Palermo, al Teatro dei Pupi "Tra i sentieri dell'Opra" | IL PROGRAMMA :ilSicilia.it
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Il 5 dicembre alle 18 video e incontro con MIMMO CUTICCHIO

Palermo, al Teatro dei Pupi “Tra i sentieri dell’Opra” | IL PROGRAMMA

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4 Dicembre 2019

Prosegue il programma (QUI) del mese di spettacoli tradizionali, cunti, serate speciali, mostre, incontri e videoproeizioni che il maestro Mimmo Cuticchio e l’associazione Figli d’Arte Cuticchio organizzano fino a lunedì 30 dicembre nella sede del Teatro dei Pupi e nel vicino Laboratorio di via Bara all’Olivella.

“Tra i sentieri dell’Opra”, realizzato grazie al sostegno dell’assessorato regionale dei Beni culturali, mette insieme gli spettacoli tradizionali, a cominciare dal ciclo di Orlando dalla nascita alla sua morte, il cunto del maestro Mimmo Cuticchio e anche una nuova produzione “Alì Babà e i 40 ladroni”, che riprende il percorso delle “Mille e una notte”, pensata da Cuticchio come una “serata speciale” per il pubblico dei bambini, ma non solo. Un modo per accostare la cultura occidentale a quella orientale e riprendere anche il tema della convivenza della diversità, della multiculturalità e della pace che sta anche alla base della mostra allestita nel Laboratorio di via Bara dal 7 al 30 dicembre (dalle 10 alle 13) dal titolo “Paladini e saraceni insieme per un Natale di pace”: i pupi saranno esposti senza le loro spade in nome della pace. Questa settimana, accanto all’inaugurazione della mostra, ci sono altri importanti appuntamenti.

Domani, giovedì 5 dicembre alle 18, prima videoproiezione “L’infanzia di Orlando” (ingresso libero) e incontro con Mimmo Cuticchio nella sede del Laboratorio di via Bara all’Olivella, 48. Gli incontri sono un elemento essenziale del programma. Sono incentrati sugli spettacoli e diventano l’occasione per una riflessione metanarrativa intorno ad alcune rappresentazioni che hanno costituito una svolta significativa per l’Opera dei Pupi.ù

Unendo spettacolo teatrale, fascinazione poetica e analisi antropologica, Mimmo Cuticchio, racconta al pubblico l’attualità del proprio lavoro di puparo, la necessità di sconfinare dal repertorio tradizionale, considerato come una base sulla quale innestare la propria sperimentazione, all’insegna dell’unione tra antico e contemporaneo, tra lingua e dialetto, tra classicismo e modernità. Lo spettacolo “L’infanzia di Orlando” è del 1990 ed è stato pensato per la grande scena. Nacque come gioco tra Mimmo Cuticchio e il figlio Giacomo, che all’epoca aveva appena sette anni. Lo spettacolo è un esempio di trasmissione del mestiere, nel quale si racconta la pratica del fare arte attraverso l’uso della manovra a vista. Mimmo e Giacomo, pupari, manianti e combattenti, appaiono come “doppi” di Carlo Magno e Orlandino. Il legame con la tradizione emerge chiaramente, non solo per la scelta di un episodio tratto dalla Storia dei Paladini di Francia, ma soprattutto per la volontà di Mimmo di tramandare le proprie conoscenze al figlio.

Si continua sabato 7 e domenica 8 dicembre, alle 18,30 con il secondo appuntamento degli spettacoli tradizionali: “Prime imprese di Orlando”. L’iniziazione guerriera di Orlando nelle battaglie d’Aspromone mantiene un grande rilievo nella tradizione popolare. Un angelo lo guida a soccorrere lo zio Carlo Magno che combatte contro Almonte. L’eroe, inconsapevole di esserlo, supera una prova qualificante attraverso la quale conquista il mezzo che permetterà di superare le altre prove che lo portano all’acquisizione di uno status superiore. Orlando si trova a studiare in seminario e riceve la visita di Astolfo. A lui manifesta il desiderio di andare in Aspromone a combattere a fianco del padre. Anche Astolfo mostra lo stesso desiderio, allora pensano a una fuga. Intanto al campo cristiano è notte, i cristiani sconfitti battono la ritirata. Carlo Magno ordina di riunire il consiglio per verificare le perdite subite. Manca Milone, padre di Orlando, che viene ucciso da Almonte.

