Palermo, l'odissea di un legale raccontata sui social: "Bloccato e ammanettato al pronto soccorso" | ilSicilia.it :ilSicilia.it
Palermo

Il racconto dell'avvocato Lima su Facebook

Palermo, l’odissea di un legale raccontata sui social: “Bloccato e ammanettato al pronto soccorso”

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9 Gennaio 2019

Sono le venti del 5 gennaio al pronto soccorso dell’ospedale Villa Sofia, a Palermo, quando per l’avvocato Giovanni Lima, stando al suo racconto, sarebbe iniziata un’esperienza da dimenticare. Una vicenda che il legale palermitano ha riportato sul proprio profilo Facebook e in poche ore ha ricevuto tantissimi commenti di persone indignate per quanto esposto dal professionista: “Sono stato strattonato da una guardia giurata e poi bloccato dalla polizia”.

Il motivo? Pare che Lima avesse ripreso un litigio causato dalle lunghe attese al pronto soccorso dell’ospedale palermitano che, secondo l’avvocato palermitano, non sarebbe stato visto di buon occhio.

Contattato dal nostro giornale, Lima mostra un atteggiamento compassato quando spiega che aveva accompagnato la moglie al pronto soccorso in preda a forti dolori alla nuca. Poi, basta leggere il suo post su Facebook per trovarci la concitazione del momento ancora viva nel ricordo: “Volevo documentare una lite sorta tra pazienti in attesa e il personale del pronto soccorso – scrive – ma sono stato affrontato dal metronotte che si è fatto avanti con fare minaccioso”.

Prima le parole grosse, poi i fatti: “Lei non è autorizzato a riprendere queste cose mi dia il suo telefono”, scrive Lima sempre su Facebook, riportando le frasi che gli sarebbero state rivolte e sostenendo di essere stato accompagnato all’uscita senza possibilità di rientrare. Nel frattempo, la guardia giurata, sempre secondo la testimonianza dell’avvocato, avrebbe contattato una volante della polizia e gli agenti giunti sul posto gli avrebbero intimato di ottenere il suo cellulare.

“Mi hanno fatto entrare in una stanza di due metri per due – scrive ancora su Facebook – e senza sentire nessuno dei testimoni presenti mi hanno intimato di consegnare loro il mio cellulare. Mi hanno bloccato in modo violento, ammanettato e condotto in commissariato dove mi è stato rifiutato anche un bicchiere d’acqua”. Assalito dalla preoccupazione per la moglie rimasta sola in ospedale, Lima, è stato poi raggiunto dal suo legale, ha firmato dei “verbali mal fatti e rilasciato” ma adesso è intenzionato sporgere un esposto per denunciare i fatti.

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