Palagiustizia di Messina: De Luca prova a sbloccare l'eterna incompiuta :ilSicilia.it
Messina

tavolo tecnico a Palazzo Zanca

Palagiustizia di Messina: De Luca prova a sbloccare l’eterna incompiuta

21 Febbraio 2020

“Il tavolo tecnico svoltosi oggi si è reso necessario per fare il punto sul Palagiustizia. La questione va risolta una volta per tutte”. Lo ha dichiarato il sindaco di Messina, Cateno De Luca, a conclusione del tavolo tecnico tenutosi  stamattina nell’aula consiliare di Palazzo Zanca sull’attesa realizzazione del nuovo Palagiustizia, opera rimasta incompiuta da 30 anni a questa parte e ancora adesso al centro di un iter che non sembra trovare un punto di svolta.

All’incontro hanno preso parte il Prefetto Maria Carmela Librizzi; il vicesindaco Salvatore Mondello; l’assessore Dafne Musolino; il presidente del Consiglio comunale Claudio Cardile ed una delegazione di consiglieri comunali; l’esperto del Sindaco della pianificazione per la realizzazione degli uffici giudiziari Alberto Vermiglio; i Parlamentari Grazia D’Angelo e Pietro Navarra; il presidente della Corte d’Appello di Messina Michele Galluccio; il Presidente dell’Ordine degli avvocati Domenico Santoro insieme al presidente del Consiglio dell’Ordine Frida Giuffrida ed il consigliere Felice Panebianco e Valeria Todaro del Tribunale del Lavoro.

“Riguardo al tema della realizzazione del nuovo Palagiustizia abbiamo avuto modo di comunicare – spiega il sindaco di Messina – attraverso una nota indirizzata in data 10 febbraio 2020 all’Agenzia del Demanio, per la quale con una risposta che non abbiamo condiviso e abbiamo anche replicato con note successive indirizzate al Ministro di Grazia e Giustizia, dove non ci viene comunicato quello che era il tema che non veniva formalizzato e che a seguito della riunione del 23 luglio 2019 in quel contesto fuori verbale emerse la questione riguardante il costo della previsione dell’addendum e proprio in relazione a questo abbiamo fatto una nota il 23 di gennaio nella quale abbiamo chiesto che venisse formalizzato all’Agenzia del Demanio soggetto che ha avuto incarico di questo addendum di progettare e comunicare la previsione dei costi anche in considerazione dei cronoprogrammi e come abbiamo avuto modo di accertare siamo fuori dalle previsioni ipotizzate”.

“A seguito di ulteriori incontri – prosegue De Luca – abbiamo avviato una comunicazione riguardante la volontà da parte nostra di revocare il Protocollo se non si fosse giunto a qualcosa di concreto e attraverso la collaborazione preziosa dell’avvocato Vermiglio siamo riusciti in questi due mesi a riprendere alcune interlocuzioni in particolare l’incontro del 16 gennaio scorso con i Sottosegretari alla Giustizia e alla Difesa dove si è riusciti in termini definitivi a rappresentare la nostra volontà di tirarci fuori dal Protocollo, in quanto non garantisce una tempistica ed una risposta concreta a quelle che sono ormai le situazioni drammatiche in cui versano gli uffici giudiziari della città di Messina”.

“A seguito di questa ulteriore interlocuzione c’è stato un impegno per definire una riunione definitiva nella seconda settimana di marzo e siamo comunque decisi a predisporre un provvedimento in collaborazione con l’avvocato Vermiglio ed il Vicesindaco Mondello per focalizzare due aspetti, il primo riguarda gli esiti del suddetto incontro soprattutto relativamente al costo della struttura giudiziaria, ovvero si tratta di 35/40 milioni di euro e non i 17 ipotizzati e ciò è fondamentale in quanto abbiamo un problema di copertura finanziaria, dall’altro lato la nostra volontà, in assenza ad oggi di soluzioni concretamente percorribili, di procedere intanto con la progettazione definitiva per quanto riguarda l’ipotesi che abbiamo individuato cioè via La Farina, facendoci carico di questa ulteriore fase anche perché con il decreto sblocca cantieri e con un progetto definitivo si può procedere” spiega il sindaco di Messina.

“Di conseguenza se c’è la volontà di risolvere il problema volontà significa anche mettere le risorse mancanti – il primo cittadino conclude affermando che – quel protocollo d’intesa datato febbraio 2017 non soltanto non si è portato avanti, ma stiamo per entrare nel terzo anno ed ho la sensazione che ormai si debba arrivare al quarto anno, come quattro anni sono i termini previsti di validità per fare passare il tempo come accade spesso in situazioni imbarazzanti, e scioglierlo quantomeno di ‘morte naturale’. Non vogliamo attendere ancora un altro anno pertanto è nostra intenzione di predisporre una proposta di Giunta per revocare il Protocollo d’intesa e andare avanti con la progettazione della struttura in via La Farina al fine di risolvere questa situazione che ad oggi non ha trovato alcuna alternativa”.

Relativamente alle competenze dell’Amministrazione giudiziaria anche il presidente Galluccio si è soffermato in merito alla tempistica del protocollo, definendola troppo a lungo termine”, auspicando infatti che in tempi brevi, ciascuno per le proprie competenze possa definire il quadro progettuale al fine di trovare una localizzazione degli uffici giudiziari in quanto allo stato attuale molti di questi versano in condizioni di assoluta emergenza e precarietà.

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