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Palermo

La denuncia di Zaher Darwish e le secca replica del Comune

‘Nesci fora à pila. Emergenza abitativa, il Sunia chiede al Comune di spendere i soldi

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17 Febbraio 2017

Il Comune non utilizza tutti i soldi che ha a disposizione per l’emergenza abitativa. Sul sottoconto della tesoreria comunale, la disponibilità residua, di circa un milione di euro, è superiore a quella consentita dalla circolare dell’assessorato Economia. E la Regione, per questo motivo, sostiene di non poter trasferire altre somme. Il risultato è che tante famiglie si recano al Comune in attesa di risposta per l’integrazione all’affitto e vengono rimandate indietro“. La denuncia arriva dal segretario del Sunia Palermo Zaher Darwish, che ha organizzato una conferenza stampa per chiedere al Comune di sbloccare le somme accantonate per l’emergenza abitativa. “Abbiamo scoperto questa grave situazione scrivendo alla Regione. Il 15 febbraio l’assessorato regionale Infrastrutture ci ha risposto, dandoci i chiarimenti chiesti“, ha detto Zaher Darwish.

Il Sunia ha inviato una lettera alla Regione chiedendo spiegazioni sul mancato pagamento agli aventi diritto, da parte del Comune di Palermo, delle quote spettanti per il contributo per l’alloggio alle famiglie. “L’assessorato alle Attività sociali ci aveva detto che tale situazione era dovuta al mancato recepimento delle somme che la Regione dovrebbe versare nelle casse comunali. Così abbiamo indagato in cerca di spiegazioni – aggiunge Zaher – E l’assessorato ci ha risposto che il conto ha superato la capienza e non possono entrare altre somme. La Regione ha più volte comunicato al Comune di non poter trasferire il contributo“. Alla conferenza stampa sono state invitate quattro famiglie con gravi problematiche familiari e abitative: “Vivono tutte in condizioni di disagio abitativo e non ricevono nessuna risposta dal Comune. Sono casi esemplari rispetto alle 1.800 famiglie iscritte nella graduatoria per l’emergenza abitativa – continua Zaher Darwish – A queste si aggiungono circa 250 persone persone senza fissa dimora“.

 

agnese-ciullaSecca la replica di Agnese Ciulla, assessore al ramo del Comune: «Un sindacato dovrebbe conoscere le leggi per poter assistere e difendere i propri iscritti. Nel caso del Sunia di Palermo non le conosce o più probabilmente fa finta di non conoscerle e preferisce, invece di cercare soluzioni ai problemi, organizzare conferenze stampa a base di falsità e propaganda».

«Quelle di cui si è parlato oggi relativamente all’integrazione affitto – puntualizza – infatti non sono somme “non spese dal Comune” ma somme “non incassate dai beneficiari”, cosa profondamente diversa. Quello delle somme non riscosse dai beneficiari di interventi sociali è un tema già più volte all’attenzione dell’amministrazione, anche per altre tipologie e per somme cospicue su cui siamo già intervenuti. Quanto alla Regione, come già avvenuto per altri casi – prosegue Ciulla – sembra voler scaricare altrove le proprie responsabilità. Il Comune ha infatti più volte chiesto come procedere alla restituzione delle somme non riscosse dai beneficiari del contributo, ricevendo la risposta che la Regione avrebbe proceduto autonomamente al recupero automatico, cosa che non ha fatto da oltre un anno. Anche questo il Sunia non lo sa o fa finta di non saperlo. Il Sunia – conclude l’assessora – piuttosto di occuparsi della pagliuzza (il ritardato pagamento di un contributo che oggi ammonta a poche centinaia, se non poche decine di euro annui a famiglia) si occupasse della trave e cioè il fatto che Stato e Regione negli anni hanno sempre più tagliato questi fondi, cui il Comune di Palermo ha risposto con propri stanziamenti di bilancio destinati proprio al dosaggio alloggiativo”.

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