Papatheu interroga il Governo: "Stop alla megadiscarica a Catenanuova" :ilSicilia.it
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rischi per l'ambiente e per la salute

Papatheu interroga il Governo: “Stop alla megadiscarica a Catenanuova”

13 Novembre 2018

Diventa un caso nazionale e approda nelle sedi parlamentari la vicenda della megadiscarica prevista a Catenanuova, nell’ennese. Sulla vicenda, infatti, la senatrice siciliana di Forza Italia ha presentato oggi un’interrogazione parlamentare urgente al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Sergio Costa ed al Ministro della salute, Giulia Grillo.

L’intervento dell’esponente di riferimento nell’isola del gruppo parlamentare azzurro era stato sollecitato da Silvio Passalacqua e Pippo Cardaci (dirigente e commissario locale di Fi) a Catenanuova. L’impianto, grande quanto 500 campi di calcio, come dovrebbe trattare, se verrà realizzato, 1000 tonnellate al giorno di rifiuti e 300 metri di cubi di percolato tossico. Da quelle parti il rischio concreto è che le arance non si possano più mangiare, il grano andrebbe buttato e nemmeno i fichi d’India sarebbero più commerciabili.

Le preoccupazioni della comunità di Catenanuova sono evidenti e comprensibili – afferma la Papatheu – Il Governo deve dare risposte immediate per chiarire la situazione. Siamo in presenza di una bomba ecologica e di una seria minaccia per la salute pubblica, quindi bisogna assumersi la responsabilità ineludibile di tutelare i cittadini di quell’area dove si intende realizzare questa impressione struttura”. 

“Nelle contrade Cubba – Muglia, a ridosso di un’area di interesse archeologico – evidenzia nella sua interrogazione Papatheu – è in programma la realizzazione di maxi-impianto per il trattamento dei rifiuti, specialmente quelli indifferenziati, su un sito della dimensione di diversi ettari che la famiglia Proto vorrebbe realizzare in parte su terreni propri, in parte su terreni da acquistare dalla società Sud Agrotur s.r.l., per i quali la Oikos ha firmato a luglio un contratto preliminare di acquisto. Si tratta di una superficie pari a 300 ettari che, ad avviso della cittadinanza residente e degli amministratori locali appare essere assolutamente sproporzionata per eccesso di dimensioni rispetto alle effettive esigenze della comunità. L’impianto avrebbe una capacità talmente elevata da poter trattare sino a 1.000 tonnellate di rifiuti al giorno e 300 metri cubi di percolato tossico, ovvero rifiuti indifferenziati il cui stoccaggio in discarica contrasta con le norme Ue vigenti in materia, creando pericoli per la salute, l’ambiente, ed enormi difficoltà all’economia della zona, che vanta una eccellente produzione agricola. In particolare si teme che, in conseguenza dell’accumulo in discarica di rifiuti indifferenziati inquinanti, la salute della popolazione residente possa essere minacciata dall’insorgere di malattie all’apparato respiratorio oppure, fatto ancor più grave, da tumori. La discarica metterebbe a rischio anche la salute degli animali allevati nella zona”.

“Il sito previsto – continua Papatheu – è in grado, per l’enormità delle sue proporzioni, di raccogliere un quarto della spazzatura prodotta nell’Isola, generando una presa di posizione contraria alla sua realizzazione da parte del sindaco alla realizzazione della discarica, mentre i rappresentanti territoriali di Forza Italia, Silvio Passalacqua e Pippo Cardaci, hanno inviato una richiesta di intervento alle istituzioni perché intervengano al fine di scongiurare la realizzazione dell’opera che andrebbe effettuata, eventualmente, solo dopo aver fatto gli opportuni e necessari approfondimenti da parte di esperti. Per la gestione del sito la società avrebbe in programma di realizzare royalties intorno al milione e mezzo di euro annui”.

Al Governo viene chiesto “se tutto ciò corrisponde al vero” e “quali iniziative urgenti intenda assumere l’Esecutivo per evitare che la discarica possa ospitare rifiuti indifferenziati il cui stoccaggio è contrario alla normativa UE, e se si preveda la valutazione di impatto ambientale dell’opera in fase di realizzazione per ottenere la descrizione del progetto, comprendente informazioni relative alla sua ubicazione e concezione, alle sue dimensioni e ad altre sue caratteristiche pertinenti. Si richiede, inoltre, la descrizione dei probabili effetti significativi del progetto sull’ambiente, sia in fase di realizzazione che in fase di esercizio e di dismissione. La descrizione delle misure previste per evitare, prevenire o ridurre e, possibilmente, compensare i probabili impatti ambientali significativi e negativi. La descrizione delle alternative ragionevoli prese in esame, adeguate al progetto ed alle sue caratteristiche specifiche, con indicazione delle ragioni principali alla base dell’opzione scelta, prendendo in considerazione gli impatti ambientali. Ma anche il progetto di monitoraggio dei potenziali impatti ambientali significativi e negativi derivanti dalla realizzazione e dall’esercizio del progetto, includendo le responsabilità e le risorse necessarie per la realizzazione e la gestione del monitoraggio”.

Sulla vicenda che sta mettendo in forte apprensione i cittadini di Catenanuova, viene inoltre sollecitata una presa di posizione da parte del Ministro della salute per capire “se intende, per quanto di competenza, promuovere una indagine che includa un approfondimento sui rischi potenziali per la salute derivanti dalla costruzione dell’impianto, con particolare riferimento al rischio di insorgenza di casi di cancro e delle malattie del sistema respiratorio, verificando anche i danni potenziali che potrebbero subire le matrici ambientali come aria, suolo, sedimenti e acque. Si chiede di capire se intende promuovere, anche per il tramite del Comando Carabinieri per la tutela dell’ambiente, una verifica all’interno del perimetro che dovrebbe ospitare la discarica per verificare se i danni temuti dalla realizzazione dell’opera, descritti in premessa, siano effettivi o potenziali”.

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