Palermo, parla l'assessore Carta: "Rigenerare e pianificare. Ecco l'agenda strategica per la città" :ilSicilia.it
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l'intervista

Palermo, parla l’assessore Carta: “Rigenerare e pianificare. Ecco l’agenda strategica per la città”

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18 Agosto 2022

Vivere e far vivere Palermo nella sua interezza e non soltanto attraverso il suo centro storico – il più grande d’Europa – ormai congestionato nei suoi assi principali. Parte da diverse esigenze, quelle dei residenti, dei commercianti, dei turisti e dei giovani della movida, l’idea di rigenerazione urbana inserita nell’agenda strategica della nuova amministrazione comunale, di cui ha parlato questa mattina l’Assessore alla Mobilità Maurizio Carta sui suoi profili social.

“Soluzioni strutturali e non solo di emergenza”, ci tiene a sottolineare l’Assessore Carta, raggiunto al telefono. “Soluzioni che stiamo iniziando a mettere in moto e di cui abbiamo parlato anche ieri in una riunione con il Sindaco, approfittando di giorni di vacanza per gli altri in cui, invece, è stato possibile mettersi al lavoro per iniziare a dare in qualche modo una risposta a più problemi: innanzitutto – dice –, cominciare a decongestionare il centro storico dalle troppe attività e funzioni che tra di loro cominciano ad andare in conflitto quotidiano”.

Residenti che vorrebbero più quiete, commercianti che vorrebbero allargare le proprie attività, turisti che chiedono maggiore accoglienza, pedoni, ciclisti e motociclisti che devono scansarsi tra di loro…  E la movida che, concentrata in pochi spazi e nelle ore notturne, crea non pochi disagi. Insomma, un vero caos…

C’è la necessità di tornare a mettere in equilibrio le diverse funzioni del centro storico.  

La soluzione potrebbe essere simile a quanto si faceva pre-pandemia a Roma con i locali di Trastevere che si trasferivano in estate sul lungofiume?

Il concetto è proprio questo: dare a questa città e alle funzioni estive e a quelle legate all’intrattenimento giovanile delle alternative. Lo scopo sarebbe duplice: da un lato, permetterebbe di redistribuire le funzioni del centro storico, che non sarebbero più ammassate negli assi monumentali di via Maqueda e via Vittorio Emanuele; allo stesso tempo, si potrebbe dare nuova vita ad altre aree, lontane dalle zone residenziali, che potrebbero accogliere manifestazioni ed eventi legati ad una maggiore concentrazione di gente.

Quindi, si tratta di pianificare la prossima stagione estiva?

Queste situazioni non sono necessariamente legate alla stagione estiva. Ovviamente in estate c’è una amplificazione del sistema. In estate tutto sembra molto più evidente ma il problema non è solo estivo. Pensiamo, ad esempio, ai disagi che si creano alla Vucciria e a piazza Magione anche in inverno. Quindi, nell’ambito di una pianificazione da portare avanti poi anche in consiglio comunale, abbiamo intanto individuato tre aree: l’area dell’ex stazione Sampolo – mercato Ortofrutticolo – Fiera, che potrebbe diventare il distretto congressuale, espositivo, produttivo, commerciale; l’area Brancaccio – Romagnolo – Bandita, possibile distretto di innovazione sociale, digitale, culturale, ricreativa; e la Kalsa, che potrebbe evolversi nel distretto creativo e manifatturiero, con il Foro Italico come nuova interfaccia mare-città. Tre macro-aree che possano accogliere residenti e turisti, che facciano da attrattore per la vita legata al divertimento e al tempo libero. Dunque, ad esempio, accanto al centro congressi della Fiera, progetto finanziato dalla Regione per 15 milioni di euro, ci stiamo chiedendo: che cosa potrebbe attrarre gente nei dintorni? Una possibile risposta è l’utilizzare gli spazi limitrofi per i concerti e i grandi eventi all’aperto. Ma anche: come aiutare la riqualificazione del mercato ortofrutticolo? Per esempio, consentendo che si possano svolgere anche attività che hanno a che fare con la somministrazione, non solo la vendita.

Come accade da anni nei mercati al chiuso delle grandi città italiane ed europee. Ci adegueremo anche noi?

Il ragionamento è trasformare le emergenze, come quella della congestione del centro storico, in modi diversi di abitare e vivere la città di Palermo. In quest’ottica si inserisce l’agenda strategica, documento che consente alle amministrazioni più innovative di individuare quali sono le cosiddette aree bersaglio su cui si possono concentrare diverse azioni, la cui realizzazione passa da due modalità: concentrare in queste aree i fondi extra-comunali che oggi sono la parte più cospicua delle risorse (Pnrr, ma non solo), evitare di disperderli, concentrandoli attraverso l’agenda strategica che serve a dare degli indirizzi generali al nuovo piano urbanistico generale che metteremo in campo e che poi il consiglio comunale dovrà approvare. Ma, mentre per il piano urbanistico ci vorrà molto tempo per la sua piena attuazione, quella dell’agenda strategica, può dare i primi risultati quasi nell’immediato. Stiamo discutendo con il Sindaco dell’opportunità di rimodulare la mole di risorse extra-comunali che il Comune ha intercettato. Ad esempio, 24 milioni di euro provenienti da fondi ex Gescal, invece che andare in alcuni progetti che rischiavano di non essere realizzati, la Regione ci ha autorizzati ad usarli per la rigenerazione urbana nelle circoscrizioni, quindi problemi più semplici e di immediato effetto.

Con quali assessori si interfaccerà di più?

Nell’agenda strategica sono coinvolti tutti gli assessorati, a cominciare da quello al patrimonio, all’ambiente  e ville e giardini (Assessore Mineo), ai lavori pubblici ed edilizia (Assessore Orlando) e alle politiche culturali (Assessore Cannella), con cui dovremo interagire in modo sicuramente più costante. Ma l’agenda attraversa tutte le competenze del Comune.

Perché sono state scelte queste tre aree? Se ne potranno individuare altre da inserire in agenda?

Sì. Abbiamo iniziato con queste tre aree bersaglio perché due – Fiera e Romagnolo –  rientrano nelle Zes quindi possiamo utilizzare tutte quelle agevolazioni fiscali e anche in termini di progettazione che le zes ci consentono quindi si comincia da lì per la velocità di realizzazione. La terza area, quella della Kalsa, è stata individuata perché è l’area intorno a cui gravitano alcune istituzioni importanti come l‘Università degli Studi, con Palazzo Steri, ma ci sono anche Palazzo Butera, piazza Magione e diverse associazioni molto vitali.

Quali sono i prossimi passi dell’agenda? E le tempistiche?

Il 26 agosto ci sarà una riunione di Giunta e inizieremo a discuterne in modo più specifico, per definire al meglio il tutto e poi portarlo all’attenzione del consiglio comunale per arrivare, infine, al coinvolgimento dei privati.

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