15 Settembre 2019 - Ultimo aggiornamento alle 13.12

Le parole del presidente dell'Ars

Miccichè parla da demiurgo del governo regionale: “Nessuna crisi, solo cambio di assessori”

19 Giugno 2019

Non esiste nessuna crisi di Governo“, queste le parole del presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè durante la cerimonia in onore dell’ex assessore ai Beni culturali, Sebastiano Tusa, morto tragicamente in un incidente aereo.

Ieri è accaduta una cosa non ottima, c’è qualcuno che a mio avviso giustamente si è arrabbiato con qualcun altro“, continua Miccichè.

Il leader di Forza Italia in Sicilia si riferisce alla debacle politica della maggioranza di centrodestra, avvenuta in Aula, ieri pomeriggio, a seguito dello scontro tra il deputato regionale di Forza italia, Giuseppe Milazzo, e il vicepresidente della Regione, Gaetano Armao, anch’egli forzista.

Oggetto dell’attacco di Milazzo era stata la ‘trattativa tra Stato e Regione’ condotta da Armao che aveva esposto i dettagli nella sua sua relazione in parlamento: “Questa relazione è fantascienza, il risultato è fallimentare. Se ci fosse stata la sfiducia lei non avrebbe avuto copertura politica”, aveva affermato in Aula il neo eletto euro-deputato berlusconiano Milazzo.

La risposta dell’assessore al Bilancio, ieri durante la seduta non è tardata ad arrivare, “Nessuna iniziativa è stata presa da me, le decisioni sono state assunte dalla Giunta intera. Ho sempre esposto le evoluzioni degli accordi alla Giunta e il lavoro portato avanti è stato collegiale”.

Parole al vetriolo che evidenziano l’ormai chiara guerra interna a Forza Italia, o meglio, l’isolamento dello stesso Armao da parte dei fedelissimi di Micciché.

Il presidente dell’Ars, a margine della cerimonia, ha continuato a ribadire che ci sono persone “che occorre definire ex assessori“, (il riferimento a Gaetano Armao è più che evidente), per poi concludere di avere la certezza in un prossimo “cambio di assessori“: “Rimpasto significa che cambia la compagine di Governo. Il cambio di un assessore di un partito con un altro di uno stesso partito si chiama cambio di un assessore e non rimpasto“, conclude Miccichè.

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