Palazzo Butera: visite guidate alla scoperta de "Le città del Principe" :ilSicilia.it
Palermo

A partire dal 10 novembre

Palazzo Butera: visite guidate nei weekend alla scoperta de “Le città del Principe”

di
9 Novembre 2018

Dai lavori di restauro al primo piano nobile di Palazzo Butera sono emersi i dieci ritratti di città che si conservano nei sopraporta del salone di ingresso che, oggi, nella mostra “Le città del Principe” si svelano in tutta la loro bellezza all’interno della Galleria dei Feudi.

palazzo butera

A partire da sabato 10 novembre, ogni weekend dalle 10 alle 20, si potrà scoprire la serie completa che comprende le città di: Mazzarino, Santa Lucia, Pietraperzia, Niscemi, Barrafranca, Grammichele, Butera, Raccuia, Militello e Scordia.

Verranno presentate, di settimana in settimana, le ricerche interdisciplinari svolte su ciascun sito, con le visite guidate condotte dallo storico dell’arte Claudio Gulli e da Enza Macaluso, studentessa del corso in Scienze Filosofiche dell’Università degli Studi di Palermo, che sta svolgendo un tirocinio a Palazzo Butera.

Mazzarino

Si comincerà con Mazzarino che ha rivestito un ruolo di primo piano fra le Città del Principe. A partire dalla sua collocazione geografica, il centro mostra una posizione favorevole alla gestione del territorio circostante: sarà capitale non solo culturale, ma anche centro di potere e costante riferimento per i feudi che i principi della famiglia Branciforti acquisiscono nel tempo.

La sua vicinanza con i territori di Pietraperzia, Butera e Barrafranca sarà, nel tempo, motivo dell’importanza politica di Mazzarino all’interno di un’area geografica di una certa estensione nel territorio siciliano.

Storia del feudo in breve

Fu il primo dei feudi acquisiti dalla famiglia e, come spesso avveniva ai tempi, erano le strategie matrimoniali a dettare i rapporti di potere e la gestione dei territori.

Carlo Maria Carafa Branciforti

Un primo momento decisivo risale al 1393, anno in cui la contea di Grassuliato viene data in feudo a Nicolò Branciforti, barone della vicina terra di Mazzarino. Il castello sin dal Trecento ospita la corte dei Branciforti, e diventa un elemento fondativo del paesaggio di Mazzarino e della sua storia.

Nel dipinto di Palazzo Butera, databile al 1762, il pittore rappresenta il castello in un momento storico in cui questo aveva oramai perso la sua funzione di rappresentanza, sostituito dal palazzo al centro dell’abitato, diventa molto significativo in termini ricostruttivi. La posizione del castello rispetto all’abitato fa supporre con grande probabilità l’esistenza di un nucleo abitativo di una certa consistenza, andato poi distrutto o trasferitosi progressivamente a valle, in un territorio più favorevole e più facilmente coltivabile. Probabilmente, la cappella di palazzo del Trecento va identificata nella chiesetta di San Francesco di Paola, anche questa visibile nel dipinto.

I Branciforti vissero nel castello sino alla metà del Seicento, quando Giuseppe Branciforti commissiona la costruzione del palazzo in città, in linea con un’evoluzione della presa di potere e di controllo sul territorio. Il palazzo del Principe si trova lungo l’asse del corso principale, nei pressi della Chiesa Madre e del Collegio dei Gesuiti. Un potere, dunque, che manifesta la volontà di calarsi nel territorio, di divenire il centro della vita della città e il principale punto di riferimento per la sua gestione, in posizione dialettica rispetto alle istituzioni ecclesiastiche.

Il dipinto di Palazzo Butera svolge un ruolo cruciale per comprendere il modo in cui la città cambia nel tempo. Esso mostra anzitutto la consistenza e la linearità della parte dell’abitato di più recente costruzione. Attraverso una comparazione con le mappe catastali dell’epoca borbonica è possibile, inoltre, notare come il disegno urbano di Mazzarino sia pressoché completo all’epoca della rappresentazione. Lungo il corso dell’Ottocento, non si segnala un’espansione urbanistica, che riprenderà soltanto dopo la Grande Guerra, procedendo verso sud-est e sud-ovest in aree che erano un tempo coltivate.

In occasione di ciascuna presentazione sarà possibile degustare alla vineria letteraria “Le Cattive” (ingresso Passeggiata delle Cattive) piatti tipici selezionati di volta in volta.

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