Pamela Villoresi a ilSicilia.it: "Voglio fare di Palermo la città del Teatro" | Video intervista :ilSicilia.it
Palermo

al via la stagione estiva del Teatro Biondo

Pamela Villoresi a ilSicilia.it: “Voglio fare di Palermo la città del Teatro” | Video intervista

18 Luglio 2019

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È in carica dal mese di aprile la direttrice del Teatro Biondo di Palermo, Pamela Villoresi, ed ha già messo in cantiere una serie di progetti che mirano al coinvolgimento della città tutta.

L’obiettivo, come sottolinea la Villoresi nella video intervista, è quello di raggiungere il maggior numero di spettatori uscendo dalla sede istituzionale del Biondo e accendendo i riflettori in luoghi “altri” dal teatro istituzionale, anche approntati ad hoc per le rappresentazioni.

Pamela Villoresi

In attesa dell’avvio della nuova stagione teatrale, “Traghetti” che partirà ad ottobre, mentre è al via la stagione estiva “Vocazioni“, da venerdì 19 alle 20.45 nel Chiostro di Sant’Antonino (corso Tukory angolo via Oreto) con lo spettacolo “In mio onore” di Elisa Parrinello, dedicato alla memoria di Paolo Borsellino, tanti saranno gli appuntamenti “extra stagionali“.

A cominciare da “Biondaccio“, ad esempio, iniziativa che sposterà il Biondo nel quartiere Brancaccio per “guarire con l’arte” il terreno confiscato alla mafia che, da ottobre, verrà destinato alla costruzione di un asilo nido; così come “Biondoantico“, un breve programma di tre appuntamenti mensili in altrettanti siti archeologi: il teatro antico di Tindari, il Castello a Mare di Palermo e, ultima tappa, Agrigento. E poi ancora, in incubazione, altri progetti da “Biond’anchio” ai “Biondini“.

Voglio portare il teatro a chi non lo conosce o a chi non può raggiungerlo per diversi motivi – conclude la direttrice – Credo sia il compito degli operatori del settore divulgare il più possibile le attività culturali, facendo rete con le altre istituzioni e in sinergia con il territorio locale“.

 

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Atteso quanto diceva il buon Bracardi quando asseriva che “l’uomo è una bestia”, nella sua bestialità questi sbaglia sempre allo stesso modo, pertanto, la memoria non deve essere soltanto rancorosa, ma deve servire per capire e andare avanti per non commettere gli stessi errori. Il perdono è un'altra cosa.