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Si vota in 128 comuni, banco di prova per le forze politiche. Prioritario: scongiurare lo spettro dell’astenzionismo

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11 Giugno 2017

Ci siamo. Oggi sapremo finalmente cosa pensano i siciliani di 128 comuni dei sindaci che li hanno governati in questi anni e stanotte, dopo la chiusura delle urne, conosceremo i nomi di coloro che siederanno sulle poltrone più importanti di centri, piccoli e grandi. O di coloro che andranno agli eventuali ballottaggi del 25 giugno.

E’ stata una campagna elettorale molto lunga, durata quasi tutto l’inverno o almeno per tutti i primi mesi di questo 2017. Una campagna elettorale, a volte e in certi casi, senza esclusione di colpi.

Una campagna elettorale, che ha interessato anche molti deputati regionali, dato che per mesi i parlamentari all’Ars hanno pensato più ai collegi nei quali votavano che non ad approvare provvedimenti in favore dei Siciliani. Prova ne è la finanziaria striminzita passata lo scorso mese, ma praticamente svuotata della maggior parte dei contenuti, rinviati al cosiddetto documento collegato: un libro dei sogni che non vedrà mai la luce. Rinviare tutto. Rinviare il più possibile è stata la parola d’ordine.

E dopo le amministrative sapremo chi sarà il candidato governatore del centrodestra e quello del centrosinistra. Il M5S, invece, si sa, affiderà al voto online degli iscritti la scelta del proprio prescelto, anche se tutto fa propendere per Cancelleri. Una lunga campagna elettorale, un’altra, attende infatti gli elettori siciliani. Una campagna elettorale per le Regionali, che durerà tutta l’estate e che, di fatto, è già abbondantemente iniziata.

Tutti stanno ormai aspettando gli esiti di questa tornata amministrativa. Che è un banco di prova dal sapore politico. Forza Italia, in alcuni centri più importanti, ha deciso di presentare il proprio simbolo, così come i centristi di Udc e Cantiere Popolare e, ovviamente, il Movimento 5 Stelle, che affila le armi in vista delle future competizioni. Il Pd, invece, a Palermo e in altri grossi comuni non si presenta con il simbolo del partito, ma spesso i suoi esponenti sono in liste civiche, che richiamano comunque l’esperienza politica Dem.

Tutti, ma proprio tutti, sanno benissimo che questo voto è un banco di prova, una sorta di “prova tecnica di trasmissione” in vista di quello regionale del 5 novembre.

E tuttavia, al di là delle analisi dei partiti, la realtà è che i siciliani di 128 comuni oggi giocano una partita importante, perché decidono da chi vogliono esser governati. E questo va al di là dei desideri delle forze politiche, perché riguarda la vita quotidiana.

L’invito, l’unico invito che ci sentiamo di fare, è quello di andare a votare. Il principale nemico dei Siciliani è infatti l’astensionismo. Votate per chi vi pare, ma votate, altrimenti, delegherete ad altri un diritto che è di tutti i cittadini. Questo ci sentiamo di dire.

ilsicilia.it seguirà lo spoglio tutta la notte, con una squadra di giornalisti che racconterà man mano l’esito del voto e aggiornerà i lettori sui risultati e sulle reazioni politiche.

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