Nuovo Palagiustizia Messina, a febbraio la fumata bianca? :ilSicilia.it
Messina

summit a Roma con il governo

Nuovo Palagiustizia Messina, a febbraio la fumata bianca?

17 Gennaio 2020

Possibile schiarita in arrivo nella storia infinita del PalaGiustizia di Messina, il nuovo tribunale che da tanti anni ormai è rimasto un “sogno proibito” e che soprattutto è al centro di una vicenda kafkiana. “Qualcosa si muove”, ha fatto sapere il sindaco Cateno De Luca a conclusione di un summit svoltosi a Roma. 

“Abbiamo avuto oltre un ora di confronto in merito alla realizzazione del nuovo Tribunale di Messina con i Sottosegretari di Stato alla Giustizia, Andrea Giorgis, ed alla Difesa, Giulio Calvisi, con la partecipazione dell’on. Pietro Navarra. A Febbraio del 2017 è stato sottoscritto un accordo (Comune di Messina – Agenzia del demanio – Ministero Difesa – Ministero Giustizia) che prevede la realizzazione del nuovo Palagiustizia presso un ala dell’attuale ospedale militare previo spostamento presso i locali ex Molini Gazzi dell’ospedale militare“, ha evidenziato De Luca.

Il vicesindaco Salvatore Mondello ha ribadito le problematiche tecniche della soluzione individuata in questo protocollo. L’avvocato Alberto Vermiglio ha rimarcato, a sua volta, che i tempi ipotizzati in detto accordo non sono compatibili con la situazione di emergenza degli attuali uffici giudiziari.

“Io sono stato ancora più perentorio ed ho detto che pretendiamo immediata chiarezza perché non posso più accettare questa mortificazione e tirerò fuori da questo balordo accordo il Comune di Messina”, spiega De Luca. “Siamo rimasti che entro il prossimo mese di febbraio si svolgerà una riunione definitiva per mettere fine a questa pirandelliana vicenda generata dalla miopia politica – strategica della precedente Amministrazione comunale. Comunque abbiamo appurato che il dossier Palagiustizia Messina è tra le priorità di questo governo”.

“Abbiamo aspettato oltre 30 anni ed aspetteremo per altri trenta giorni nella speranza che non debba procedere a far chiudere gran parte degli uffici giudiziari per assenza di agibilità e sicurezza”, conclude il primo inquilino di Palazzo Zanca.

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