15 Giugno 2019 - Ultimo aggiornamento alle 18.22

Musumeci, la Sicilia che verrà e il carro del vincitore

19 Novembre 2017

Alleluia alleluia!

Abbiamo il Presidente. Musumeci si è insediato.

Tra i due governatori al passaggio di consegne, oltre i classici discorsi e sorrisi di circostanza, mi diverte illudermi di aver letto i loro pensieri.

Musumeci, “È stata una faticata, ho atteso cinque anni ma adesso Miccichè dovrà chiamarmi Governatore!” E poi guardando Crocetta “Parla parla tanto, tanto tra poco a casa te ne vai …anzi, ancora qua sei?”

Crocetta, “Ridi ridi, sotto il pizzo, adesso sono cavoli tuoi! Bella squadra di amici che ti ritrovi. Ti voglio vedere già da domani, tra bilancio e debiti, invalidi e forestali, munnizza e munnizzari, sottogoverni e deleghe. Vai vai che io me la riderò  da Tusa con amore”.

E ora che succede ?

Adesso tutti aspettiamo con ansia che le promesse elettorali diventino fatti e delibere, che Musumeci non faccia gli errori di Crocetta, che non ci siano più sprechi né favoritismi, che il merito prevalga sulla clientela, che l’economia si riprenda, che lo Stato centrale, Roma per capirci, non si approfitti dei nostri soldi e che ci dia ciò che è dovuto, infine ci aspettiamo che finalmente questa Regione nelle mani di Musumeci e Armao faccia prevalere le ragioni del nostro statuto, quindi che lo si applichi in tutte le sue parti.

Possibile? Io per mia natura sono sempre fiducioso fino a prova contraria, vedremo il tempo ci darà la risposta.

E gli altri che faranno? La categoria “gli altri” è vasta e variegata, diamogli un’occhiata.

Maurizio Scaglione

I vincitori.

Questi non avevano neanche finito di brindare e già pensavano agli assessorati. In verità alcuni anche prima dei risultati. Tutti a fare conti con sofisticati algoritmi. Ogni tre per cento un assessorato per partito, questo era il principio che si erano dati all’inizio.

Però così i conti non quadrano. E già, perché ci sono i fuoriclasse che non fanno parte del conteggio. Armao, Lagalla, Sgarbi (in ordine alfabetico, per carità), sono fuori quota per i partiti, dentro il conteggio per Musumeci.

E poi la presidenza dell’Assemblea, quella da sola vale due assessorati. Quest’ultima è da tempo prenotata da Miccichè, il quale dopo il mezzo miracolo fatto in pochi mesi, ritiene di meritarla senza se e senza ma!

Inoltre le deleghe. In prima fascia sanità e agricoltura. Tutti vogliono la sanità. Cavolo, e poi la gente pensa che i politici non pensano alla nostra salute.

Vedete, sono tutti lì a volere la sanità perché “ci tengono tantissimo” alle nostre radiografie e a farci trovare gli ospedali puliti e profumati. Siamo veramente degli ingrati. Sì, ho capito che la sanità e l’agricoltura gestiscono una valanga di miliardi, nomine e relativo consenso, ma sono certo che questo è l’ultimo dei loro pensieri.

Poi la seconda fascia, con attività produttive, territorio e ambiente, energia. Bastano questi tre ben gestiti per risollevare in pochi mesi la nostra economia. Chi li vuole dovrebbe avere le idee chiare per dare le giuste risposte ad imprese e professionisti.

Poi le vice presidenze ARS, le presidenze di commissione tra cui le potentissime bilancio e sanità  e altre cariche parlamentari, che significano potere e soldoni. Poi ci saranno i gabinetti degli assessori e i sottogoverni.

E vai col tango, presidenze di società regionali, consigli di amministrazione, commissari di enti, i parchi e le riserve, gli istituti ed i comitati.

E in questa bellissima tavola apparecchiata chi si siede? Teoricamente non dovrebbero sedersi i componenti dell’altra categoria, i Perdenti!

E adesso qui vi voglio, chi sono i perdenti? Valli a trovare.

Ricordo a scuola quando la maestra doveva interrogare, alzava lo sguardo e diceva …Venga alla lavagna …Ecco più lo sguardo andava nella nostra direzione e più noi ci nascondevamo sotto il banco. Così è adesso, qui i perdenti alle elezioni regionali si nascondono sotto il banco. O meglio pensano di nascondersi.

Vedete, alcuni sono convinti di non avere perso, e fanno ragionamenti, somme e confronti con anni precedenti, si districano tra le condizioni mutate e le scissioni, ma i più penosi e tristi sono quelli che cercano colpe e colpevoli in casa d’altri.

Però, mi dispiace per loro, non potete farci nulla avete perso. E chi non si rassegna? Questi sono fantastici. Sono i Camaleonti, cambiano partito, e credo serenamente, e te lo motivano pure con ragionamenti di alta politica. Pronti come tanti, tra politici, dirigenti e imprenditori a saltare sul carro del vincitore. Tutti a dire “ma chi Crocetta? Lumia? Faraone? Ma chi li conosce?

Io non voglio anticipare nulla, ma quella che potrebbe essere la maggioranza “più Futura” la vedremo. Già sento di ragionamenti e dialoghi tra centrodestra e PD, che potrebbero tornare utili a marzo quando si voterà per le Nazionali. Ma io ci credo poco, anche perché mi sembra che il PD ed i padroncini renziani, dopo le continue sconfitte nazionali ed in Sicilia in particolare, ormai abbiano poco da offrire e molto da soffrire.

Tra vincitori e sconfitti, non ho considerato i cittadini, le famiglie, le piccole imprese, i professionisti, gli studenti e i tanti lavoratori.

Il perché è semplice e ve lo spiego con una frase di Alberto Moravia: “Curiosamente, gli elettori non si sentono responsabili per i fallimenti del governo che hanno votato”.

Caro presidente Musumeci, adesso tocca a lei, al suo governo e alla sua maggioranza. Spetta a lei, già dai prossimi giorni, farci capire se anche nel suo caso ha ragione o torto Alberto Moravia.

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