13 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento alle 12.42

Il bilancio dei primi 365 giorni di attività dell'esecutivo

Musumeci dopo un anno di governo: “Non è più tempo di fuochi d’artificio” | Video intervista

7 Dicembre 2018

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Le Province, ‘prese a colpi di piccone’ con le riforme, e la viabilità e le grandi opere, con i troppi ritardi di Anas e Rfi, i cui ritardi sono un ‘cancro per la Sicilia’. Queste le criticità individuate da Nello Musumeci durante la presentazione del bilancio di governo nel primo anno di attività a Palazzo Branciforte a Palermo.

Il governatore ha ripercorso i 365 giorni di mandato dal suo insediamento rimarcando il lavoro silenzioso e lontano dai riflettori che ha caratterizzato l’operato del suo esecutivo: “Non è più tempo di fuochi d’artificio che per la loro natura sono effimeri, alimentano il godimento di qualche minutino e poi diventano polvere – ha detto Musumeci -. Niente più luci psichedeliche, clamori e annunci sulle cose da fare, semmai occorre comunicare le cose fatte. Crediamo sia giusto lavorare mantenendo un tono basso – ha aggiunto – e questo è stato fatto nel corso dell’ultimo anno. Una regola che ci siamo dati sin dall’inizio perché la drammaticità della situazione siciliana non poteva più legittimare atteggiamenti improntati a superficialità a irresponsabilità“.

Quattro le priorità dell’amministrazione regionale illustrate da Musumeci: riqualificazione della rete viaria, la tutela del territorio, il miglioramento dell’edilizia scolastica e la riqualificazione dei centri storici minori, soprattutto nell’entroterra siciliano. Per attendere i risultati del lavoro di Palazzo d’Orleans, secondo il governatore, occorrerà attendere tra le metà del 2019 e il 2020: “Qualcuno si diverte a dire che questo governo ha presentato solo 5 disegni di a fronte dei 66 di uno dei gruppi dell’opposizione, ma non questo non è un governo lumaca – ha detto Musumeci –  Lo scorso anno, nella scorsa legislatura, il governo Crocetta, che godeva di maggioranza altissima, ha presentato oltre 140 disegni di legge – ha ricordato – soltanto 8 sono andati in porto e di questi quattro impugnati da Roma.

La nostra stagione di riforma comprende 10 disegni di legge: non devono fare statistica ma ammodernare la macchina della Regione. Ecco perché ne abbiamo presentato quattro-cinque già passati dalle commissioni che dovranno andare in Aula, mentre ne presenteremo altri 5 tra il 2019 e 2020“.

Musumeci ha ribadito come il suo è metodo di governo della programmazione, “lo stesso metodo che ho usato quando ho guidato per 10 anni la provincia di Catania che è diventata la provincia con il più alto tasso di gradimento d’Italia per il Sole 24Ore. Io e la giunta operiamo in un clima di assoluta trasparenza e libertà – ha chiosato sull’argomento -, con qualche momento di frizione con dirigenti generali, di cui facciamo salva la buona fede“.

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