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Palermo

l'alluvione del 3 novembre scorso

Nove morti travolti dal fango: indagato il sindaco di Casteldaccia

12 Giugno 2019

La procura di Termini Imerese, guidata da Ambrogio Cartosio, ha iscritto nel registro degli indagati amministratori comunali, ex amministratori, dirigenti dell’ufficio tecnico del Comune di Casteldaccia e i proprietari della villetta dove morirono 9 persone la notte del 3 novembre scorso. Si tratta del sindaco Giovanni Di Giacinto, del primo cittadino dal 2013 al 2018 Fabio Spatafora, di Maria De Nembo, responsabile della protezione civile di Casteldaccia, di Rosalba Buglino, Alfio Tornese e Michele Cara Pitissi. Tutti sono accusati, in concorso tra loro, di omicidio colposo.

I componenti di due famiglie, tra cui due bambini, morirono travolte dal fango. Quattro i sopravvissuti: Giuseppe Giordano, commerciante di moto che aveva affittato quella villetta vicino al fiume Milicia e che si aggrappò a un albero, il cognato Luca Rughoo e le loro due figlie di 11 e 12 anni che erano andate con lo zio a comprare i dolci.

Dalle prime indagini condotte dalla compagnia dei carabinieri e dal commissariato di Bagheria emerse che la villetta era abusiva. Sull’immobile c’era con un provvedimento di demolizione dopo l’alluvione del 2009. Ma nessuno fece niente. La procura sta preparando una richiesta di incidente probatorio.

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Atteso quanto diceva il buon Bracardi quando asseriva che “l’uomo è una bestia”, nella sua bestialità questi sbaglia sempre allo stesso modo, pertanto, la memoria non deve essere soltanto rancorosa, ma deve servire per capire e andare avanti per non commettere gli stessi errori. Il perdono è un'altra cosa.