Palermo, dopo 10 anni approvato il Piano regolatore portuale. Sbloccherà progetti e lavori :ilSicilia.it
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Ridisegna il waterfront urbano

Palermo, dopo 10 anni approvato il Piano regolatore portuale. Sbloccherà progetti e lavori

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20 Luglio 2018

Dopo un lungo iter durato 10 anni, è stato finalmente approvato il PRP (Piano Regolatore Portuale) di Palermo.

Non nasconde il suo entusiasmo il prof. Maurizio Carta, docente di Architettura e Urbanistica all’Università di Palermo, presidente della Scuola Politecnica, che ha contribuito alla sua stesura: «Era il luglio del 2008 quando consegnammo il Piano Regolatore Portuale di Palermo. E oggi – scrive su Facebook – dopo 10 anni in un altro torrido luglio, davanti ad un mare seducente, Pasqualino Monti, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mare di Sicilia Occidentale, annuncia la sua approvazione, ottenuta grazie ai suoi modi e alla sua tenacia. È per me un’emozione indicibile, una felicità immensa, un orgoglio smisurato per un progetto a cui sono stato sempre legato anche perché è stato un lavoro corale, intenso, che ha creato e consolidato amicizie, che ha generato ricerche e libri, altri progetti e concorsi, e che da oggi inizierà a produrre effetti concreti sulla vita della città».

SILOSQuali saranno questi effetti concreti? Abbiamo già visto il superamento del contenzioso col Comune e il dissequestro della stazione marittima, poi la demolizione dei vecchi silos, l’attivazione di finanziamenti per oltre 120 milioni, ma anche la messa a punto dei nuovi piani regolatori di Trapani e Porto Empedocle, vecchi di oltre 50 anni. E ancora: definizione del concorso internazionale di idee per la realizzazione dei due terminal sul molo Piave e sul molo Sammuzzo vinto (in attesa delle procedure definitive) dallo studio Valle 3.0 di Roma; coinvolgimento di due società europee (tedesche e finlandese) per la realizzazione del progetto di Smart Port.

“Non parole, ma fatti. Non solo progetti, ma immediata esecuzione delle opere”. Queste le parole d’ordine con quale l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia occidentale, guidata da Pasqualino Monti, ha lanciato una vera e propria sfida di totale riqualificazione dei quattro porti che ricadono sotto la sua competenza, Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle. E lo ha fatto non con documenti programmatori ma con le ruspe che in 9 mesi  tanti ne sono trascorsi dall’insediamento del nuovo presidente – hanno radicalmente trasformato il panorama portuale, procedendo alla demolizione di tutti gli insediamenti inutili, ma anche delle infrastrutture, come i vecchi silos granari, non coerenti con l’obiettivo di fare di Palermo (ma anche di Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle) uno dei principali hub passeggeri del Mediterraneo.

“Operazione questa che non solo ha attirato oggi a Palermo i decision makers delle principali compagnie crocieristiche e dei maggiori armatori di ferries, ma che sta portando a galla per la prima volta una potenzialità unica, quella di concentrare nello stesso porto crociere, ferries passeggeri e grande nautica”. Monti ha quindi lanciato un vero e proprio appello alle grandi compagnie crocieristiche, assumendo impegni infrastrutturali a termine al quale i rappresentanti dei grandi gruppi crocieristici, Carnival (Costa), Msc e Royal Caribbean Cruise line hanno risposto positivamente.

Maurizio Carta
Maurizio Carta

Tra gli obiettivi del PRP anche la valorizzazione di tutta la costa palermitana: «Il PRP – si legge nella relazione del prof. Cartaagisce in sinergia con la pianificazione strategica della città al fine di attivare nuovi progetti urbani per alcune aree limitrofe di grande interesse e soggette alla pianificazione comunale: il Centro Storico come grande sistema complesso in fase di rigenerazione, la foce dell’Oreto e l’ex Deposito Locomotive di Sant’Erasmo, l’ex Gasometro, il Borgo Vecchio, il Carcere dell’Ucciardone e l’area Sampolo-Mercato Ortofrutticolo, la ex Manifattura Tabacchi e la borgata dell’Acquasanta, l’Ospizio Marino e la Tonnara Florio, la ex Chimica Arenella e la borgata.

Tutte queste aree sono individuate dal Piano come preziose “Aree di trasformazione” per il complessivo progetto di rigenerazione del waterfront e, quindi, dell’intera città, come definito nell’ambito dell’attività congiunta tra l’Autorità Portuale e il Comune di Palermo per l’attuazione del Programma Innovativo in Ambito Urbano “Porti&Stazioni”. Su tali aree, nell’ambito dell’intesa con il Comune di Palermo per l’adozione del PRP, saranno individuati indirizzi generali e strategie di intervento in modo che possa essere massimizzata l’interazione città-porto».

«Approvato dopo 10 anni il Piano Regolatore Portuale di Palermo! Sono orgoglioso – aggiunge Carta – da cittadino di una città che torna al suo mare prima che da progettista della nuova città liquida. Grazie alla visione, tenacia e competenza di Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale. Un pensiero grato ad Antonio Bevilacqua che nel 2008 a quel piano ha creduto promuovendolo e portandolo a compimento. Grazie a tutti coloro che con me hanno lavorato perché oggi questo progetto sia la base per il futuro di una parte importante della città, dell’intera città. Da oggi Palermo è di nuovo una città liquida!»

 

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