Alla notizia della morte del cognato, Carlo Magno decide di andare a recuperare almeno il corpo di Milone. Nel frattempo al campo cristiano giungono Orlando e Astolfo. Orlando avverte un certo disagio intorno a lui, tutti lo sfuggono, solo Gano gli riferisce che se vuole trovare il padre e Carlo Magno deve raggiungere il bosco. Orlando deve scegliere quale direzione prendere, sarà un angelo a guidarlo sulla giusta via. Intanto Carlo Magno aveva incontrato Almonte, lo sfida a duello ma questi ha le armi incantate, per cui non riesce a batterlo. Arrivato in quel posto, Orlando si accorge delle difficoltà dello zio e, approfittando di un attimo di esitazione di Almonte – a cui avevano presagito la morte per causa di un fanciullo – lo spinge dentro una fonte, fino ad annegarlo. Le regole di cavalleria permettono ad Orlando di prendersi le armi, la spada Durlindana e il cavallo del nemico ucciso. Insieme agli altri paladini e tutto l’esercito francese, Orlando e Carlo Magno sconfiggono l’esercito pagano. Adesso possono dare onorata sepoltura al conte Milone d’Anglante.

“Il mese di dicembre – dicono dall’associazione Figli d’Arte Cuticchio – rappresenta il coronamento di un intenso anno di lavoro e la premessa di un nuovo progetto per l’anno che verrà. Il pensiero va alle tournée appena trascorse, al festival “La Macchina dei sogni”, agli incontri, ai laboratori, alle produzioni, e sembra quasi di non aver speso alcuna fatica, tanta è la gratitudine per l’affetto e la dedizione che il pubblico ci ha dimostrato in ogni momento dell’anno, partecipando con passione e assiduità a tutte le nostre attività. Complice il clima festoso di fine anno, il desiderio di rendere partecipi gli spettatori del piacere di vivere intensamente il nostro mestiere di teatranti, all’interno di un’antica tradizione, è in questo momento ancora più forte. Per questo vogliamo offrire al pubblico un programma di attività che, come sempre, si arricchirà nella condivisione e nella partecipazione agli spettacoli”.

L’appuntamento di sabato 14 e domenica 15 alle 18,30 è con “La pazzia di Orlando”: quando Orlando scopre che Angelica ama un altro, uno che non è un eroe ma è semplicemente bello, impazzisce e la sua pazzia è una furia violenta, dietro la quale non si intravede alcun spiraglio. Soltanto l’intervento del soprannaturale potrà guarirlo dall’incantesimo d’amore e dalla gelosia.

Per finire con il quarto e ultimo appuntamento del ciclo degli spettacoli tradizionali sabato 21 e domenica 22 dicembre alle 18,30. “La morte di Orlando”: le cause della sconfitta e della morte di Orlando vanno dal tradimento di Gano di Magonza, cognato di Carlo Magno, al folle ardire dell’eroe. La sua morte assume un valore mitico di consacrazione, il suo sacrificio lo consegna a una gloria superiore a qualunque successo.

Gli spettacoli tradizionali mostrano, in quattro episodi, le eroiche imprese ma anche i momenti di fragilità del primo paladino, dalla nascita alla morte, ma ciascun episodio è concluso in sé, con un inizio e una fine, e può essere seguito e apprezzato indipendentemente dagli episodi precedenti e successivi. Tutto con la musica dal vivo, scritta da Giacomo Cuticchio e interpretata dal Giacomo Cuticchio Ensemble: violini Marco Badami e Filippo Di Maggio, sax Nicola Mogavero e Gehanghir Baghchighi, trombone: Fabio Piro.

La rassegna riprende anche il lavoro di Mimmo Cuticchio sulle “Mille e una notte” e prevede una nuova produzione, una “serata speciale” come quelle che a partire dall’ultimo ventennio dell’Ottocento, gli opranti-pupari più impegnati cominciarono a inserire nei loro programmi, proponendo al pubblico storie diverse dal tradizionale ciclo carolingio e avvicinandosi di più al repertorio dei cantastorie che a quello dei contastorie. I temi spaziavano dalla religione all’amore, dalle storie popolari all’avventura.

