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Messina, gli assessori di Sturniolo: “Vogliamo restituire la speranza e la fiducia”

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16 Maggio 2022

A chi li definisce “candidati minori”, rispondono “siamo gli unici alternativi a tutti gli altri candidati e coalizioni”, a chi li guarda strani perché nel programma hanno inserito la pace replicano “non è con la terza guerra mondiale che si cambia l’ordine internazionale”. Biografie diverse, idee politiche chiare senza ipocrisie e compromessi, stessa coerenza nell’impegno.

Gino Sturniolo ha presentato la sua squadra di assessori in conferenza stampa: Barbara Bisazza (urbanistica), Clelia Marano (Politiche dell’integrazione e politiche dell’infanzia), Francesca Fusco (lavoro e Partecipate), Antonio Currò (Politiche dell’abitare e risanamento) Gaetano Pinciotta Cariddi (Beni comuni e autogoverno, Cultura e sport), Giuseppe Cardullo (Turismo e spettacolo). Sturniolo ha tenuto per sé la delega al Bilancio.

Prima degli interventi degli assessori designati è stato Alfredo Crupi a sintetizzare un programma che è nato dal contributo di tutti e che resterà come piattaforma per Messina in Comune, la lista vissuta come inizio di un movimento che intende restare e farsi sentire.

Il programma è un lavoro collettivo che parte dal presupposto che risorse ormai gli enti locali ne hanno sempre meno ma per Messina in Comune la strada maestra non è e non deve essere quella delle privatizzazioni.

Solitamente i programmi sono libri dei sogni- ha detto Alfredo Crupi- ma noi non vogliamo scrivere promesse irrealizzabili. Quindi non troverete sogni in questo programma, ma una visione politica. Le città non vivono in una bolla e il punto di partenza è che soldi non ce ne sono e questo per Messina, che è territorio povero e fragile, è un fatto ancora più drammatico”.

Tutti i punti quindi riportano il cittadino al centro, attraverso bilancio partecipato e condiviso, democrazia partecipata, no alle privatizzazioni, sì a migliori servizi, ad una reale visione dei beni comuni.

Ci sono 30 mila alloggi sfitti eppure c’è l’emergenza abitativa.- prosegue Crupi- Ci sono beni inestimabili eppure mancano spazi vissuti. Il cittadino oggi non soltanto non partecipa più alle scelte ma non sa neanche più che è il responsabile di quelle scelte che lo penalizzano. I centri decisionali sono infatti sempre più distanti dal cittadino”.

E poi c’è il No al Ponte che è uno degli elementi distintivi da tutti gli altri competitor in campo che hanno sposato o il sì netto o le mille sfumature di sì.

A Clelia Marano, da anni impegnata nel sociale sia sul fronte migranti che servizi sociali, Sturniolo ha affidato le deleghe alle politiche dell’integrazione e dell’infanzia. “A Messina le politiche dell’infanzia non esistono, è tutto da costruire. Eppure le risorse ci sono e non soltanto nel PNRR. I nostri figli crescono nel degrado, senza spazi verdi né per la socializzazione. Inoltre un punto deve essere chiaro. I genitori affidano i loro bambini agli asili, alle scuole, quindi li vogliono in mani sicure. Questo è un settore in cui devono essere professionalità competenti e formate”.

 

Gaetano Pinciotta Cariddi ha la delega ai Beni comuni ed all’autogoverno e proprio ieri si è tenuta la festa dell’autogoverno a Torre Faro “è necessario contrapporre la realtà alle utopie. L’autogoverno non possiamo spiegarlo in sintesi, è da costruire in divenire. Pensiamo a presidi territoriali nei quartieri là dove le municipalità non possono assolvere pienamente al loro ruolo. Pensiamo a punti di crescita, spazi d’incontro, sport, cultura”.

Giuseppe Cardullo si occuperà di turismo e spettacoli in una città che ha già tutto quanto potrebbe bastare a dieci città per fare turismo. “Abbiamo 54 km di costa eppure lasciamo che in America dicano che è Long Beach, con 42 km la città con la costa più lunga. Abbiamo il Pilone che è un osservatorio naturale bello quanto la Torre Eiffel, l’orologio del Duomo unico al mondo, il Teatro Vittorio Emanuele con il secondo palcoscenico d’Europa, due Caravaggio, il secondo museo più grande del Meridione. Eppure non valorizziamo nulla. Il nemico nostro è la frase: a Messina nun c’è nenti”.

A Barbara Bisazza la delega all’urbanistica: “Messina è cresciuta in modo caotico. La priorità deve essere la messa in sicurezza del territorio, i torrenti devono essere rinaturalizzati. E poi penso al recupero del patrimonio edilizio in una realtà già satura. Recupero e riconversione. E ancora l’autocostruzione degli spazi nei villaggi e nei quartieri, che crea anche senso di appartenenza. Infine, lasciatemelo dire. Siamo gli unici che da sempre dicono no al Ponte e non cambiano idea”.

Francesca Fusco, ex sindacalista si occuperà di politiche del lavoro: “Mi sento spesso dire che a Messina non c’è più speranza. Noi vogliamo restituire la speranza e dire anche a tutti i lavoratori e lavoratrici: non siete soli. A Messina ci sono troppi lavoratori in nero, precari, sfruttati. A questa situazione si aggiunge spesso il senso di solitudine: se denuncio non lavoro più”.

Antonio Currò (Unione inquilini) vuol ribaltare le politiche dell’abitare, creando un dipartimento che si occupi non solo di risanamento o della “casa in quanto cosa. La questione casa deve essere affrontata in quanto infrastruttura sociale. Dobbiamo parlare di disagio abitativo, di politiche dell’abitare in senso ampio. Noi potremmo già da adesso costruire 100 case senza costruirne una, partendo dalla rigenerazione urbana, dai 350 prefabbricati demaniali già esistenti. Partendo dai buchi neri che hanno succhiato bellezza”.

Per Gino Sturniolo non ci sono dubbi: il nostro è l’unico voto utile, noi restiamo. Siamo gli unici che offriamo la speranza, gli altri sono tutti sullo stesso solco del già visto, del sistema di potere”.

 

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