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Messina

La statistica

Messina fanalino di coda in Italia per donazioni di sangue

6 Ottobre 2017

Messina è tra le province italiane che si aggiudicano il poco edificante titolo di fanalino di coda nelle donazioni di sangue. Per questo il Papardo di Messina prova a sensibilizzare i cittadini e ad invertire questa tendenza negativa. “Donare il sangue: un gesto di solidarietà e altruismo”. È questo lo slogan dell’Uoc di Medicina Trasfusionale dell’ospedale Papardo di Messina. Dal reparto parte, infatti, una campagna di sensibilizzazione, che ha lo scopo di aumentare le donazioni di sangue per riuscire a coprire il fabbisogno annuo delle trasfusioni.

Nel 2016 la Medicina Trasfusionale del Papardo ha contato soltanto 400 donazioni, a fronte delle 4.800 richieste, coperte con sangue proveniente da altri punti di raccolta. I numeri sono, insomma, negativi e preoccupanti perché servirebbero decisamente molte più donazioni di quelle che attualmente vengono fatte. Messina risulta essere, secondo i dati del reparto del presidio messinese, la Provincia che raccoglie meno sacche ed è tra quelle più carenti non solo al Sud ma nell’intero panorama nazionale.

Da questi dati nasce la campagna di sensibilizzazione, rivolta a tutti i cittadini dai 18 ai 65 anni. Donare sangue può salvare numerose vite: è un gesto di solidarietà a costo zero. Fa bene a se stessi, in quanto i pazienti donatori vengono monitorati per tenere sotto controllo lo stato di salute. Fa bene agli altri, in quanto si possono salvare bambini, persone affette da patologie cliniche gravi o che hanno subito interventi chirurgici o incidenti. Possono donare il sangue tutti i maggiorenni in buono stato di salute, che mantengono uno stile di vita sano. Chi pensa di avere particolari patologie ma potrebbe essere idoneo alla donazione può sottoporsi agli accertamenti pre-donazione completamente gratuiti. Gli uomini donano in media 4 volte all’anno, le donne 2.

È possibile donare recandosi all’Uoc di Medicina Trasfusionale e sottoponendosi al controllo pre-donazione. Non bisogna essere necessariamente a digiuno, si può fare il prelievo anche a seguito di una leggera colazione, priva di latte e latticini. Il reparto offre, a seguito di accertamenti e donazioni una colazione. Ad ogni donazione viene rilasciato, al paziente, un certificato per ottenere il giorno lavorativo libero. Non ci sono rischi derivanti dalla donazione di sangue. Il reparto è dotato di personale medico specializzato, con strutture e modalità idonee. Il prelievo dura poco più di 10 minuti. Altre modalità di donazioni selettive possono durare anche un po’ di più. Il reparto di Medicina Trasfusionale, accanto al pronto soccorso del Papardo, è aperto dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 11:30.

Anche i mesi recenti, d’altronde, hanno fatto registrare in diverse aree del Paese un preoccupante calo delle donazioni di sangue ed emocomponenti, come evidenziato dall’Avis nazionale. “Questa situazione – spiega il presidente di Avis, Alberto Argentoni – è già stata evidenziata dal Centro Nazionale Sangue e da diverse Regioni che, anche in collaborazione con il volontariato del sangue, hanno realizzato specifiche campagne. Rinnoviamo la richiesta a tutte le nostre sedi a proseguire con efficacia nell’attività di programmazione delle donazioni e ai nostri 1.300.000 donatori periodici di mettersi a disposizione delle nostre unità di raccolta o dei centri trasfusionali per compiere un gesto di solidarietà quanto mai importante. Abbiamo il dovere di garantire l’autosufficienza di sangue ed emocomponenti in tutte le Regioni”.

Ecco perché un piccolo gesto di altruismo può essere di grande aiuto a tantissimi malati.

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