19 Agosto 2019 - Ultimo aggiornamento alle 12.30
Palermo

DURO ATTACCO DEL SINDACATO

Palermo, SNALS: “difendere l’Università, luogo dei nostri sacrifici”

17 Luglio 2019

In questo buio momento storico per l’Università, la nostra Organizzazione Sindacale non vuole dare ulteriore vita a inutili polemiche, o fare propaganda negativa tesa a dividere i componenti della Comunità Accademica e allontanare gli studenti attuali e potenziali. Oggi non si tratta di sterile campagna elettorale partitica, si tratta di difendere l’università, il luogo dei nostri sacrifici, il nostro posto di lavoro, il luogo dei nostri figli, dei nostri concittadini, della nostra comunità“. Così inizia una lunga lettera del Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori Scuola (SNALS), inviato e diretto al Rettore e al Direttore Generale dell’Università degli Studi Palermo.

La missiva, firmata dal coordinatore provinciale della SNALS, Giovanni Madonia Ferraro, si rivolge a tutti gli operatori del settore universitario: “Ai lavoratori del nostro Ateneo e dell’AOUP, studenti, docenti e personale TAB, CEL e Socio Sanitario, va infatti ancora una volta, ancora di più, il nostro ringraziamento più sentito per il lavoro quotidiano portato avanti nonostante l’attuale governance ne demotivi, di giorno in giorno, l’entusiasmo e la dedizione. Lascia invero amareggiati la prontezza con la quale Rettore e Direttore Generale hanno fornito risposta al comunicato del 08/07/2019 della scrivente O.S., relativo al crollo nella classifica del Censis, dal settimo posto dello scorso anno al tredicesimo posto di quest’anno. Il tasto toccato deve essere stato particolarmente dolente“.

Madonia lancia poi una frecciata alla veloce risposta dell’Ateneo in merito all’ultima classifica, stilata dal CENSIS, relativa alla qualità delle università italiane: “Avremmo apprezzato la stessa solerzia per le risposte che la comunità universitaria tutta attende invano e con molto più interesse. Studenti, famiglie, lavoratori, docenti, cittadini attendono che l’Università inverta, al più presto, la sua rotta verso il declino e guidi lo sviluppo di questo territorio, così come gli compete, per fermare l’attuale emigrazione intellettuale di massa, che avviene, sempre più spesso, dopo il diploma“.

Il coordinatore provinciale di SNALS rievoca anche il passato politico dell’attuale rettore dell’ateneo palermitano, Fabrizio Micari: “I toni “polemici”, che rasentano il politico, se non il partitico, li ravvisiamo piuttosto nella nota congiunta di Rettore e Direttore Generale. Il riferimento a presunte mancanze attuali in termini di concretezza della Regione Siciliana appare invero tratto da un comunicato stampa dell’opposizione partitica. Forse, tuttavia, si tratta soltanto dei postumi della passata candidatura del Rettore a Governatore della Regione Siciliana. Una candidatura che, questa sì, ha irrimediabilmente fatto perdere quella terzietà, o universalità, sancita dallo Statuto per la figura del Rettore. Ci permettiamo inoltre di suggerire che una nota istituzionale dei più alti vertici d’Ateneo avrebbe potuto evitare il ricorso al maiuscolo (“dovrebbero”; “concreti”), come suggerito dal mai abbastanza compianto Umberto Eco“.

Nella lettera viene poi toccato il tema della riorganizzazione dell’Università di Palermo: “La nostra contrarietà alla soppressione delle due Aree, in un’Istituzione che trova la sua ragione d’essere nella didattica e nella ricerca, e l’introduzione della nuova mega Area “Qualità, programmazione e supporto strategico” non è di carattere privato. Restiamo convinti che tale scelta si sta riflettendo, ad esempio, anche sul calo degli iscritti e degli immatricolati. Non tutti i possibili guasti di tale decisione saranno visibili nell’immediato, le conseguenze ricadranno infatti sul futuro della nostra comunità”.

Infine, la SNALS fa gli auguri ai nuovi consiglieri eletti: “Vogliamo cogliere infine tale occasione per augurare buon lavoro ai neo eletti Consiglieri di Amministrazione e Senatori del nostro Ateneo. Che le loro scelte siano dettate sempre dalle note parole attribuite ad Alcide De Gasperi: “Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione”.

 

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