Palermo, sit in dei vigili urbani in Prefettura: "No all'annullamento dei contratti" :ilSicilia.it
Palermo

A rischio 170 agenti

Palermo, sit in dei vigili urbani in Prefettura per dire no all’annullamento dei contratti

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5 Giugno 2018

Il probabile annullamento dei contratti dei 170 vigili urbani del Comune di Palermo non è soltanto una questione occupazionale, ma anche di sicurezza visto che la dotazione organica attuale è in difetto di circa 1.000 unità. Perderne altre vorrebbe dire dare il colpo di grazia alla Polizia Municipale.

Anche per questo una folta rappresentanza degli agenti che rischiano il posto di lavoro si è riunita davanti la Prefettura. I manifestanti hanno voluto richiamare l’attenzione dell’istituzione che a Palermo rappresenta il governo nazionale e alla quale spetta il compito di garantire l’ordine pubblico. Una delegazione è stata ricevuta dal vice prefetto a cui è stata rappresentata la delicata situazione nella quale versano sia i 170 vigili urbani sia gli altri 530 dipendenti del Comune a tempo determinato assunti tra il 2009 e il 2010.

“Riteniamo che, in questo momento di incertezza che caratterizza l’attuale amministrazione comunale, la Prefettura sia l’unico organo che possa fare da garante alla risoluzione del problema”, affermano Marcello Terzo e Maria Guddo rispettivamente segretari di Cub e Alba. Per questo abbiamo chiesto l’istituzione di un tavolo prefettizio che affronti la questione al fine di individuare un percorso che possa assicurare i livelli occupazionali e i servizi ai cittadini, evitando disagi sociali per l’intera collettività”.

“Le iniziative di oggi – ha dichiarato Tiziana D’Alessandro, portavoce dei Precari della Polizia Municipale sono trasversali e segnano l’inizio di una più ampia stagione di lotta per dare garanzie a chi, nonostante tutto, è in prima linea per garantire legalità e sicurezza in città. Appena ieri due dei 170 agenti che oggi rischiano il loro posto, sono stati aggrediti a piazza rivoluzione nell’adempimento del loro dovere”.

“Come potremo giustificare il loro sacrificio di fronte a sentenze fondate solo su numeri, peraltro tutti da dimostrare, in merito a rilievi ministeriali che non possono non tenere conto della specificità di coloro che appartengono al comparto sicurezza?”, si chiede D’Alessandro. “Se non arriveranno risposte certe e immediate – conclude – ovviamente porremo la questione fino ai più alti livelli. Questa situazione non è tollerabile e non trova alcuna giustificazione”.

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