10 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento alle 21.18

Revocata a Giammarva la sospensione dalla professione di commercialista con effetto immediato

Palermo, il no al fallimento, atto legittimo !

7 Febbraio 2019

Il Tribunale del Riesame di Caltanissetta ha deciso e stabilisce che l’atto per cui il magistrato avrebbe ricevuto favori e regali, ovvero la sentenza che respingeva l’istanza di fallimento della società calcistica, è da considerare legittimo.
Derubricate in corruzione per esercizio della funzione le accuse a carico di Giuseppe Sidoti, giudice della sezione fallimentare di Palermo, e di Giovanni Giammarva, ex presidente del Palermo Calcio.
Nell’ambito dell’inchiesta sulla sentenza che l’accusa aveva sostenuto fosse stata pilotata per scongiurare il fallimento della società rosanero, il Tribunale del Riesame di Caltanissetta ha deciso di derubricare le accuse di reato di corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio che giuridicamente non è una mera questione linguistica ma sostanziale.

E sulla telefonata intercettata fra Sidoti e uno dei legali del Palermo Francesco Paolo Di Trapani per cui secondo l’accusa era evidente che il giudice aveva suggerito al legale cosa fare per evitare il fallimento per il Riesame “Sidoti non ha compiuto un atto contrario ai doveri di ufficio perché non è irrituale, anzi fa parte delle prerogative del giudice, fornire indicazioni per evitare il fallimento“.

Il Riesame smonta la ricostruzione dell’accusa secondo cui, il Tribunale aveva respinto l’istanza di fallimento perché Sidoti era stato corrotto con una serie di regalie: biglietti per le partite del Palermo, pass per parcheggiare la macchina e accedere alla sala Vip, incarichi per il fratello di una donna legata a Sidoti il riesame evidenzia che Sidoti poteva evitare di accettare i doni di Giammarva, perchè incidentalemente ha indotto “a ritenere che fossero collegati, causalmente o finalisticamente, all’esercizio della propria funzione“.
A Sidoti, quindi, accusato di aver respinto la richiesta di fallimento del club in cambio di favori e regali, è stata ridotta a sei mesi, anziché un anno, la misura interdittiva della sospensione dalla funzione di magistrato.
La stessa riduzione è stata applicata al divieto di esercitare funzioni direttive nelle persone giuridiche notificato a Giammarva. All’ex Presidente del Palermo Calcio è stata revocata la sospensione dalla professione di commercialista con effetto immediato.

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