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Natale con Bibo

Natale: dal mondo, le tradizioni che rendono unica la festa più magica dell’anno

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4 Novembre 2021

Manca poco al Natale e, fra qualche settimana, mercatini, luminarie, presepi viventi, alberi addobbati e canti a tema,  cambieranno il volto, l’atmosfera sia delle città più grandi, sia dei borghi più piccoli. Il Belpaese è ricco di tradizioni natalizie ma cosa accade nel resto del mondo? Per scoprirlo, non ci resta che accompagnarvi in un viaggio tra culture diverse, accomunate dalla stessa magia.

Prima di fare la valigia, è importante ricordare che, ovunque ci si trovi, il Natale è sempre un momento di condivisione in famiglia e con gli amici. I prodotti di Bibo Italia abbracciano e sono il frutto di questa filosofia offrendo al consumatore, un valido alleato per i pranzi e le cene delle feste. L’obiettivo dell’azienda, è quello di intraprendere una strada differente, sempre pratica e confortevole ma più sostenibile e attenta all’ambiente. I nuovi decori Natural Bibo, studiati appositamente per le feste natalizie, coniugano bellezza, funzionalità e compostabilità. Ovunque decidiate di trascorrere le feste, la vostra tavola potrà essere davvero unica. Vi basterà scegliere tra decori in cartoncino bio e bioplastica che, una volta utilizzati, potranno essere smaltiti nell’umido, per essere trattati negli impianti di compostaggio diventando compost riutilizzabile.

Adesso che la tavola è apparecchiata, non ci resta che decidere la meta. Pronti?

La prima tappa, ci porta nel Paese del Sol Levante: il Giappone. Per i nipponici, il Natale ha un valore molto particolare, meno religioso e più sentimentale. Un po’ come per San Valentino, le coppie vanno a cena fuori per mangiare pollo fritto e Christmas Cake scambiandosi un regalo tra innamorati. Il mese di dicembre, è tutto improntato al rinnovamento, in attesa dell’arrivo del nuovo anno. E Babbo Natale? Lo troviamo anche qui ma viene chiamato dai giapponesi Santa-San.

Per la seconda fermata, vi serviranno cappotto e colbacco. Ci trasferiamo nella gelida Russia per conoscere Ded Moroz e la Ragazza delle nevi”. Li incontrerete il giorno di Capodanno mentre visitano i bambini  russi e distribuiscono giocattoli, torte di pan di zenzero e matrioska.

Troppo freddo? Se la vodka non riesce a scaldarvi è tempo di abbandonare abiti invernali e paesaggi innevati e di indossare abiti più leggeri. A proposito: non dimenticate il costume da bagno. In questo caso vi proponiamo due opzioni.

La prima, ci porta in Africa. In Nigeria, nei giorni che precedono il 25 dicembre, le ragazze visitano le case della zona con balli e canti diversi in base all’appartenenza etnica e accompagnandosi al ritmo di tamburi. Il tipico albero di Natale è sostituito da un particolare intreccio di foglie di palma disposte ad arco in cui vengono appesi fiori bianchi. In Sud Africa, il Natale cade in estate, i festeggiamenti avvengono all’aperto, in spiaggia.

La seconda alternativa ci conduce verso la terra dei canguri, l’Australia. Nei giorni delle feste, molte famiglie ne approfittano per assistere al famoso concerto annuale “Carols by Candlelight”. In molti poi, scelgono di trascorrere il Natale al parco, con picnic in giardino o sulla spiaggia per gustare pranzi e cene delle feste.

Se non riuscite proprio a rinunciare all’idea di un “freddo Natale”, il Nord Europa aspetta solo voi. Nelle case della Norvegia, non può mancare un piccolo fuoco acceso. Dal 13 dicembre, giorno di Santa Lucia (patrona della Luce), i norvegesi iniziano a decorare le loro case con cesti intrecciati, statuette di elfi a base di pigne o di noci. Al termine della cena di Natale, si illumina l’albero e i bambini aspettano l’arrivo di Julenisse, un elfo che alla vigilia si trasforma in Papà Noel (Babbo Natale). Atmosfere simili si ritrovano anche in Svezia e Finlandia dove si trova la Lapponia, la residenza ufficiale di Babbo Natale, visitabile da grandi e piccini.

