Palermo. In Consiglio comunale messe in discussione le decisioni per Amap e Rap: "Pensare al bene della città" :ilSicilia.it
Palermo

E' stato richiesto confronto urgente con il Sindaco

Palermo. In Consiglio comunale messe in discussione le decisioni per Amap e Rap: “Pensare al bene della città”

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23 Marzo 2018

Oggi durante la seduta del Consiglio comunale di Palermo si è discusso della revisione degli statuti della aziende partecipate, tra le varie criticità sono state messe in risalto quelle della Rap e dell’Amap.

In modo particolare è stato messo in evidenza, dei consiglieri comunali Sabrina FigucciaClaudio Volante, il disagio che potrebbe derivare dal provvedimento con il quale l’azienda di piazzetta Cairoli, ha disposto il trasferimento di 17 addetti al servizio di manutenzione delle strade a quello della raccolta differenziata dei rifiuti, motivo per il quale i due consiglieri con un’interrogazione e una lettera di diffida e di messa in mora della Rap, hanno chiesto al sindaco Orlando e all’assessore Marino di “ritirarlo immediatamente”.

Sono gli stessi cittadini a segnalare attraverso i comitati e le associazioni che operano sul territorio ad avere sottolineato più volte come già le strade della città di Palermo siano sventrate sia per i lavori di messa in posa della fibra e sia per la mancata manutenzione periodica di cui necessita, in generale, il manto stradale.

Una decisione che, se messa in pratica – affermano Figuccia e Volanterischia di provocare la pressocché paralisi della manutenzione delle squadre, considerato l’altissimo tasso di professionalità di questi operai, alcuni dei quali i soli a saper manovrare le macchine per la riparazione delle nostre strade, che già si trovano in pessime condizioni e che, senza alcuna manutenzione, si trasformerebbero in voragini, così come successo recentemente a Roma.

Come se non bastasse, il trasferimento di 17 addetti potrebbe provocare anche un notevole danno erariale perché, inevitabilmente, si impennerebbero le richieste di risarcimento danni subiti da pedoni ed automobilisti. Chi pagherà questi milioni di euro a cui sarà sicuramente condannato a pagare il Comune?”.

Invece, per quanto riguarda l’Amap, durante la discussione sulla revisione degli statuti, il presidente della società ha dichiarato ufficialmente di voler perseguire l’attività di imbottigliamento e di commercializzazione dell’acqua pubblica “È un fatto gestionale gravissimo – afferma Fabrizio Ferrandelli capo dell’opposizione in consiglio comunale –  e si rende urgente un confronto con il Sindaco ed il consiglio comunale“.

Per quanto previsto dal controllo analogo, nessuna società può avere autonomia gestionale e decisionale. Vogliamo dunque sapere se questa è la volontà politica del Sindaco e della sua maggioranza. Quello stesso Sindaco – incalza Ferrandelliche mesi fa gridava alla palude e a generici tentativi di speculazione economica sulle aziende pubbliche del comune da parte di altre coalizioni politiche.

Milioni di italiani, con un referendum alla cui raccolta firme io e Mattaliano abbiamo partecipato, hanno difeso l’acqua pubblica e non consentiremo di certo che nell’area metropolitana di Palermo si deroghi alla democrazia“.

Il punto di partenza è la nuova carta d’identità delle aziende partecipate di cui parliamo oggi – ha detto Barbara Evola, consigliera di Sinistra Comune,  intervenuta  in aula – Le aziende forniscono servizi pubblici e non possono perseguire la logica del profitto. Non è possibile, per noi, che Amap proceda all’imbottigliamento di acqua minerale: l’acqua deve essere pubblica e la sua commercializzazione non rientra fra gli obiettivi previsti dallo statuto. Si tratta di una azienda che eroga acqua potabile dai rubinetti – continua la consigliera Evola. E‘ una questione politica. Inoltre, una recente direttiva europea fa riferimento espresso all’introduzione di misure per limitare l’uso di bottiglie nella distribuzione dell’acqua.

Nella logica dei beni comuni e del servizio pubblico, infine, la prevista attuazione del controllo analogo ha un ruolo chiave: non è una ingerenza della Amministrazione ma un atto dovuto a  garanzia delle cittadine e dei cittadini”.

 

 

 

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