È così per “Alì Babà e i 40 ladroni” che debutta sabato 28 dicembre alle 18,30 al Teatro dei Pupi di via Bara all’Olivella (con repliche il 29 e il 30 dicembre alla stessa ora). Uno spettacolo che sconfina dal classico della tradizione per condividere il gioco, la cultura, gli spazi, le regole, senza più barriere ed emarginazioni dovute a differenze culturali, etniche, religiose, di lingua, di colore e di genere. Il racconto sviluppa alcuni temi e motivi ricorrenti nelle fiabe partendo dalla storia di un povero boscaiolo diventato ricco grazie alla scoperta di un segreto. Le magiche atmosfere delle “Mille e una notte” diventano il pretesto per sollecitare una riflessione contemporanea sul testo e sulla città di Palermo con la partecipazione straordinaria di Virticchio e Nofrio, i due pupi di farsa saldamente legati alla cultura popolare dei quartieri.

“Nel 2007 – dice Mimmo Cuticchio – portai in scena la favola di “Aladino di tutti i colori”, un bambino di Baghdad, ma anche di Gaza, di Palermo, di Tunisi o di Dakar. A distanza di dodici anni poco è mutato in meglio. La tanto invocata integrazione stenta a decollare, il mondo è ancora pieno di frontiere, la discriminazione non è stata superata. Allora io voglio dare ancora il mio piccolo contributo mettendo in scena un’altra favola, quella di “Alì Babà e i 40 ladroni”, con la quale vorrei contribuire a svelare gli usi e i costumi del popolo orientale, riflettendo sulla disparità tra chi è ricco e chi è povero, tra chi soffre per procurarsi il pane e chi invece non deve compiere nessuno sforzo, nel tentativo di mettere in evidenza i veri valori in cui credere e di dimostrare che le cose cambiano, che i sogni fanno parte della vita e che chi nasce povero o proviene da paesi sfortunati, può e deve sperare in un mondo migliore.

Giovedì 19 e giovedì 26 dicembre alle 18,30 appuntamento con il cunto di Mimmo Cuticchio nel Laboratorio di via Bara all’Olivella: “Aladino e la sua lampada magica” è costruito da Mimmo Cuticchio come accadimento straordinario e proposto a un pubblico di ragazzi e adulti. Il racconto parte dalla struttura narrativa della storia, sulla quale il contastorie esercita l’improvvisazione. La materia narrativa costituisce lo sfondo necessario sul quale costruire intrecci, fatti, antefatti e personaggi. Si tratta di un sapere tradizionale, tenuto a memoria e trasmesso secondo le caratteristiche proprie dell’oralità.

 


Biglietti agli spettacoli e al cunto: 5 euro bambini, 10 euro adulti. Ingresso gratuito alla mostra e alle videoproiezioni

Per prenotazioni: 091 323400 / pupi@figlidartecuticchio.com / www.figlidartecuticchio.com

 

PROGRAMMA GENERALE (PDF)

SPETTACOLI TRADIZIONALI
Teatro dei Pupi – Via Bara all’Olivella, 95
sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre ore 18,30
Avventure di Orlandino
sabato 7 e domenica 8 ore 18,30
Prime imprese di Orlando
sabato 14 e domenica15 ore 18,30
La pazzia di Orlando
sabato 21 e domenica 22 ore 18,30
La morte di Orlando

SERATE SPECIALI
Teatro dei Pupi – Via Bara all’Olivella, 95
sabato 28, domenica 29, lunedì 30 dicembre ore 18,30
Alì Babà e i 40 ladroni

CUNTO
Laboratorio teatrale – Via Bara all’Olivella, 48
giovedì 19 e giovedì 26 dicembre ore 18,30
Aladino e la sua lampada magica
Cunto di e con Mimmo Cuticchio

VIDEOPROIEZIONI
Laboratorio teatrale – Via Bara all’Olivella, 48
giovedì 5 ore 18,00
L’infanzia d’Orlando
giovedì 12 ore 18,00
L’urlo del mostro

MOSTRA
Laboratorio Teatrale – Via Bara all’Olivella, 48
dal 7 al 30 dicembre ore 10,00-13,00
Paladini e saraceni insieme per un Natale di pace

Compagnia Figli d’Arte Cuticchio
opranti: Mimmo, Nino e Giacomo Cuticchio
manianti e combattenti: Giuseppe Airò e Tania Giordano
musiche di scena

Giacomo Cuticchio Ensemble:
violini: Marco Badami e Filippo Di Maggio
sax: Nicola Mogavero e Gehanghir Baghchighi
trombone: Fabio Piro

cunto: Mimmo Cuticchio

allestimento mostra: Figli d’Arte Cuticchio

segreteria: Mimma Giordano e Gabriella Malerba ufficio stampa: Claudia Brunetto

grafica: Mela Dell’Erba

organizzazione: Elisa Puleo

 

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