19 Giugno 2019 - Ultimo aggiornamento alle 17.37
Palermo

Intervento pittorico guidato da Marco Mirabile con gli studenti dell'Accademia

Palermo. Nuovi colori per la chiesa di Santa Sofia dei Tavernieri

11 Gennaio 2019

 

L’Accademia di Belle Arti di Palermo ha realizzato un progetto decorativo con l’obiettivo di restituire la chiesa di Santa Sofia dei Tavernieri alla sua originaria identità.

All’artista Marco Mirabile è stato affidato un workshop con un gruppo di studenti dell’Accademia di Belle Arti della durata di tre settimane, per decorare 130 mq di tavolato ligneo collocato a continuazione delle rovine dell’edificio originario e il portone in ferro, posto all’ingresso della chiesa in corrispondenza dell’antico portale.

Ubicata nel cuore del centro storico della città di Palermo, tra la Vucciria e il Palazzo della Borsa, la chiesa di Santa Sofia, fondata dalla congregazione dei Tavernieri lombardi intorno al 1590, fu abbandonata per le precarie condizioni strutturali che richiesero lo smontaggio della volta di copertura in pietra e di porzioni della muratura perimetrale, avvenuta nel 1936.

Ai fini della conservazione degli elementi storico artistici in stucco rimasti all’interno della chiesa nel 2012, per intervento della Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali, con il finanziamento della Direzione Centrale per l’Amministrazione del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno – proprietaria della chiesa – è stata realizzata una nuova copertura provvisoria, che ha compreso il tavolato esterno.

Mediolanum Corporate University – istituto educativo di Banca Mediolanum – attraverso la sua piattaforma culturale CENTODIECI, nell’ambito del suo progetto esclusivo ideato per Palermo Capitale della Cultura 2018, in accordo con il Comune di Palermo ha chiesto all’Accademia di Belle Arti di Palermo di progettare e realizzare un intervento artistico in una zona di Palermo che necessitasse di attenzione o valorizzazione e ne ha sostenuto l’onere economico. La scelta della Chiesa di Santa Sofia dei Tavernieri è stata sostenuta dalla Sopraintendenza di Palermo e dal Comune di Palermo in vista della riqualifica del vicolo Vannucci adiacente alla chiesa.

L’intervento pittorico è stato ideato e realizzato dall’Artista Marco Mirabile e progettato insieme ai docenti dell’Accademia di Belle Arti Prof. Mario Zito e Prof.ssa Giulia Ingarao, in modo da tenere presente il disegno originario della facciata senza però sacrificare l’originalità del linguaggio decorativo proprio dell’arte urbana.

Il gruppo di lavoro degli studenti dei corsi di decorazione e di pittura dell’Accademia di Belle Arti, guidato da Marco Mirabile, ha contribuito a restituire visibilità ad un edificio che documenta la presenza di quella schiera di chiese, per lo più di piccole dimensioni, appartenenti alle confraternite la cui presenza a Palermo ebbe il suo massimo sviluppo a partire dalla seconda metà del Cinquecento.

L’intervento decorativo ha interessato solo le parti aggiunte in legno e in ferro – tavole in legno che compongono facciata e fiancata laterale destra e il portone in ferro – senza compromettere l’edificio nelle sue parti storiche. Sulla facciata è stato ricostruito l’aspetto originario riportandovi a tinte piatte alcuni dei rilievi (come volute, colonne, capitelli) reperiti dalla documentazione fotografica esistente.

Nel portale in ferro è stata dipinta Santa Sofia protettrice dei Taverneri, a cui la chiesa è dedicata. La più diffusa iconografia della Santa la vede ritratta insieme alle tre figlie Pistis, Elpis e Agape; Marco Mirabile, ispirandosi a tale iconografia, ha sviluppato il tema in modo originale ponendo al centro del grande portone in ferro una maestosa Sofia vestita d’azzurro accompagnata da tre bambine. La Santa immobile e pensosa è attraversata da raggi trasversali di luce che nei colori richiamano il volo degli uccelli dipinti nella fiancata della chiesa.

Nei tavolati laterali, su un fondo azzurro intenso, volano uccelli migratori di diverse specie, dimensioni e colori, creando un dinamismo festoso sulla parete: un’esplicita allusione alla possibilità di un futuro di coesistenza e prosperità tra culture diverse, tema centrale del programma di “Palermo Capitale della Cultura 2018”.

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