da Gianfranco Fini, nel 1994 a Fiuggi, il professore Tricoli è stato tra i protagonisti del Congresso che ha segnato la nascita di Alleanza Nazionale.
Il fratello maggiore, Marzio, tragicamente scomparso nel 2003 era presidente provinciale di Alleanza nazionale a Palermo. Fu Assessore al Bilancio ed alle Finanze della Regione Sicilia nei governi Provenzano e Drago, ed era alla sua seconda legislatura come deputato dell’Assemblea regionale Siciliana.

Tricoli, possiamo dire che ‘ritorna a casa’ a seguito del suo passaggio da Forza Italia in An?

Ho riflettuto la mia scelta per molto tempo. Ma il partito di Giorgia Meloni segue delle logiche naturalmente vicine alle mie tradizioni e valori politici.

Che rapporto ha ad oggi con Forza Italia?

La mia esperienza con i forzisti si era già inclinata a seguito della scomparsa dell’ex ministro Altero Matteoli. Per me era un punto di riferimento all’interno del partito.

Ma lei alle scorse elezioni regionali si è candidato nella lista del partito di Berlusconi…

Sì è vero. Mi sono pentito di essere stato candidato in una lista di deputati regionali uscenti. Tutta gente che non ha a che fare con la mia storia politica. Ma oramai la tratto come un’esperienza. E’ stata una campagna elettorale io contro tutti.

Possiamo dire che Forza Italia non ha saputo tenere gli ex An all’interno del partito?
Noi nel 2018 ci siamo presi una grande vittoria con l’elezione di Pogliese a sindaco di Catania. Ma i forzisti non tenevo molto in considerazione il gruppo degli ex An.

Non crede che con questo ritorno di molti politici di destra nel partito di Giorgia Meloni, ci sia il rischio di far rinascere la vecchia Alleanza Nazionale?

E’ proprio questo l’intento della Meloni e di Ignazio La Russa. Riportare a casa quel partito del 12% che ci ha dato grande soddisfazioni. Raccogliere tutta quelle miriade di uomini e donne prima di Msi e poi di An che hanno dato un grosso apporto alla destra. Io so per certo che ci saranno altre adesioni. Stiamo crescendo.

E’ vero che uomini molto vicini a lei per le scorse elezioni hanno votato per la Lega di Salvini?

Si. Anche lì è presente qualche amico, ex An. In questo momento Salvini riesce a comunicare le stesse cose che magari la Meloni dice, ma riesce ad essere più incisivo. Ma a noi questo non interessa. Il nostro obiettivo è quello che il governo nazionale con i 5stelle duri il meno possibile. Siamo convinti che con una futura campagna elettorale FdI può crescere arrivando anche alla doppia cifra.

E adesso cosa la attende…

Adesso ci rimbocchiamo le maniche e si parte da zero. Il nostro gruppo ‘Muoviti Italia’ è formato da tanti militanti e non è solo nel catanese ma anche in altre provincie della Sicilia. Ci andremo a confrontare con tanta gente che conosciamo. E’ un ritorno a casa. Ci vuole solo il tempo necessario. A noi non è mai stato regalato nulla dai partiti, ci abbiamo messo sempre la faccia, nessun regalo di listini e posti bloccati. Ripartiamo dal territorio.

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