Marinai addestrati nelle coste della Libia, Tumbiolo si rivolge a Gentiloni per la salvaguardia dell'incolumità dei pescatori :ilSicilia.it
Trapani

La marineria di Mazara del Vallo ha già pagato nel corso degli ultimi anni un prezzo troppo alto per una guerra subita e dai più dimenticata

Marinai addestrati nelle coste della Libia, Tumbiolo si rivolge a Gentiloni per la salvaguardia dell’incolumità dei pescatori

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30 Marzo 2017

Il Presidente del Distretto della Pesca e Crescita Blu, Giovanni Tumbiolo, in vista della imminente consegna da parte del Governo Italiano di dieci motovedette alla Libia e l’addestramento di novanta marinai della Guardia Costiera libica, ha scritto una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni e per conoscenza ai Ministri Alfano, Minniti, Pinotti e Martina ed all’Assessore regionale alla Pesca Antonello Cracolici.

Marinai addestrati nelle coste della Libia, Tumbiolo si rivolge a Gentiloni per la salvaguardia dell'incolumità dei pescatori
Giovanni Tumbiolo

“Consapevoli –ha scritto Tumbiolo- che la decisione del Governo Italiano sia stata presa con il fine di sostenere il Governo del Presidente Serraj per fermare il flusso migratorio che attraversa il Mediterraneo e contrastare i trafficanti di essere umani, la marineria siciliana ed in particolare quella di Mazara del Vallo esprime preoccupazione ripensando a quanto già avvenuto in passato a seguito della donazione per lo stesso fine di sei motovedette al Governo Libico. Infatti –ha ricordato il presidente del Distretto siciliano della Pesca- quelle stesse navi vennero utilizzate più volte dai militari libici, anche allora formati in Italia, per colpire i motopescherecci di Mazara del Vallo in acque internazionali mentre stavano esercitando la “storica” attività di pesca al gambero rosso. Non vorremmo che la storia si ripetesse”. Tumbiolo confida in iniziative concrete del Governo finalizzate a garantire “l’incolumità dei nostri pescatori“.

La marineria di Mazara del Vallo ha già pagato nel corso degli ultimi anni un prezzo troppo alto per una guerra subita e dai più dimenticata, la cosiddetta “guerra del pesce” con i Paesi della sponda sud del Mediterraneo, sopportando da sola i danni economici e sociali di questi veri e propri atti di guerra. “Quindi è fondamentale –ha continuato Tumbiolo- che siano ben chiare le regole di ingaggio con gli amici libici. Si amici, Signor Presidente, perché per noi gente di mare, quello libico è un popolo amico. Tutto il popolo libico”.

 

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