Palermo, Ferrandelli: "Comune paralizzato, si dimettano i vertici della Sispi" :ilSicilia.it
Palermo

"LE ISTITUZIONI NON SI CHIUDONO"

Palermo, Ferrandelli: “Comune paralizzato, si dimettano i vertici della Sispi”

di
22 Marzo 2020

“Abbiamo atteso, cercato di fare fronte comune e di far prevalere il senso di responsabilità e comunità allo scontro politico. Ma non serve a nulla e qui va tutto a scatafascio. L’amministrazione è lenta e dal mio punto di vista non all’altezza, le istruzioni cittadine non si chiudono e la Sispi (società partecipata del Comune per i servizi informatici) sta dimostrando di essere un carrozzone inefficiente“.

Questo il duro affondo del leader di +Europa in Consiglio Comunale a PalermoFabrizio Ferrandelli.

“Abbiamo necessità di interloquire con le istituzioni, di audire il Sindaco sui provvedimenti messi in campo e di intervenire con le nostre misure e proposte. Abbiamo bisogno di coordinare e controllare le attività della macchina amministrativa e delle sue controllate che sono allo sbando. Dalla gestione dell’azienda dei rifiuti (RAP), al cronoprogramma delle santificazioni in uffici e nei quartieri, alla gestione dei servizi di protezione civile a quelli di controllo e pattugliamento di strade ed esercizi commerciali.

Comuni più piccoli e anche delle nostre dimensioni si stanno mostrando capaci di gestire anche telematicamente l’emergenza.
Noi pure mettendo migliaia di euro ogni anno e da anni in Sispi siamo ancora fermi. Siamo pronti anche a richiedere l’autoconvocazione da sottoporre a chi non vuole abbandonare la nave. Le istituzioni devono funzionare è questa città, alla deriva in molti ambiti, deve poter essere controllata da chi come noi, all’opposizione, ha funzione di pianificazione, proposta e controllo.

Rileviamo, inoltre, che l’Amministrazione non ha colto la nostra disponibilità e volontà ad affiancarla nel coordinamento dell’emergenza così da far fronte comune e raccogliere tutte le sensibilità politiche intorno al governo di questo delicato momento. Più di così noi non potevamo fare! Adesso basta, è tempo di agire!”, conclude Ferrandelli.

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