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Palermo

Il sindaco Cinque: "Il museo Guttuso è l'oracolo della cultura bagherese"

Dopo restauro riapre il Museo Guttuso

3 Dicembre 2016

Nel giorno dell’anniversario della nascita di Renato Guttuso, avvenuta il 26 dicembre del 1911, lunedì 26 dicembre, riapre al pubblico il museo dedicato al pittore all’interno del complesso di Villa Cattolica di Bagheria dopo un anno e mezzo di chiusura per ristrutturazione.

renato-guttusoIl museo avrà una nuova pavimentazione esterna, un nuovo impianto di illuminazione, un ascensore, postazioni touch screen e un sistema di rilevazione delle polveri e delle temperature nelle stanze. Si tratta di un’operazione di restyling resa possibile grazie al progetto co-finanziato dall’Unione europea Po-fesr 2007-2013. Sono 1.500 le opere esposte, tra dipinti, disegni e sculture non solo di Guttuso, ma anche di altri protagonisti del panorama artistico del XX secolo.

Un percorso museale arricchito ulteriormente dalle donazioni di altri artisti o da acquisizioni. “Una sfida importantissima per tutta la città di Bagheria – sottolinea il sindaco, Patrizio Cinque -. Il museo Guttuso è l’oracolo della cultura bagherese, da cui deve partire la rinascita culturale della città“. Gli fa eco l’assessore alla Cultura Romina Aiello: “Abbiamo lavorato duramente per restituire, al complesso monumentale di Villa Cattolica e a Bagheria tutta, il prestigio che meritano. Questo non è un punto di arrivo,
semmai è il punto di partenza verso una nuova vita del Museo Guttuso“.

Il 26 dicembre alle 17 ci sarà il taglio del nastro, con inviti personali; alle 19 ingresso libero per il pubblico, che potrà effettuare la visita guidata del complesso monumentale. “Non si tratta semplicemente  dell’allestimento di una mostra ma dell’intero Museo – spiega Dora Favatella Lo Cascio, già direttrice del Museo Guttuso – Un fiore all’occhiello della città, visitato negli anni da due milioni e mezzo di persone”. La serata si concluderà alle 21.30 con i fuochi d’artificio e la presentazione del nuovo logo della città di Bagheria, frutto di uno studio storico-iconografico a cura di Alessio Manna, bagherese, studente dell’Accademia delle Belle Arti di Palermo.

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