8 Ottobre 2019 - Ultimo aggiornamento alle 19.22

nell'ambito del festival delle narrazioni

Naxoslegge, a quattro donne il premio “La tela di Penelope”

16 Settembre 2019

Nell’ambito del tema scelto per questa edizione di NaxosLegge, festival diretto da Fulvia Toscano, e cioè la Storia, la sezione “Le donne non perdono il filo”, coordinata da Marinella Fiume, appare più che mai in tutta la sua centralità.

Il premio “La tela di Penelope”, che ha visto insignite nelle edizioni precedenti donne di spicco nei più vasti ambiti: sociale, politico-istituzionale, antropologico, culturale, artistico, verrà assegnato domenica 22 settembre, nella splendida cornice del Castello Rufo Ruffo di Scaletta, a quattro donne, quattro accademiche, quattro storiche,quattro differenti sguardi su quattro diversi periodi della Storia: Elena Caliri, studiosa di Storia romana; Giovanna Fiume, modernista; Marina Montesano, medievista; Elena Aga Rossi, studiosa di Storia contemporanea. La diversa fisionomia degli autori premiati, fortemente voluta dagli organizzatori, è stata volta a  riflettere la pluralità di prospettive e di interessi attraverso cui esse guardano all’oggetto dei propri studi e della propria narrazione.

In Italia e nei diversi paesi europei, almeno dal secondo Ottocento, le storiche hanno dato il loro contributo allo sviluppo della disciplina storica anche se spesso sono state rimosse dalle grandi storiografie nazionali. Con la nascita della «nuova storia», negli anni trenta del Novecento, e la sollecitazione avanzata nel corso del XX secolo dai suoi esponenti a privilegiare la lunga durata dei fenomeni storici, le donne riemergevano alla storia, contribuendo a delineare l’affresco delle diverse società, composte di uomini e donne, che si erano succedute nel tempo.

In seguito, negli anni Settanta del Novecento, sulla spinta delle domande nate all’interno dei movimenti delle donne, in tutta Europa, una nuova generazione di storiche cominciò a interrogarsi sulla presunta neutralità e oggettività della storia (sia quella politica, sia quella sociale) e a mettere in discussione i suoi tradizionali concetti, metodi, paradigmi interpretativi, ponendo al centro dell’attività di ricerca quei soggetti – le donne -, cancellati o resi marginali dall’analisi storica, culminando negli anni Ottanta del Novecento con l’elaborazione della categoria del «genere».

Dall’intrecciarsi di ottiche diverse è apparsa chiara così la necessità di una storia che abbia al centro la relazione tra i due generi, perché dalla storia possono venire interessanti contributi alla creazione di una tradizione culturale che sappia vedere insieme donne e uomini e che sappia utilizzare il contributo di entrambi i sessi nel progettare, intraprendere e condurre in porto i grandi cambiamenti necessari all’umanità e, in mancanza di una significativa “tradizione” femminile, far emergere un tessuto di reti, alleanze, conflitti, identità che non appartiene soltanto alla storia materiale e della mentalità, alla narrazione del vissuto e del quotidiano, ma che, viceversa, intersechi i territori della grande Storia.

La scommessa che molte storiche hanno inteso quindi lanciare è stata quella di interrogare, anche attraverso le variegate condizioni femminili e la profonda diversità dei contesti in cui hanno preso vita le diverse esperienze delle donne, le grandi questioni della storia. E questo mentre fra le prospettive messe in campo dalla storia sociale e dalla storia delle donne e quelle della storia delle istituzioni dello Stato, quest’ultima è sembrata l’unica per molto tempo, e spesso anche oggi, in grado di cogliere tutta la storia offrendo la via maestra per seguire lo svolgersi delle forme di organizzazione politica, e le altre prospettive storiche.

Naxoslegge, che rivendica la necessità della Storia, indispensabile per la crescita di una coscienza critica delle giovani generazioni,si compiace di premiare il lavoro di queste donne, autorevoli “tessitrici”, ognuna nel proprio ambito di ricerca e guidate da un proprio rigoroso metodo scientifico, del filo rosso che lega al Passato il nostro Presente, incomprensibile senza “La Storia”.

L’ evento è realizzato in collaborazione con il Comune di Scaletta Zanclea,  e in sinergia con diverse associazioni e realta’ : Comune di Ficarra, Associazione Altra Metà,  Fidapa sezione di Messina-Capo Peloro,  Fidapa  sezione di Santa Teresa di Riva, Proloco di Scaletta Zanclea, Associazione Al tuo fianco, Archeoclub Naxos-Taormina e Area Jonica, Istituto italiano dei Castelli e le Biblioteche delle donne del Liceo Caminiti di Giardini Naxos e del Liceo Maurolico di Messina. I premi sono opera del maestro Alessandro La Motta e, nel corso della serata, si potra’ godere di un intervento musicale di Luisa Grasso e della installazione, a cura del Museo del gioco medievale di Ficarra, coordinata da Mauro Cappotto, dedicata a Macalda di Scaletta.

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