Maxi frode sui pallet, sequestro da 4,5 milioni nel Palermitano :ilSicilia.it
Palermo

Gdf scopre quattro aziende nel palermitano

Maxi frode sui pallet, sequestro da 4,5 milioni nel Palermitano

2 Marzo 2019

I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della GdF di Palermo hanno eseguito un sequestro preventivo di proventi di reati tributari per un valore complessivo pari a circa 4,5 milioni di euro, vincolando disponibilità finanziarie, immobili, e autovetture nei confronti dei titolari di quattro ditte individuali in provincia di Palermo, che operano nel settore della commercializzazione dei pallets.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica palermitana, si fondano su ispezioni fiscali eseguite dalle Fiamme Gialle nei confronti dei soggetti interessati dalle indagini, che hanno permesso di scoprire una rilevante frode fiscale mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

In particolare, attraverso l’incrocio di banche dati, sono state intraprese verifiche nei confronti di due aziende che sono risultati essere mere “cartiere”, in quanto prive dei requisiti minimi strutturali di cui dovrebbe essere dotata un’attività imprenditoriale. Secondo le indagini, queste ultime hanno nel tempo emesso fatture per operazioni inesistenti per importi milionari a beneficio di altre due imprese, pure sottoposte a controllo fiscale, per consentire loro l’evasione delle imposte sui redditi e dell’IVA.

L’autorità giudiziaria ha così emesso un decreto di sequestro preventivo d’urgenza per “bloccare” tempestivamente le disponibilità finanziarie e patrimoniali degli indagati, che è stato successivamente convalidato dal Gip.

Il decreto di sequestro preventivo è scattato nei confronti dei quattro indagati: Roberto Favarò, titolare dell’omonima ditta individuale e Francesca Sarro, della Eco Eur, Giovanni Pellerito e Gaspare Sarro.

Tag:
Epruno - Il meglio della vita
di Renzo Botindari

“C’è un Uomo Solo al Comando”

Atteso quanto diceva il buon Bracardi quando asseriva che “l’uomo è una bestia”, nella sua bestialità questi sbaglia sempre allo stesso modo, pertanto, la memoria non deve essere soltanto rancorosa, ma deve servire per capire e andare avanti per non commettere gli stessi errori. Il perdono è un'altra cosa.