Per la tappa numero quattro vi servirà il passaporto: si vola in Gran Bretagna. I bambini britannici lo sanno: il Natale è la loro festa. Per questo, a partire da novembre, cominciano a scrivere la famosa letterina con tutti i regali che vorrebbero ricevere. Destinatario della posta, “Father Christmas” che, accompagnato dalla renna Rudolph, andrà in giro a distribuire doni. Per ringraziarli, i piccoli lasceranno loro  latte e un mince pie, un dolce tipico. E poi ci sono i Christmas Carols, i canti natalizi intonati passeggiando per strada, con i bambini che donano i ramoscelli delle piante in cambio di caramelle.

Per la quinta fermata del nostro viaggio, preparatevi a un volo transoceanico. Vi aspetta il Canada, con i suoi immancabili alberi decorati, presepi e scambio dei doni.
Se vi trovate dalle parti di Labrador City, ricordatevi di assistere alla gara per la casa decorata più bella. Oltre allo spettacolo di luci, soffermatevi sui giardini: noterete la presenza di splendide statue di ghiaccio.

Restiamo nel continente americano e vediamo cosa succede negli Stati Uniti. Chi non ha in mente il grande albero Rockefeller Center a New York,  acceso durante una cerimonia ricca di spettacoli e musica con personaggi famosi con turisti da tutto il mondo?

Le festività natalizie in Messico iniziano il 16 dicembre con le Posadas, le processioni che ricordano il viaggio della sacra famiglia. Un’altra tradizione messicana del Natale è rappresentata dalla piñata, una pentola che rappresenta Satana e che viene rotta dai bambini. All’interno, si possono trovare arance, mandarini, canna da zucchero e arachidi.

Stanchi? È tempo di tornare in Europa.

La Germania è famosa per i mercatini di Natale. Cominciano a vedersi nel mese di novembre e sono ricchi di artigianato locale e prodotti tipici. Una volta, la notte del 5 dicembre, i bambini si preparavano per l’arrivo di St. Nikolaus lasciando le proprie scarpe sul davanzale o fuori dal portone di casa. I Più buoni avrebbero trovato dolci, quelli più monelli, solo qualche ramoscello. Oggi, al posto delle scarpe, vengono appese delle calze colorate.

In Ungheria, grandi alberi natalizi abbelliscono centri e periferie e tanti Babbo Natale girano per le vie addobbate delle città, carichi di doni e cioccolatini. Il Santa Klaus ungherese si chiama «Mikulás». Una delle curiosità più interessanti delle tradizioni ungheresi consiste nel fatto che, allo scoccare della mezzanotte, si intona ovunque l’inno nazionale ungherese, trasmesso anche in televisione.

In Francia, a Parigi in Place della Concorde viene eretta la grande ruota panoramica dalla quale si può ammirare Champs-Elysèes e i giardini Tuileries, entrambi illuminati a festa. Le feste natalizie iniziano con la festa di San Martino con la costruzione delle lanterne per la ricerca del santo e del suo asinello. In Provenza invece non manca il Presepe coi personaggi classici e che ricorda molto il presepe napoletano.

In Spagna i doni non li porta Babbo Natale a dicembre ma arrivano il 6 gennaio coi Reyes Magos, i Re Magi. La tradizione spagnola vuole che lancino dolci e caramelle a tutti i bambini il 5 gennaio passando per ogni città di Spagna su grandi carri da parata, una sfilata che si chiama “caabalgata” .

Il nostro lungo viaggio termina in Italia dove, da Nord a Sud, il Natale è sicuramente una tra le feste più sentite. Quest’anno più che mai, lo spirito natalizio ha bisogno di nuova linfa per rinascere in un mondo ancora toccato dalla crisi pandemica. La tavola, nell’immaginario comune, ne è un simbolo. E’ un momento di riconciliazione, di speranza e di futuro. Per Bibo Italia è l’incontro ravvicinato tra tradizione e l’innovazione. Un momento fatto di scelte consapevoli che termina con l’augurio di un sereno, pratico ed ecologico Natale.

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