23 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento alle 11.38
Ragusa

Il fatto è accaduto a Comiso

Minaccia di morte la figlia che non accetta nozze: “se non fai come dico io ti elimino”

13 Giugno 2018

Non accettava alcun rifiuto. La figlia di 16 anni era stata promessa in sposa a un connazionale di 23 anni, benestante in Tunisia. E quel matrimonio doveva essere celebrato senza storie. Eppure la ragazza non era d’accordo. Ed ecco allora le minacce: “se non fai come dico io ti elimino“.

Avvertimenti che hanno fatto scattare a Comiso una misura cautelare di allontanamento dalla famiglia nei confronti di un tunisino di 44 anni che aveva annunciato di uccidere una delle sue figlie se non avesse soggiaciuto alle nozze combinato in Nord Africa. Le indagini condotte dalla polizia sono state avviate quando la sedicenne è scappata da casa a causa di un ulteriore litigio con il genitore che a sua volta è andato in questura per denunciarne la scomparsa.

Le ricerche effettuate la stessa sera di qualche giorno fa e protrattesi fino a tarda ora furono senza risultato, ma l’indomani mattino gli agenti rintracciarono la ragazza mentre andava a scuola con una amica, nella cui abitazione aveva trascorso la notte senza dare notizia i genitori. Gli investigatori sentendo tra l’altro anche i professori scoprirono che la studentessa, da un po’ di tempo aveva problemi in casa perché manifestava la sua riluttanza a fidanzarsi con quel ragazzo di 23 anni, benestante, di conoscenza del padre e residente in Tunisia.

La giovane, sentita anche con il supporto di una psicologa dell’associazione gruppo D, ha raccontato di essere impaurita dal comportamento che il padre assume sempre, con maltrattamenti in famiglia oppressivi e mortificanti. L’uomo, inoltre secondo le indagini, dilapidava le risorse economiche familiari con il vizio del gioco e dell’alcool.

Spesso prendeva utensili e piatti fracassandoli sul pavimento per intimorire le donne.

Aveva, inoltre, preteso che la coniuge e la figlia abbandonassero i costumi e modi tipici degli occidentali per vivere da veri musulmani. Divieto inoltre per la ragazza di frequentare la scuola. Esaltava quei padri musulmani, commentando fatti di cronaca, che uccidono le figlie non consenzienti al loro volere e che, prima o poi, lui avrebbe fatto lo stesso con la figlia.

Il gip del tribunale concordando con le richieste ha emesso nei confronti dell’uomo una misura cautelare di allontanamento dalla casa familiare nonché il divieto per l’uomo di avvicinarsi alla scuola frequentata dalla figlia o a meno di 200 metri dalla stessa.

Tag:
Epruno - Il meglio della vita
di Renzo Botindari

Per chi forse ha già dimenticato

“Dottore questa volta non ce l’ho fatta, non ho fatto storie, non ho permesso a loro di attaccarmi le lunghe maniche bianche dietro la schiena, non ho voluto fare il “bastian contrario” come sempre e ho preso la loro medicina. A che serviva ancora dire che non era giusto? E poi a chi? In quanti siamo rimasti? Mi sono dovuto prostrare come tutti, mi sono dovuto distrarre, avrei dovuto imparare ad essere più ipocrita, mi sarebbe bastato vendere il mio intelletto".
. Rosso & Nero .
di Alberto Samonà

Il ricordo di Falcone: un’occasione persa per una memoria condivisa

Oggi è una di quelle date che dovrebbe essere patrimonio di tutti e invece, il ricordo del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo, e degli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, è diventato l'occasione per divisioni, distinguo, accuse, veleni, lenzuoli di protesta ai balconi e contromanifestazioni.
Rosso di sera
di Elio Sanfilippo

Il 25 aprile festa della libertà tra memoria e impegno

Anche quest’anno la ricorrenza del 25 aprile non è immune da polemiche insulse e pretestuose che puntano a delegittimare e a ridimensionare la portata storica di quel straordinario avvenimento che fu la Resistenza, quel grande movimento di popolo che restituì agli italiani la libertà e cancellò la vergognosa pagina del fascismo.