Miccichè lascia il timone di Forza Italia: "A breve un nuovo coordinatore in Sicilia" :ilSicilia.it

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Miccichè lascia il timone di Forza Italia: “A breve un nuovo coordinatore in Sicilia”

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24 Aprile 2019

“Non per incompatibilità, ma per stanchezza a seguire due compiti così gravosi, lascerò il coordinamento del partito dopo le Europee”. Lo dice, in un’intervista a “Il Mattino”, Gianfranco Miccichè, presidente dell’Assemblea regionale siciliana e coordinatore di Forza Italia nell’Isola.

La scorsa settimana Miccichè era stato investito dalle polemiche per le dimissioni dal partito del sindaco di Catania Salvo Pogliese e del vicecoordinatore regionale Basilio Catanoso, per protesta contro la decisione di non candidare nessun esponente catanese nella lista per le europee. I due politici etnei avevano duramente criticato proprio la gestione di Miccichè e le recenti prese di posizione del partito in Sicilia, a loro dire, sempre più lontano dagli ideali del centrodestra.

“Forza Italia deve ripartire dal Sud e dai moderati, anche ex Pd, smettendo di inseguire la Lega“, aggiunge Miccichè. “Salvini è molto bravo, ma oltre agli slogan sul ‘prima gli italiani’ o sui ‘porti chiusi’ bisognerebbe capire cosa ha fatto di buono il suo governo in questo anno. Ciò che voglio fare io dopo le Europee è poco importante, io sono disponibile a seguire il nostro leader”.

“Quando creai Grande Sud lo feci in accordo con Berlusconi. Penso bisognerebbe fregarsene un po’ dei sondaggi e mettere intorno a un tavolo una serie classe dirigente che ci liberi da questa sbornia di demagogia e finto sovranismo che sta facendo solo danni agli italiani”.

Secondo Miccichè “stiamo rincorrendo la Lega e poi magari il giorno dopo le elezioni europee Salvini nemmeno ci risponderà al telefono. Qui – osserva – noi stiamo dialogando con tutti: dai centristi ai fuoriusciti del Pd, a livello nazionale il partito dovrebbe prendere a modello la Sicilia. Inizierei da subito un lavoro di riunificazione di un polo moderato, a prescindere dai nomi dei partiti”. 

Poi dice la sua su Silvio Berlusconi: “Non dico che stia sbagliando ma da siciliano come posso fidarmi della Lega che ha lo slogan ‘prima gli italiani’ ma poi chiede un referendum per l’autonomia del Veneto e della Lombardia? Il Carroccio di Salvini è totalmente diverso da quello fondato da Bossi, quando io ero sottosegretario all’Economia del governo Berlusconi era proprio il Senatur che insisteva con Tremonti per far avere un po’ di soldi alla Sicilia. Bossi pensava che senza la crescita del meridione non ci sarebbe stata crescita per l’Italia. Ora invece – conclude – questo governo non fa nulla per il Sud”.

 

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