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Daniela Brignone è la curatrice di due fra le più importanti mostre nella città lucana

Matera Capitale della Cultura porta anche il segno di Palermo e della Sicilia

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24 Agosto 2019

Matera Capitale Europea della Cultura porta anche il segno di Palermo. La curatrice dei principali eventi di arte contemporanea ospitati nella Città dei Sassi è infatti la storica dell’arte palermitana, ideatrice di I Design, Daniela Brignone che lo scorso anno ha organizzato alcuni degli eventi collaterali di Manifesta 12. Sua la curatela dell’installazione di Gianfranco Meggiato “Il Giardino di Zyz” nel Belvedere del Parco della Murgia Materana (fino al 10 settembre) e l’anno scorso a Palermo Capitale italiana della Cultura con la “Spirale della Vita” in onore delle vittime di mafia. Suo, l’allestimento di  “Dentro Silenzi Solenni”, la personale di Alfonso Borghi tra i maggiori rappresentanti dell’espressionismo astratto europeo in Italia, in corso fino al 31 agosto all’interno della settecentesca Chiesa del Purgatorio. Un dialogo inedito tra passato e presente che ha attirato migliaia di visitatori e critiche entusiaste.

Ma quanto è importante portare l’arte contemporanea in un luogo come Matera? “Importantissimo – dice Brignone – perché significa dare continuità e vitalità ad una città e all’opera di conservazione condotta magistralmente negli ultimi anni. Significa traghettare il passato nel futuro, facendo di Matera un luogo di ispirazione per nuovi linguaggi artistici oltre che una splendida location e galleria a cielo aperto per l’arte moderna”.

Gianfranco Meggiato

Ispirazione. E’ stato così per l’artista veneziano Gianfranco Meggiato che ha scelto Matera per lanciare un messaggio di pace che, dopo il 10 settembre, data in cui lascerà Matera, viaggerà in altre città italiane ed europee. E così anche per l’emiliano Alfonso Borghi che si è ispirato proprio ai Sassi per alcune delle tele esposte nella personale, materializzando le atmosfere di questa città fuori dal tempo in colori vivi e densi. Ma ad essere interessante è anche la sede della mostra: l’oggi con le sue tonalità luminose e cangianti, e il passato con le sfumature tenui dell’architettura settecentesca della Chiesa del Purgatorio danno vita a un cortocircuito inedito e sorprendente.

Lo stile di Borghi è stato accostato alle sperimentazioni di grandi interpreti americani come Sam Francis e Jackson Pollock e non smette di stupire. “La personale – spiega Brignone – raccoglie circa 20 opere del maestro e costituisce un’occasione preziosa per ammirare le atmosfere che caratterizzano le sue tele, calate tra i vicoli e le pietre di Matera”. I colori prendono vita e corpo svelandosi solo nei titoli delle opere esposte: Scendendo a Matera, Salgo nei borghi dei pensieri, Il borgo dei sassi emerge ogni giorno.

Opere di Borghi in mostra a Matera

Nel catalogo Mondadori che accompagna la mostra Brignone definisce le opere di Borghi “immagini sospese dentro silenzi solenni, gli stessi silenzi di cui scrive Dino Campana, uno degli autori prediletti dall’artista”. “Silenzi – dice – che avvolgono in una temporalità indefinita, che travalicano lo spettacolo della quotidianità in cui la figura umana è celata ma percepibile. E’ la stessa sensazione che si ha guardando Matera da lontano”. Ma non è finita perché un nuovo ponte tra Palermo e Matera potrebbe nascere in autunno per I-Design. Proprio come un anno fa, quando le due capitali della cultura si sono incontrate riunendo artisti e produzioni artigianali di qualità.

 

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