21 giugno 2018 - Ultimo aggiornamento alle 19.43
caronte manchette
caronte manchette

Le responsabilità di Renzi, Faraone e degli altri esponenti Dem

Pd a un passo dalla rottamazione, a un metro dalla rivoluzione… Ormai dentro a un burrone

7 marzo 2018

Anche le elezioni politiche nazionali le abbiamo archiviate.

Il Movimento 5 Stelle e la Lega sono i vincitori indiscussi. La coalizione di centrodestra porta a casa la maggioranza relativa (ma non assoluta) dei consensi con un dibattito aperto in Forza Italia delusa dal secondo posto e registrando la disfatta dei centristi.

Ma oggi mi vorrei soffermare sul crollo del Partito Democratico. I Renziani, arroganti come sempre, hanno dovuto riconoscere la sonora sconfitta, ma qualcuno pagherà il conto?

In un mio precedente editoriale anticipai (ma visti i personaggi non ci voleva molto) che la rottamazione voluta da Renzi in verità aveva e ha rottamato solo ed unicamente il Pd e riconosco di non essere mai stato troppo tenero con il Matteo fiorentino. Però, in questo mio articolo vorrei darvi il mio pensiero su quelli che ritengo siano stati i veri protagonisti della disfatta del centrosinistra a gestione giglio magico, cioè i Renziani e l’opposizione interna del Pd.

I Renziani. Confesso subito che anch’io inizialmente credevo che Renzi potesse rinnovare la politica italiana e lo seguii con attenzione. Ma, vedendo i nani e le ballerine da cui si circondava il rottamatore in capo e il suo presunto luogotenente siciliano, decisi di fare altro.

Diversi sono rimasti alla corte. Molti integralisti all’inverosimile, pochi per credo, tanti perché la pagnotta ha un costo e altri ancora, illusi dal miraggio di una candidatura… Poveracci!

Ai Renziani siciliani in particolare bisogna dare un grande merito, hanno sopportato di tutto e qualcuno ancora resta e sopporta, speriamo che qualcuno, prima o dopo, li svegli e dica loro che….”Muriu u cani”. Per esempio, hanno sopportato Ciaone alias Ernesto Carbone, un calabrese nominato commissario del Pd di Messina ed Enna. Tipo che domani la Federcalcio faccia commissariare la sede di Catania da un palermitano.

Maurizio Scaglione

Badate bene, niente di male, però lo avrei capito se almeno i risultati fossero stati premianti!

Insomma, in quelle città ho la sensazione che non lo rimpiangano affatto.

Come non ricordare il network Cardinalizio di Sicilia Futura. Un successone di gradimento interno ed esterno, quantomeno per il buon Totò e sua figlia Daniela. Poi Articolo 4, il gruppo di Luca Sammartino e Valeria Sudano, certo non sono riusciti ad eleggere il presidente del consiglio comunale di Catania Francesca Raciti ma… Riprova sarai più fortunata. Anche qui non mi sembra che i piddini catanesi siano entusiasti, né della candidatura e neanche dell’esito finale.

A Palermo la lode ai Renziani per il massimo della santa sopportazione del capolavoro della strategia faraoniana.

Dore-Misuraca
Dore Misuraca

Prima, alle elezioni comunali neanche il simbolo del Pd, come se il partito si fosse macchiato chissà di quale infamia: pazienza! Poi Dore Misuraca di “indubbia” fede di sinistra anche se veniva da un partito che di nome faceva nuovo centrodestra, infine (attenzione ai botti d’artificio) prima alle regionali la candidatura del rettore Fabrizio Micari voluto o meglio imposto dal trio Orlando-Faraone-Cardinale, con il mistero delle liste perdute e la conseguente lite con l’uscente Crocetta e non solo. faraone micariChe dire, Micari arriva addirittura terzo e il Pd ai minimi, una perfetta strategia della sconfitta. Poi arriviamo ai nostri giorni, le elezioni politiche nazionali. Avete presente quei locali dove non fanno entrare i cani? Ecco Faraone e i suoi più stretti amici, quindi solo lui, hanno messo dietro la porta di via Bentivegna, sede del Pd, il cartello con la scritta “non sei Renziano con tanto di certificato da me medesimo rilasciato? Non puoi entrare nelle liste!”

È così venne celebrata l’epurazione dell’opposizione al renzismo.

giambronePerò lo stratega Faraone doveva pur compensare codeste rottamazioni, e chi entra nelle liste Pd? Il sindaco Leoluca Orlando che mette in lista il fido Giambrone, Totò Cardinale con le sue punte di diamante, Dore Misuraca con i suoi ex nuovi centrodestri, insomma un minestrone. Peccato che questa pietanza non se la mangiò nessuno e tutti restarono fregati. Ora Orlando da un lato e coloro che nutrivano aspettative di assessorati e sottogoverni comunali dall’altro chiederanno spiegazioni al gran capo Faraone? Vedremo.

L’opposizione interna Pd. Secondo me costoro non hanno niente da esultare. Hanno tante colpe quanto ne hanno i faraoniani. Capiamoci bene, quando erano al governo e si trattava di gestire assessorati, gabinetti e sottogoverni dove erano i partigiani del Pd? E perché parlano solo adesso di prevaricazione o di dittatura renziana i vari presidenti, senatori e deputati trombati o in carica?

A Palermo, come a Roma, questo dissenso dov’era prima delle ultime sconfitte? Aspettiamo i risultati e poi parliamo: e no! Così è facile.

Tutti questi contestatori e oppositori, lo ricordo bene, entravano nelle stanze di Renzi e Faraone con le armi in mano per fare sfaceli ed uscivano con i ramoscelli d’olivo. Una rivoluzione sempre incompiuta!

Gliela faccio vedere io, dicevano! Vallo a capire cosa gli facevano vedere! Intanto Renzi e Faraone continuavano per la loro strada e gli oppositori rimandavano la rivoluzione.

CrocettaOggi Crocetta dichiara che nel suo governo, Faraone ha avuto quattro assessorati più sottogoverni e gabinetti vari, che Renzi gli aveva fatto tante promesse. Ma, caro Rosario, sei andato a parlare con Matteo Renzi mica con madre Teresa di Calcutta, che ti aspettavi? E che cavolo !

Adesso Cracolici & Company dicono che la colpa è di Renzi e Faraone; mi sarebbe piaciuto sentire queste parole quando fece l’accordo per il al referendum o mentre gestiva l’assessorato regionale agricoltura.

E adesso? È il momento di ricostruire? Sicuramente!

Intanto perché non c’è più niente da distruggere, poi perché se non lo avete capito, durante queste beghe tra comari, i buoi sono scappati tutti… Ma proprio tutti.

Ma mi domando, dopo avere riconosciuto la sconfitta Faraone e i Renziani faranno un passo indietro?  E gli oppositori, partigiani o reduci, quanto saranno disponibili ad andare fino in fondo? E al popolo della sinistra quanto, ma quanto gliene strafrega più di Renzi, Faraone e oppositori?

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Andiamo a quel Paese
di Valerio Bordonaro Marco Scaglione

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