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Perché è importante riappropriarsi del controllo dei propri dati e della propria privacy con una VPN?

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7 Aprile 2022

Sono in molti a quelli che pensato ai concetti di privacy e sicurezza online come ad un qualcosa di risalente al passato, che non merita più l’attenzione di un tempo.
Al giorno d’oggi i computer e gli smartphone sono abbastanza sofisticati da poter resistere da soli; quindi che bisogno c’è di sfruttare un antivirus, un firewall o una VPN?

Questo è un grave errore: per quanto sia vero che i sistemi di sicurezza integrati all’interno di smartphone e notebook siano più efficienti rispetto al passato, i malintenzionati, gli hacker ed in generale il mondo dell’informatica non sono rimasti li a guardare. 

Le minacce si sono fatte sempre più tecnologicamente avanzate, fino a raggiungere notevoli livelli di pericolosità.

Gli attacchi informatici più pericolosi sono stati, ad esempio, quelli legati ai ransomware. Questo termine indica una particolare categoria di programmi informatici nocivi che rendono impossibile l’accesso al dispositivo che infettano, richiedendo nel frattempo un riscatto.

Durante il corso della pandemia da coronavirus i ransomware hanno attaccato enti ed istituti statali in tutta Europa, generando danni incredibili.
Si stima che, in tutto il mondo, la somma dei riscatti richiesti e dei danni causati abbia raggiunto l’imponente cifra del 6% del PIL mondiale.

Noi utenti “normali”, noi “internauti della domenica” fortunatamente non ci dobbiamo tanto preoccupare dei ransomware quanto dei nostri dati in generale.
È per questo motivo che bisogna accettare il fatto che proteggere la propria privacy diventerà sempre più importante man mano che passa il tempo.

Come si fa a migliorare la qualità della propria privacy e, nel frattempo, a ottenere nuovamente il controllo dei propri dati? Si deve sfruttare una VPN.

Perché usare una VPN?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per quale motivo è importante che si inizi a parlare con attenzione e cognizione di causa di quanto sia importante usare una VPN ai giorni nostri?

Perché moltissima dell’economia di internet si basa su una semplice risorsa: i dati degli utenti, quelli che questi ultimi lasciano sia volontariamente che involontariamente.

Per i dati che vengono lasciati volontariamente dall’utente, beh, non c’è molto da fare ma per tutti gli altri invece che si può fare? Sebbene i dati di noi Europei siano tra i più protetti al mondo, complice la presenza del GDPR, si può fare decisamente di meglio con una spesa irrisoria.

Questo può avvenire grazie alle caratteristiche di una VPN!
Se proteggi il tuo dispositivo online sfruttando una VPN potrai mettere in difficoltà tutti quei sistemi di tracciamento che danno linfa al mondo delle pubblicità online, impedendo la raccolta dei tuoi dati. Questo atto di ribellione è forse la migliore vendetta verso tutti quei pop up che hanno infestato la navigazione su internet durante il corso degli ultimi 20 anni.

Come fa una VPN a proteggere i dati e la privacy di un utente?

È legittimo chiedersi come fa una VPN a proteggere tanto i dati quanto la privacy di un utente,  in un colpo solo poi. Dovete sapere che il concetto di VPN non è esattamente giovanissimo ma ha almeno una ventina di anni sul groppone, nascendo inizialmente come sistema di protezione per le aziende che avevano bisogno di proteggere i propri dati da occhi esterni.

È l’acronimo stesso dietro le lettere VPN a lasciare intuire il funzionamento di questo genere di servizi. Le virtual private network, o reti virtuali private, non sono altro che delle reti locali scalate per funzionare attraverso una comune connessione ad internet invece di un cavo LAN.

A questo si aggiungono un paio di strati di funzionamento dall’ estrema importanza.
Da una parte troviamo gli algoritmi di crittografia che hanno il compito di rendere il traffico generato dagli utenti illeggibili ad occhi esterni, dall’altro invece troviamo particolari protocolli di comunicazione che instradano il traffico in maniera che questo non risulti facilmente rintracciabile da un occhio esterno.

La somma di queste due funzioni porta ad un risultato finale notevole: quando un utente si connette ad internet usando una VPN perde il suo indirizzo IP (un codice univoco che identifica il dispositivo dal quale ci si sta connettendo) in favore dell’indirizzo del server VPN. Tutto l’eventuale traffico che poi proviene da quest’indirizzo IP risulta criptato ad un livello tale da essere letteralmente impossibile da leggere per i non autorizzati.

Grazie alla combinazione di queste caratteristiche la privacy dell’utente è in salvo e così lo sono i suoi dati, stavolta non più associabili ad una sola persona ma ad un server che racchiude un cluster di migliaia e migliaia di utenti diversi mescolati tra loro.

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