Mazzette sanità in Sicilia, dialogo tra Candela e Taibbi: "Musumeci deve levare dai coglioni il 'bambino' Razza" :ilSicilia.it

l'intercettazione

Mazzette sanità in Sicilia, dialogo tra Candela e Taibbi: “Musumeci deve levare dai coglioni il ‘bambino’ Razza”

21 Maggio 2020

La fame di potere dell’ex direttore dell’Asp di Palermo Antonio Candela,  si legge tra le righe dei documenti degli inquirenti. Candela, nominato da poco coordinatore per l’emergenza coronavirus in Regione, per assurdo, da ex direttore dell’Asp 6 di Palermo era finito sotto scorta per aver denunciato le spartizioni della sanità siciliana.

Un mondo, quello della Sanità in Sicilia, fatto da intrecci, business, aziende medicali che lavorano con il settore ospedaliero, costruite come una matrioska di cui è difficile arrivare al legittimo proprietario. Riunioni segrete dalle “mezze parole” e mazzette. Questa è la fotografia di ciò che oggi la procura di Palermo e la guardia di finanza hanno scattato.

I protagonisti di questa vicenda giudiziaria sono alcuni dei manager che in questi anni hanno gestito posti ambiti nella sanità Regionale, come per l’appunto Antonio Candela e il suo fidato faccendiere Giuseppe Taibbi. In una intercettazione del novembre 2018 intercorsa tra “un livoroso Candela” e il suo braccio destro, il commissario per l’emergenza covid in Sicilia, “ritrovatosi a sorpresa privo di incarichi per essere stata nominata al suo posto il 18.11.18 Daniela Faraoni, parlava con disprezzo del Presidente della Regione Sicilia e dell’assessore alla salute Ruggero Razza”. Proprio il Taibbi definiva Razza “il bambino” e che il presidente Musumeci  “avrebbe dovuto levarlo ‘dai coglioni’ per fare assessore appunto il Candela”. Il faccendiere Taibbi diceva anche di avere “dei veri e propri dossier ricattatori o di essere pronto a confezionare con tanto di foto satellitari delle porcate fatte da ognuno per mettere alle strette lo stesso Musumeci ed altri, alla fine di fare ottenere al Candela i prestigiosi incarichi cui, a loro avviso, dovevano essere destinati”.

Nello stesso dialogo il paladino della Legalità Candela, parlando con il suo adepto, illustrava nello stesso dialogo il meccanismo delle nomine della Sanità della Regione Siciliana nel quale prevaleva “la logica di fare affari e politica per loro”, e quando qualcuno “cade in difficoltà si chiama lo scagnozzo e dice ‘guarda dimettiti’ a qualcuno dei suoi, dice ‘dimettiti’ perché qua sta succedendo un problema e io non posso pagare la panella perché, a quel punto, la necessità fa virtù – aggiunge- . Non mi rompete i cazzi! Tu ti devi dimettere, mi serve il posto libero’, così funziona”.

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