Palermo, pericolo in via Alloro: "Palazzo Bonagia segno dell'abbandono" | FOTOGALLERY :ilSicilia.it
Palermo

La denuncia di Pino Apprendi

Palermo, pericolo in via Alloro: “Palazzo Bonagia segno dell’abbandono” | FOTOGALLERY

26 Marzo 2018

“Da oltre tre anni, in piena fase di restauro, Palazzo Bonagia, in via Alloro a Palermo, è stato abbandonato, a causa del fallimento della ditta che stava eseguendo i lavori”. A denunciarlo con alcuni scatti fotografici (scorri la gallery in alto) è Pino Apprendi, di Liberi e Uguali.

Apprendi“Il Palazzo di proprietà dell’Arnas (Ospedale Civico e Benfratelli), fu commissionato dal Duca di Castel di Mirto nel 1750. Da quando il cantiere è stato chiuso è aumentato il degrado e ci sono seri pericoli per l’incolumità dei passanti, in quanto nella copertura precaria del Palazzo vi è depositato di tutto, legno, ferro ecc., che spinti dal vento possono danneggiare gli ignari cittadini. In attesa che la Regione riassegni l’appalto, occorre una azione di controllo e di bonifica e la rimozione della palizzata che dimezza la percorribilità della, già stretta, via Alloro”, conclude Apprendi.

Tag:
Blog
di Renzo Botindari

“Loro non Cambiano”

Quello che ancora oggi mi sconvolge guardando la pubblica amministrazione (la cosa pubblica in genere) è l’incapacità di fare pulizia e giustizia, eppure la cosa pubblica siamo noi.
Wanted
di Ludovico Gippetto

La Fontana di Ventimiglia… va a ruba!

A Ventimiglia di Sicilia, un piccolo comune della provincia di Palermo che conta 2.200 abitanti, in una notte del 1983 nessuno si è accorto di strani movimenti attorno ad una fontana...
LiberiNobili
di Laura Valenti

Arrabbiarsi non è un male

La rabbia fa bene quando dà la motivazione, la spinta vitale verso l’evoluzione, altrimenti diventa espressione di una tragica considerazione di se stessi sia da parte dell’individuo sia da parte dell’interlocutore.
Sanità in Sicilia
di Salvatore Corrao

Cos’è la Medicina interna e perché può essere una risorsa per il Sistema sanitario nazionale

Un grande maestro il professore Giacinto Viola scriveva sul suo trattato di Medicina Interna del 1933: “in Clinica tutto è improvvisazione, caso per caso, e gli ammalati così diversi sempre, anche quando hanno la stessa malattia, sono poi così mobili nei loro sintomi e fatti obiettivi, che spesso ciò che di essi si dice alla sera non è più vero al mattino”.