Messina, ecco Benefit 2.0: la boutique solidale approda in Kenya. Ed è solo l'inizio :ilSicilia.it
Messina

Economia circolare

Messina, ecco Benefit 2.0: la boutique solidale approda in Kenya. Ed è solo l’inizio

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23 Giugno 2022

Termini quali economia circolare, consumo responsabile, rischiano di restare privi di significato fin quando non si vedono esempi concreti, che possono diventare veri e propri modelli.

Così da Benefit, la boutique solidale, il piccolo gioiello dove la moneta d’acquisto è il sorriso, realizzato da Gli Invisibili di Messina, è nato un erede che guarda al mondo intero. In realtà Benefit 2.0 guarda ad una specifica parte del mondo che è quella davvero ancora oggi “invisibile” ai più.

Il progetto, che porterà Benefit fino in Kenya è stato presentato alla Camera di Commercio alla presenza di quei partner indispensabili senza i quali la solidarietà non potrebbe camminare.

Il Goal 12 dell’Agenda 2030 mira a raggiungere modelli di consumo e produzione responsabili, un obiettivo irrinunciabile per la sopravvivenza del pianeta- ha spiegato Ivo Blandina, presidente della Camera di commercio- L’economia circolare è un modello di produzione e consumo che fa bene sia al pianeta che all’economia  puntando a generare ulteriore valore recuperando oggetti scartati, riducendo lo spreco e restituendo nuova vita a materiale utilizzabile. In quest’ottica, “Benefit 2.0” rappresenta certamente un concreto modello di economia e di solidarietà circolare”.

Benefit è uno store di abbigliamento ed accessori totalmente gratuito, pensato per le famiglie in difficoltà ma con un modello innovativo. Non c’è “roba vecchia” accatastata sugli scaffali. Chi dona sa che deve lasciare capi d’abbigliamento che possano essere indossati, non stracci. Lo store inoltre si presenta come un vero e proprio negozio, con la merce sugli scaffali suddivisa per taglie, ordinata, divisa in sezioni. Bella anche a vedersi.

Nel contempo è anche un modo per frenare l’emergenza climatica e ambientale riducendo la quantità di cose inutilizzate che vengono gettate via.

“Conosco da tempo la realtà di Benefit – afferma l’assessore comunale ai servizi sociali, Alessandra Calafiore –  il cui grande merito, tra i tanti, è quello di aver saputo educare le persone al dono. Perché è facile donare, ma bisogna anche saperlo fare, imparando a donare ciò che è utile e non ciò che non ci serve più. Un messaggio che Cristina e i tanti volontari dell’associazione hanno sempre portato avanti, animati dal profondo desiderio di fare del bene. L’evoluzione del progetto che oggi si presenta è estremamente lodevole e funzionale perché persegue una doppia azione positiva, finalizzata alle persone e all’ambiente

Il progetto, avviato nel 2017 dall’associazione messinese “Invisibili Onlus”, è stato considerato dal ministero della Transizione ecologica un modello virtuoso da diffondere e replicare e sta avviando sinergie con enti come Messina servizi Bene comune con obiettivi sempre più solidali ed economicamente sostenibili.

Benefit nasce per le famiglie messinesi – dichiara Cristina Puglisi Rossitto, presidente dell’associazione “Invisibili Onlus” – e tale rimarrà la sua destinazione. Aiuto e sostegno restano, quindi, i punti chiave del progetto. Ma, andando avanti nel nostro percorso, è stato necessario e fondamentale prendere in considerazione anche altri aspetti, non di minore importanza, che riguardano il nostro pianeta. “Benefit 2.0” nasce per affiancare alla socialità di “Benefit” l’ecosostenibilità del nuovo format, 2.0. Il sistema dell’economia circolare è una delle soluzioni al problema inquinamento causato dal settore tessile. L’impatto della moda sull’ambiente è ormai un fatto noto: il 10% delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera sono legate al mondo della moda; emissioni destinate ad aumentare oltre il 50% entro il 2030”.

Ed ecco che la grande famiglia di Benefit “sbarca” in Kenya grazie ad un accordo che potrà concretamente ampliare la solidarietà con chi affronta difficoltà economiche insormontabili. Nei mesi scorsi inoltre Benefit ha inviato tir di capi d’abbigliamento anche nelle zone coinvolte dalla guerra.

Il recente conflitto in Ucraina ci impone una riflessione più severa sui bisogni di paesi meno fortunati – aggiunge Alessandro Lupini, responsabile della società Eco Recycling – nei quali il nostro superfluo, portandolo a nuova vita, diventa bene primario e necessario. In questo contesto, la nostra azienda si inserisce come supporto e aiuto per realizzare tutto questo. Abbiamo dotato i nostri partner di una struttura e un’organizzazione atta a poter raccogliere quanto più possibile per diminuire sensibilmente la parte del tessile che finisce nell’ indifferenziato e, quindi, in discarica o negli inceneritori. Il mio auspicio è che questo progetto possa essere l’inizio di un percorso culturale profondo, che consegni alle generazioni future non solo un pianeta più green, ma un approccio più responsabile e solidale verso il nostro prossimo”.

A partecipare alla conferenza stampa anche Evans Odiero di “Benefit Kenya” e Mariagrazia Interdonato, consigliere del CdA di Messina Servizi Bene Comune.

 

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