Piazza XIII Vittime: nell'area archeologica le opere di Goldbach e Franzella | FOTO :ilSicilia.it
Palermo

Per il progetto "Engramma – San Giorgio"

Piazza XIII Vittime: nell’area archeologica le opere di Goldbach e Franzella | FOTO

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24 Aprile 2019

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Engramma – San Giorgio” è il titolo del progetto del Verein Düsseldorf Palermo che riqualificherà, anche con le monumentali installazioni degli artisti Clemens Botho Goldbach e Daniele Franzella, l’Area archeologica di Piazza XIII Vittime a Palermo.

L’area in questione è un testimone inquieto della storia della città che ripercorriamo.

Fu occupata inizialmente da una necropoli bizantina prima e islamica poi, in seguito divenne parte del quartiere Harat ‘as Saqalibah, primo per numero di abitanti nell’ultimo periodo arabo della città.

In età normanna furono costruite le mura di cinta e la fortezza del Castello a Mare, che divenne presto uno dei baluardi cittadini già dai tempi della guerra dei Vespri tra Angioini e Aragonesi alla fine del XIII secolo. La zona è stata da sempre esposta a tensioni interne ed esterne dettate dalle diverse trasformazioni politiche e sociali della storia di Palermo.

Nel XV secolo a ridosso della Porta San Giorgio venne costruito un grande bastione e nel Castello a Mare, centro politico e militare di grande importanza, si insediò la prima sede del Tribunale dell’Inquisizione di Palermo.

Alla fine dell’Ottocento fu eretto l’obelisco dedicato alle “XIII Vittime” della rivolta della Gancia, spostato pochi anni fa a ridosso dell’area per far posto all’installazione del “Monumento ai Caduti nella Lotta contro La Mafia” al centro della piazza.

La storia recente ci riporta ai terribili bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e allo stato di abbandono successivo, fino agli scavi archeologici degli anni ’80 che hanno contribuito a rendere l’area libera da nuove costruzioni.

Piazza XIII Vittime attraversa 14 secoli di storia della città, ci racconta delle genti che l’hanno abitata, di chi l’ha governata e di come nel corso del tempo sia cambiata.

Un’eco di questo vortice di eventi, delle voci dell’antico quartiere, dei suoi edifici e costruzioni, rimane nell’area; quello che sembrava scomparso e dimenticato torna alla luce grazie all’archeologia.

Il progetto Engramma – San Giorgio cerca di cogliere questa eco attraverso l’installazione delle opere di Clemens Botho Goldbach e Daniele Franzella, che ne fanno riemergere dei frammenti in forme mutate.

Le creazioni interpretano i ruderi di memoria collettiva e il vuoto lasciato dalla storia che l’area archeologica ha incorporato.

Franzella
Daniele Franzella

Franzella presenta una scultura che verrà collocata in direzione della chiesa di San Giorgio: si tratta di una custodia che, svelando appena la forma di una statua, condensa i complessi passaggi storici dell’area. Una statua di difficile decifrazione, perché simbolo delle varie epoche e dei vari popoli protagonisti di piazza XIII Vittime.

L’opera interpreta, quindi, l’atmosfera dell’area archeologica cercando di abbracciare e custodire i diversi frammenti della storia della città di cui l’area è testimone.

Goldbach si dedica alle rovine di luoghi estinti. Nella sua produzione l’artista tedesco tenta di ricreare e ricostruire, attraverso l’uso di materiale edile, edifici e strutture di cui si ha solo una memoria effimera sia in spazi aperti che in spazi espositivi.

Per Engramma – San Giorgio, progetto che tenta di recuperare simboli perduti della città, di strapparli dalla loro dimensione invisibile riattivando la memoria della città stessa, Goldbach ha realizzato la porta stampata sulle banconote da 100 euro. L’immagine, opera dell’artista austriaco Robert Kalina, è fittizia, summa di elementi barocchi tratti da diversi monumenti.

Goldbach la presenta come una rovina, una porta nata rudere, un monumento effimero, mai esistito, collocato sui resti della cinta muraria in prossimità del sito dell’antica porta San Giorgio.

L’inaugurazione sarà il 27 aprile, ore 12, e sarà fruibile fino al 3 novembre. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Regione Sicilia, Soprintendenza ai BB. CC. AA; con il patrocinio del Comune di Palermo e dell’Accademia di Belle Arti.

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