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Lo stato dell'arte a Sala delle Lapidi

Palermo, la mozione contro Orlando e le responsabilità del Consiglio: vi raccontiamo la sfiducia

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14 Giugno 2021

Chi sta con Leoluca Orlando e chi è contro l’amministrazione del Professore: adesso occorrerà metterci davvero la faccia. Sì, perché il ‘minni staiu futtienno‘ del primo cittadino non sarà stato proprio un esempio di umorismo anglosassone, ma di certo il sindaco di Palermo ha detto chiaro e tondo come la pensa: lui non si dimette, concluderà il mandato nonostante le 900 e passa bare accatastate, nonostante i tempi biblici per il rinnovo di una carta d’identità, nonostante la spazzatura che regna sovrana per le strade della città. Se vogliono sfiduciarlo, insomma, devono farlo i consiglieri comunali.

Facciamo quattro conti: per presentare la sfiducia servono 16 firme (e quattro consiglieri hanno già detto sì: Marianna Caronia, che ha appena lasciato Forza Italia, Igor Gelarda della Lega, Francesco Scarpinato e Mimmo Russo di Fratelli d’Italia). Per approvarla occorrono 24 voti in consiglio comunale: a ben guardare, oggi, se si fa fede a quelle che sono le dichiarazioni roboanti contro Orlando pronunciate dai consiglieri negli ultimi mesi, i numeri ci sarebbero.

Sono, infatti, tra i 27 e i 28 gli inquilini di Sala delle Lapidi che potrebbero dare l’ok alla sfiducia: la maggioranza. Precisamente da quando alle opposizioni ‘storiche’ si sono aggiunti i dietrofrontisti di Italia Viva e Italia Viva-Sicilia Futura, folgorati sulla via di Damasco riguardo alla gestione amministrativa della città, fino a qualche tempo fa pienamente appoggiata dai renziani, tanto da avere ben due assessori in giunta.

Ma saranno davvero tutti pronti a votare la sfiducia o a sottoscriverla? Domanda più che legittima visti i primi distinguo, con il gruppo del Movimento 5 Stelle, per esempio, che si è lasciato andare a dichiarazioni ‘possibiliste’ circa il prosieguo del lavoro in Consiglio comunale per lavorare all’approvazione di alcuni atti come il bilancio consolidato, il Piano triennale delle opere pubbliche, il Pef Tari e via discorrendo.

Indicativo, poi, è il fatto che fino ad ora la mozione di sfiducia sia stata firmata da soli quattro consiglieri, ma ci sarà tempo per sottoscrivere il documento.

E noi saremo qui a raccontarvi la ‘mozione sfiducia minuto per minuto‘, vi racconteremo di chi firmerà la mozione, chi la contrasterà, chi la voterà e chi no e per quali motivi.

Dicevamo dei distinguo. Alcuni consiglieri che si sono visti affibbiare il poco edificante appellativo di ‘poltronista‘ perché, da oppositori di Orlando, si sono mostrati scettici verso la presentazione della seconda mozione di sfiducia, e hanno subito il passepartout del ‘bene della città’, altri lo spauracchio del commissariamento che uccide la politica e chi più ne ha più ne metta.

Ci permettiamo di richiamare alla coerenza queste persone che giudicano fallimentare la politica del primo cittadino: perché l’alternativa alla sfiducia è un altro anno di amministrazione Orlando. E non siamo certo noi a inondare di comunicati stampa le caselle di posta delle redazioni e gli account whatsapp di redattori e cronisti a ogni ora del giorno e della notte con comunicati che ripetono allo sfinimento quanto siano disastrosi i risultati dell’amministrazione comunale.

Insomma, o questi signori sfiduceranno Orlando o dovranno rendere conto del fatto che nonostante gli strali contro il Professore, preferiscono un altro anno con il sindaco a capo della città. Tertium non datur.

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