Nel 1848 a Palermo la nascita del movimento femminista: “La Tribuna delle donne” :ilSicilia.it

Nel 1848 a Palermo la nascita del movimento femminista: “La Tribuna delle donne”

di
13 Settembre 2019

La rivoluzione del 1848 in Sicilia porta un’eccezionale ondata di rinnovamento liberando energie a lungo compresse, perfino anticipando discussioni su problematiche ancora molto lontane dal sentire comune del tempo.

È il caso di rivendicazioni femministe ante litteram che, sorprendentemente, si manifestano nel contesto di una specie di sodalizio al femminile raccolto attorno ad un foglio: “La Tribuna delle donne”. Di questo periodico uscirono solo due numeri a distanza di un mese l’uno dall’altro.

Redatto ed editato da sole appartenenti al gentil sesso, che nascondevano il loro nome dietro quello di personaggi letterari, fu pubblicato a Palermo il 21 giugno 1848.

Tutto si avvia da una sorta di auto convocazione di ben 136 donne a casa della duchessa Guidolfi che, proprio lì, si danno un preciso compito scolpito in un passaggio significativo del loro programma dove sta scritto “là sarà rovesciato l’impero che gli uomini esercitarono su di noi; là accenderemo il sacro fuoco della libertà e delle virtù dando bando all’arbitrio”.

Quelle donne celebrano enfaticamente il successo della rivoluzione del precedente 12 gennaio ma, nello stesso tempo, lamentano che per quanto riguarda la condizione delle donne nulla era cambiato. Anzi, al dominio tradizionale si aggiungeva l’indifferenza e un ulteriore degrado nella considerazione della loro identità. Parole forti aleggiavano fra le righe contro la supremazia dell’uomo, come “noi concordi frangeremo quel laccio di dominio al quale gli uomini ci tengono avvinte”.

Quella frattura auspicata si concentrava in una richiesta che, sorprendentemente, anticipava di molti decenni una delle conquiste civili più importanti. Si trattava dei diritti politici infrangendo una concezione mai prima di allora messa in discussione. Ecco, dunque, un altro passaggio significativo riportato dalla Tribuna: “S’infranga una volta l’orgoglio dei legislatori della Camera dei Comuni, si persuadano essi che ancor noi possiamo dettar leggi e con quella spontaneità che onora e sublima il nostro sentire”.

E qui la conclusione ovvia del discorso “…chiederemo anche noi di essere elettrici, per conseguenza rappresentanti, chiederemo una terza Camera, ed il Comitato misto sarà composto di tre generi, secondo i principi della grammatica, maschile, femminile, neutro” con un esplicito richiamo, in un tempo in cui l’omosessualità era non solo condannata ma costretta con la violenza a ritirarsi dallo spazio pubblico, a dare voce anche al “diverso”.

Ma queste antesignane della modernità arrivavano a spingersi oltre, fino ad affermare la superiorità femminile così da scrivere. ”Se invece della Camera dei Pari ci fosse la Camera delle Paresse, la cosa camminerebbe meglio”. Idee rivoluzionarie, che mettevano in forse l’assetto stesso della società in nome “dell’ardente desio di renderci libere e indipendenti”.

Per portare avanti queste richieste quel gruppo di donne redasse uno “Statuto Organico dell’associazione delle donne”. E, messo appunto quest’ultimo, in un accorato e enfatico appello rivolto a tutte le donne invitava “Alla guerra, adunque o eroiche donne, alla guerra contro gli uomini. Riunite nelle vostre tribune speculate, inventate, scrivete. Verrà dì che gli uomini diranno insensati! e perché le abbiamo noi disgustate.”

Un’esperienza sorprendente, come sorprendente appare il fatto che dal 21 luglio non si trovi più traccia di queste ardimentose. Ed allora, possiamo solo dire che ci resta una pagina di una modernità inaspettata sulla quale è d’obbligo riflettere.

 

© Riproduzione Riservata
Tag:

Fuori dal coro

di Pietro Busetta

Caro ministro Carfagna, dove lo trova tutto questo ottimismo?

Cara ministra Mara Carfagna, purtroppo il suo ottimismo non è condivisibile! Lei saprà, spero, le dimensioni delle problematiche siciliane! Lei sa che in Sicilia mancano un milione di posti di lavoro per arrivare al rapporto popolazione occupati dell’Emilia Romagna! E che quindi continueremo a perdere ogni anno 25.000 persone che non troveranno lavoro e che dovranno emigrare?

Wanted

di Ludovico Gambino

Giorgio Armani veste il David di Michelangelo per Dubai

La scultura, quella vera, è uno degli emblemi del nostro Rinascimento nonché simbolo dell'Italia nel mondo, originariamente collocata in Piazza della Signoria, per rappresentare la Repubblica fiorentina vigile e vittoriosa contro i nemici. L'opera, alta oltre cinque metri per cinque tonnellate di marmo di Carrara, ritrae l'eroe biblico nel momento in cui si appresta ad affrontare Golia, come ci racconta l’Antico Testamento.

Rosso di sera

di Elio Sanfilippo

La Sicilia e la Resistenza

La Sicilia non ebbe modo di partecipare alla fase finale che determinò la caduta del Fascismo. Essa rimarrà estranea agli avvenimenti del 25 luglio e dell’8 settembre segnati dalle dimissioni di Mussolini, dalla fine dell’alleanza con la Germania di Hitler dopo l’armistizio firmato dal maresciallo Pietro Badoglio
Banner Telegram

Alpha Tauri

di Manlio Orobello

“Il Paradiso perduto“

Scendeva il crepuscolo mentre l’aereo si accingeva ad atterrare a Punta Raisi. La costa fra Carini e Capo Rama appariva già punteggiata dalle luci dei paesi e delle innumerevoli abitazioni che la costellano e che si riflettevano sempre di più nella cerchia dei monti, man mano che la luce del sole tendeva a scomparire.
Banner Italpress

Segreti e non misteri

di Alberto Di Pisa

Lincoln come Kennedy, il potere dei soldi

Il 14 aprile 1865, Abramo Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti, fu assassinato raggiunto da un proiettile calibro 44 sparatogli alla testa da un sicario. fu ucciso mentre, dal palco presidenziale, assisteva alla commedia musicale Our American Cousin
Banner Skin Deco