Palermo fa acqua da tutte le parti, Orlando cambi tutto o si dimetta :ilSicilia.it
Palermo

La riflessione di Elio Sanfilippo

Palermo fa acqua da tutte le parti, Orlando cambi tutto o si dimetta

di
18 Luglio 2020

La bomba d’acqua che ha colpito Palermo nella giornata dedicata a Santa Rosalia ha provocato ingenti danni e, per fortuna, si è accertato che non vi sono state vittime. La paura, però, è stata tanta e dalle immagini televisive si leggeva perfino il terrore nei volti delle persone rimaste coinvolte nella bufera. Un evento terribile, mai visto in questa dimensione e con questa violenza.

Se da un lato appare ingeneroso attribuire al Sindaco Orlando la responsabilità per le conseguenze provocate dal nubifragio, tuttavia appare evidente che qualcosa non ha funzionato negli enti preposti alla tutela della sicurezza dei cittadini.

A cominciare del Comune poiché si sa da anni che basta un semplice acquazzone che dura un po’ di più perché intere borgate e quartieri come Mondello, Pagliarelli, Santa Maria di Gesù, Guadagna, per citarne solo alcuni, diventino dei laghi.

La protezione civile ha segnalato in tempo il grado di pericolosità che si annunciava?

L’Amap ha svolto il suo compito di manutenzione ordinaria e straordinaria della rete idrica e fognaria?

La magistratura ha aperto un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità per cui attendiamo le conclusioni del lavoro dei magistrati.

Sono, però, evidenti le ripercussioni sul piano politico, e soprattutto sociale, che l’avvenimento ha provocato.

Le opposizioni, infatti, com’era prevedibile hanno colto la palla al balzo per sferrare con lo stile e le forme a loro più congeniali, un nuovo durissimo attacco al Sindaco e all’amministrazione comunale.

Non mancherà certo a Orlando la capacità di fronteggiare questi attacchi, anche se questa volta farebbe bene a cogliere gli elementi positivi, se ve sono, che anche da queste critiche possano venir fuori.

Quello che, invece, colpisce in questa drammatica vicenda è la reazione, la rabbia, la collera della gente anche da parte di coloro che avevano riposto grande fiducia nel sindaco, mostrandola non solo con il voto, e che oggi si sentono delusi e traditi.

I danni e i disagi provocati dalla bufera, oltre alla paura e al senso d’impotenza, sono stati la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.

La città si sente abbandonata!

I cittadini sono sommersi dall’immondizia, intere zone trasformate in discariche, lavori stradali che non finiscono mai, servizi pubblici che non funzionano, fino allo scandalo dei cimiteri dove non si capisce perché non si sono avviate le procedure per la costruzione del nuovo cimitero previsto dal piano regolatore.

Che succede poi nelle aziende collegate che mostrano una totale inefficienza, a cominciare dalla Rap, per non parlare del Corpo dei vigili urbani dove l’ex comandante, uno dei funzionari più legati a Orlando, rifiutò il rinnovo dell’incarico perché non gli furono concessi poteri speciali, a suo avviso l’unico modo per governare il Corpo.

Orlando non può ignorare tutto questo e il malessere che si va diffondendo sempre più in città.

Alla luce di tutto questo è necessario, come si diceva una volta, uno scatto d’orgoglio e misure radicali se si vuole fronteggiare l’emergenza che si è determinata.

Cambiare la squadra che finora ha collaborato con il sindaco, cambiare i vertici delle aziende che non si sono mostrati all’altezza del compito, come dimostrano le continue diserzioni, sarebbero i primi segnali da mandare alla città.

Azzerare la giunta, quindi, e chiamare alla guida dell’amministrazione figure nuove, autorevoli e competenti, al di là delle appartenenze, come un tempo amava ripetere il sindaco.

Se tutto questo non si dovesse realizzare l’alternativa sarebbe una lenta agonia di questa esperienza politica e amministrativa. A questo punto sarebbe meglio chiuderla qui e rassegnare le dimissioni che rappresenterebbero per Orlando non una resa ma un atto d’amore per la città e che la città capirebbe.

© Riproduzione Riservata
Tag:
Come se fosse Antani
di Giovanna Di Marco

La ddraunàra: i racconti di Silvana Grasso

È disponibile dal 16 luglio La ddraunàra, la raccolta di racconti di Silvana Grasso, a cura di Gandolfo Cascio ed edita da Marsilio che ripubblica così due opere, Nebbie di ddraunàra (Le Tartarughe 1993) e Pazza è la luna (Einaudi 2007).
Epruno - Il meglio della vita
di Renzo Botindari

Zio Mariano era Stabile

Lui era di poche parole e ogni sua frase era una sentenza. Le persiane della sua finestra a balcone sono chiuse e sotto c’è soltanto un via vai di gente che si affanna per farsi notare.

I giannizzeri

A partire soprattutto dal 1850, il controllo del territorio in Sicilia diviene sempre più arduo per la gendarmeria borbonica. Gruppi armati dediti al malaffare, bande e banditi, nonostante l’inasprimento delle pene – il ricorso all’esecuzione diretta era prassi ordinaria - percorrevano senza molti contrasti le campagne siciliane e rendevano difficile garantire la sicurezza.
. Rosso & Nero .
di Elio Sanfilippo

Palermo fa acqua da tutte le parti, Orlando cambi tutto o si dimetta

I cittadini sono sommersi dall'immondizia, intere zone trasformate in discariche, lavori stradali che non finiscono mai, servizi pubblici che non funzionano, fino allo scandalo dei cimiteri dove non si capisce perché non si sono avviate le procedure per la costruzione del nuovo cimitero previsto dal piano regolatore.
Segreti e non misteri
di Alberto Di Pisa

Mafia e antimafia

Dovendo parlare di mafia ed antimafia non si può non andare con la mente al 10 gennaio 1987 allorquando Leonardo Sciascia rilasciò una intervista al Corriere della Sera parlando di professionisti dell’antimafia
Wanted
di Ludovico Gippetto

L’archeologia del “Do not cross” come tutela

Rubare nei siti archeologici è gravissimo. Un argomento molto caro all’archeologo Sebastiano Tusa, fermo sostenitore del principio del "Do not cross". Dove gli oggetti antichi vanno guardati ma non decontestualizzati rispetto all’ambiente di provenienza.
CapitaleMessina
di Gianfranco Salmeri

Dopo la pandemia non sarà mai come prima

Dopo una crisi così devastante come quella che stiamo superando, le cose non potranno tornare mai come prima, e non è neanche bene che ciò avvenga. Una riflessione sulla fase 2 dell'emergenza coronavirus di Gianfranco Salmeri.