22 luglio 2018 - Ultimo aggiornamento alle 15.45
Palermo

L'episodio martedì scorso

Palermo, minacce di morte al presidente del Centro Padre Nostro

10 luglio 2018

Un parente acquisito del boss Lauricella, si è presentato al centro Padre Nostro di Brancaccio minacciando di uccidere il presidente Maurizio Artale, colpevole di voler realizzare una nuova piazza adiacente alla futura parrocchia che ospiterà il corpo del beato Giuseppe Puglisi.

Il fatto è accaduto lo scorso martedì quando si è presentato al Centro Padre Nostro di Brancaccio e si è rivolto al presidente Artale, minacciandolo di morte se solo avesse fatto toccare casa sua. Maurizio Artale non è nuovo a questi tristi episodi di logiche mafiose, già nel 2007 una telefonata anonima lo informavano che se avesse continuato ad andare al Centro Padre Nostro, gli avrebbero sparato in bocca.

Da allora il prefetto e le varie forze di polizia hanno intensificato la loro presenza nel quartiere di Brancaccio così da garantire il normale svolgimento di tutte quelle attività del Centro Padre Nostro, voluto proprio da don Pino Puglisi.

Ritornando ai giorni nostri, la casa in questione è un prolungamento di circa tre stanze, costruite abusivamente, in un terreno dato in comodato al Centro Padre Nostro. Per quel terreno, Maurizio Artale si era rivolto al Comune di Palermo, che tramite l’assessore Emilio Arcuri intendeva avviare un concorso internazionale di idee, per farlo diventare una piazza, e che sarebbe dovuto rientrare nel progetto denominato Brancaccio 2.0.

Maurizio Artale
Maurizio Artale

Lo start up con tecnici e voli di droni, per i rilievi e le aerofotogrammetrie, hanno subito suscitato le attenzioni dei residenti tra cui quelle del parente di Lauricella che abitando in via Brancaccio pensava di tutelare i suoi interessi.

Purtroppo la costruzione abusiva in questione, non è un caso isolato, a quanto pare molte altre abitazioni che si affacciano su quel terreno, si sono “allargate” per esigenze di spazio in una proprietà altrui. “Oggi per la prima volta – dichiara Maurizio Artalesono stato fermato da un residente che stringendomi la mano si è complimentato per la mia denuncia. Ma voglio ricordare che ancora dopo 25 anni dall’assassinio di Padre Puglisi non è possibile che Brancaccio venga alla ribalta con la maschera di questi malviventi che malgrado siano una minoranza nel quartiere, riescono ancora ad alimentare quelle vecchie scelte mafiose. Padre Puglisi- continua Artale– non si è mai tirato indietro fino all’estremo sacrificio per cambiare questo quartiere ed io voglio ricordare una sua frase che dovrebbe accompagnare ogni mattina le nostre coscienze: ‘se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto’ ”.

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