Palermo, quest'anno in onore di Santa Rosalia il "Festino che non c'è" | VIDEO :ilSicilia.it
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edizione insolita a causa del covid-19

Palermo, quest’anno in onore di Santa Rosalia il “Festino che non c’è” | VIDEO

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25 Giugno 2020

Guarda il video della conferenza stampa di presentazione

Il Festino di Santa Rosalia del 2020 sarà il “Festino che non c’è” ma un “Festino di comunità“.

È stato presentato, come da tradizione, al Palazzo arcivescovile il programma, abbozzato in conseguenza della pandemia e della necessità del rispetto delle norme di distanziamento, di quelli che saranno i festeggiamenti, religiosi e laici, in onore della patrona della città, nella sua 396esima edizione.

Salteranno, dunque, le tradizionali tappe lungo il Cassaro, la Cattedrale  e il Foro Italico, e anche il programma religioso subirà delle variazioni.

Il senso di attesa che si percepisce – ha dichiarato l’arcivescovo Corrado Lorefice  è l’attesa di una intera città, che vive, che ha attraversato anche questa ennesima peste. Non c’è Festino senza Palermo e senza Rosalia. Qui il Festino è sinonimo di incontro e di abbattimento delle distanze: il luogo dove celebrare il Festino è il cuore, il cuore che sconfina, e quest’anno ancora di più potremo avremo questa possibilità. Palermo va al ritmo del cuore di Rosalia: questo potrebbe essere il Festino con la più alta spiritualità della preghiera“.

Un linguaggio diverso quest’anno caratterizzerà l’omaggio alla Santuzza, un linguaggio formalmente diverso ma sostanzialmente uguale agli altri anni.

Saranno coinvolti tutte le istituzioni culturali della città: in primis il Centro Sperimentale di Cinematografia che realizzerà il film “Palermo sospesa: c’è il Festino che non c’è”, realizzato in città, composto da tre atti di 25 minuti ciascuno, e che verrà diffuso la sera del 14, alle ore 22, contemporaneamente su diverse emittenti televisive locali e nazionali.

Un racconto che intreccia itinerari e suggestioni di uomini e donne che abitano i luoghi di una Palermo sospesa. La sacralità dell’attesa, le lingue del mediterraneo, le voci e le strade di una città plurale rinata dalla peste, dove il quotidiano, il sacro e il mito sono intimamente connessi al culto della sua Santuzza”.
Così la regista Costanza Quatriglio ha descritto il progetto del film, la cui realizzazione è in corso in questi giorni e che si avvale di un’ampia rete di collaborazioni con partner istituzionali, tecnici e artistici.

Il film potrà essere trasmesso da tutte le emittenti televisive che ne faranno richiesta e che accetteranno le condizioni di utilizzo fissate dall’Assessorato alle CulturE che lo distribuirà gratuitamente. Un apposito avviso sarà pubblicato online questa sera sul sito del Comune www.comune.palermo.it

Le forze comuni alla realizzazione di questa insolita e inedita edizione coinvolgeranno anche: la Fondazione Sant’Elia, il Teatro Biondo, la FOSS, la Fondazione Teatro Massimo, l’Accademia di Belle Arti e il Conservatorio Scarlatti.

Alla realizzazione del film, che durerà circa 75 minuti, contribuiscono anche l’Istituto Luce e Rai Teche che hanno messo a disposizione il proprio materiale d’archivio, così come hanno fatto tanti fotografi e cineasti che hanno donato il proprio materiale.

Il partenariato è completato dal Museo Pitrè, dal Museo delle Marionette, il Teatro Ditirammu, il Liceo Coreutico “Regina Margherita”, il Centro Regionale per l’inventario, la catalogazione e la documentazione grafica, fotografica, aerofotogrammetrica e audiovisiva, l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, la Sartoria Pipi, l’ANCE.

Il programma religioso

Dal 10 al 15 luglio si svolgeranno, come da tradizione, tutti i passaggi principali delle manifestazioni religiose, con nuove accortezze e con l’esclusione della processione del 15 luglio; mentre in ricordo delle vittime del Coronavirus verrà acceso un cero.

La celebrazione della messa del 15 luglio, ad esempio, si svolgerà sul sagrato della Cattedrale e in diretta su Tv 2000, mentre le altre cerimonie verranno diffuse in streaming dai canali social.

L’immagine simbolo, infine, dell’edizione 396 del Festino è quella impressa sulla prima tela commissionata un mese dopo il ritrovamento delle spoglie nel 1624.

 

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