Palermo, una nuova casa per accogliere le donne vittime di violenza | Video servizio :ilSicilia.it
Palermo

Con il sostegno di Unicredit e Coop Alleanza 3.0

Palermo, una nuova casa per accogliere le donne vittime di violenza | Video servizio

23 Settembre 2019

 

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E’ stata presentata oggi, lunedì 23 settembre, dall’associazione Millecolori onlus, nel Centro antiviolenza Lia Pipitone di Palermo, la creazione di una Casa di accoglienza ad indirizzo segreto per donne e minori vittime di violenza.

La struttura portante, ovvero il centro antiviolenza, sorge nel cuore del quartiere Monte Pellegrino e da anni è a disposizione delle vittime e al suo interno è dotata di professioniste specializzate in consulenza legale e psicologica. La nuova casa di accoglienza costituisce il completamento di un percorso a tutela e garanzia delle vittime di violenza e una risposta più tempestiva alle richieste di messa in sicurezza per le donne che si rivolgono al centro.

Sono intervenuti tra gli altri Adriana Argento, responsabile del Centro Antiviolenza Lia Pipitone; Federica Prestidonato, avvocato penalista responsabile dell’area legale e dei servizi di rete; Giovanna Marano, assessore comunale alla Scuola, Lavoro, Sanità e Parità di Genere; Vincenzo Agostino, padre dell’agente di polizia Nino Agostino ucciso con la moglie nel 1989 per mano mafiosa.

Presenti inoltre i rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri e dei partner privati che hanno sostenuto il progetto: Unicredit che, con il contributo “Carta Etica”, ha dotato il Centro Antiviolenza di un sistema di videosorveglianza per una maggiore sicurezza delle Donne e Coop Alleanza 3.0 che attraverso l’iniziativa “1 per tutti, 4 per te” ha donato alla Casa di Accoglienza gli elettrodomestici.

A conclusione dell’evento è stato consegnato il Premio “Lia Pipitone”, organizzato in collaborazione con l’Associazione ParteciPalermo e con Libera contro tutte le Mafie, alla professoressa Egle Greco, per il suo costante impegno alla lotta contro la violenza di Genere.

 

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Cultura
di Renzo Botindari

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Oggi questa città ha più teatri “aperti”, ma nessuno di questi è dotato di una agibilità definitiva per il pubblico spettacolo, nell’attesa di lavori che comportano serie risorse dedicate e destinate alla loro messa in sicurezza. La musica, gli spettacoli meritano e necessitano di spazi propri sia per apprezzarne in pieno la qualità, sia per garantire quella trascurata dalle nostre parti “qualità di vita”, diritto di tutti.