12 Agosto 2019 - Ultimo aggiornamento alle 13.34

dopo la morte di Tusa nessun cambio di guardia

Nessuna fumata bianca da Musumeci sulla nomina dell’assessore ai Beni culturali

22 Luglio 2019

Il governatore Musumeci batta un colpo sul futuro dell’assessorato ai Beni Culturali. Sono passati oltre quattro mesi dal tragico incidente aereo in cui ha perso la vita l’assessore archeologo Sebastiano Tusa, ma di un suo sostituto all’assessorato per adesso nemmeno l’ombra.

Sul perchè il leader di Diventerà Bellissima stia tenendo per sé la poltrona dell’assessorato non è dato sapere, ma un fatto è che il governatore ha già nominato i sovrintendenti e ha fatto una rotazione dei direttori dei vari parchi archeologici in Sicilia. Un’attesa sempre più lunga, tanto che nei corridoi dei palazzi regionali, a mezza bocca c’è chi sostiene che tenere per sé l’assessorato in fondo non dispiaccia al governatore.

Al momento il toto-assessori ruota attorno ad alcuni nomi: i primi tre sono quelli di Patrizia Valeria Li Vigni (moglie del compianto assessore Tusa e direttrice di Palazzo Riso a Palermo), Ignazio Buttita e Rosalba Panvini.

La Li Vigni avrebbe più volte rifiutato la poltrona, mentre Rosalba Panvini, sovrintendete ai Beni Culturali di Catania, sembrerebbe non essere molto gradita agli alleati di coalizione, anche se ha un ottimo mordente nei confronti di Musumeci.

Vicino a “Diventerà bellissima” è l’antropologo e docente universitario Ignazio Buttitta, che comunque sarebbe un ‘tecnico’ proprio come lo era lo stesso Tusa, ma in verità si è parlato nelle scorse settimane anche di un altro nome vicino al movimento del Presidente ed è quello dell’ex assessore Carmelo Briguglio, già collaboratore di Sebastiano Tusa. Infine, è ancora quotato (ma secondo qualcuno in discesa) il nome di Davide Rampello, uomo Fininvest, gradito a Miccichè e già noto alle cronache siciliane per essere stato super-consulente (ben pagato) ai grandi eventi a metà anni Duemila per l’allora sindaco forzista Diego Cammarata.

Alcuni osservatori politici a seguito della nomina di Manlio Messina al Turismo che ha sostituito il collega di Fratelli di Italia, Sandro Pappalardo – dimessosi i primi di giugno – credevano che potesse arrivare anche la sostituzione nella poltrona più ambita, quella dei Beni Culturali. Ma di fatto così non è stato. Per lo meno, non ancora. Il presidente Musumeci qualche tempo fa era stato chiaro: “Nessun rimpasto solo qualche ritocco all’interno della Giunta“. Ma ad oggi, ancora il più grande assente è sempre il sostituto di Sebastiano Tusa. Gli assestamenti politici attorno al governatore e al suo movimento stentano ad arrivare, come stenta ad esserci all’Ars una maggioranza compatta che sostenga i lavori in Aula. Quindi, la partita è ancora aperta, aspettando che tutti i puzzle vadano a loro posto.

Sempre che non vada in onda qualche colpo di scena da parte del governatore Musumeci.

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