Orlando: "A Palermo non comanda più la mafia. Salvini? Mi denunci" | VIDEO :ilSicilia.it
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durante il Forum ANSA

Orlando: “A Palermo non comanda più la mafia. Salvini? Mi denunci” | VIDEO

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11 Febbraio 2019

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“C’è un cambio di testa, di stile di vita. Prima la città era comandata dalla mafia, oggi Palermo è stata capitale della cultura, città turistica. La mafia c’è ma non governa la città. Gli ex ciechi, muti e sordi hanno aperto occhi, bocca e orecchie”. Lo ha detto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, durante il Forum ANSA alla sede centrale di Roma.

“Palermo sta molto meglio di ieri, sta profondamente cambiando – ha continuato -. Non c’è in Europa una città culturalmente cambiata come Palermo negli ultimi 40 anni. Siamo una città inserita nel panorama internazionale”.

In merito alle polemiche col vicepremier Matteo Salvini sul decreto sicurezza, Orlando ha spiegato che “questa posizione non nasce con questo governo, infatti nel 2015 abbiamo approvato l’abolizione del permesso di soggiorno, una nuova schiavitù. Non basta non essere più capitale della mafia, vogliamo essere capitale dei diritti”.

Aspetto che Salvini arrivi con l’esercito che ha promesso e che mi denunci. Così mostrerò le carte in tribunale”, ha aggiunto Orlando.

“Di fronte alla ristrettezza degli Stati io sostengo che i due riferimenti sono la connessione umana e quella virtuale. Palermo è una città accogliente, tra le grandi quella statisticamente più sicura d’Italia, wifi free. Siamo una città che è un’alternativa al populismo, ovvero a chi pensa che si possa cambiare tutto subito e con uno slogan”.

rapSui rifiuti le cose non vanno come dovrebbero andare – ha spiegato Leoluca Orlando -. Anche se abbiamo creato centri di raccolta nei diversi quartieri, stiamo potenziando la discarica, anche se abbiamo la raccolta gratuita di ingombranti ci sono vere discariche a cielo aperto, quindi c’è qualcuno che si fa pagare per non lavorare come dovrebbe. inoltre c’è un problema di evasione della Tari. I vertici della RAP sono incaricati di cambiare la rotta e io vigilerò su questo“. 

“Vorrei ricordare che ho ottenuto molti voti dai giovani – ha aggiunto ancora Orlando –. E io passo molto del mio tempo a incitare i giovani contro i genitori, contro la palude in cui molti vorrebbero farli vivere. Ecco, cerco un consenso per una città diversa. Le cose a Palermo potrebbero andare meglio ma quello che è certo è che è stata eliminata la rassegnazione in cui si viveva prima”.

“Che ora si esca di notte a Palermo non mi pare vero. Ora però è il momento della regolamentazione, cosa che stiamo facendo con un patto tra residenti e commercianti. Abbiamo liberato piazza Magione che era controllata dai boss – sottolinea -. Siamo convinti che oggi è arrivato il momento di regolare la movida. Oggi i locali d’incontro non sono più nel centro storico, cosa che allenta la tensione in quell’area”.

Sugli ambulanti abusivi, continua, “si potrebbe fare di più ma si fa. L’importante è dare il segnale che non ci sono zone franche“. Poi una considerazione anche sui clochard. “Non sono un problema estetico ma un problema etico”.

“Sull’autonomia rafforzata considero la richiesta assolutamente legittima ma il ricorso al referendum no – spiega Orlando parlando delle iniziative avanzate da Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna –. E’ un tema delicato, sarebbe un po’ populista ricorrere a questo strumento”. 

orlando pdPoi il sindaco di Palermo sulle primarie del Partito Democratico dice: “Sono iscritto al Pd ma non intendo partecipare alla vita delle primarie. Era molto più serio se avessero sorteggiato il nome del segretario. Ormai quel tempo è finito. Non ho partecipato a nessun incontro. Sono d’accordo con Calenda. Calenda è un sogno, ma ha un senso solo se il nuovo segretario la pensa come Calenda”.

Musumeci è la buona faccia della destra ha detto il sindaco di Palermo –. Le sue intenzioni sono mortificate dal fatto che ha lasciato ai loro posti i soggetti del governo precedente. Crocetta ha lasciato la Sicilia in calamità istituzionale, come per esempio su un terreno delicato come i rifiuti e l’acqua”.

“Con la Regione – ha concluso – abbiamo un rapporto istituzionale, come vorremmo averlo col governo”.

 

 

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